Sanità, c’è l’elenco dei commissari. Ma da Oliverio arriva un “niet”

Cotticelli e Schael hanno chiuso la lista. Ancora top secret i nomi. Toccherà al ministro Grillo nominarli. Ma il governatore chiude ad ogni possibilità di intesa: «La Regione non ha questo compito»

CATANZARO I nomi dei possibili commissari delle aziende provinciali e ospedaliere stanno per arrivare sulla scrivania di Oliverio. Dopo un lavoro durato più di un mese, i capi della Sanità calabrese Cotticelli e Schael hanno chiuso l’elenco dei nuovi responsabili, sul quale il governatore dovrà fornire il proprio parere non vincolante. È quanto stabilito dal Decreto Calabria, la misura straordinaria voluta dal ministro Grillo per riportare alla normalità il settore, commissariato ormai da quasi di 10 anni.
Si mormora di qualche divergenza di vedute tra Cotticelli e Schael, ma la lista è infine stata chiusa ed è pronta per essere spedita al decimo piano della Cittadella. Da momento in cui la riceverà Oliverio avrà circa 10 giorni per dire la sua. I commissari regionali potranno accogliere le eventuali indicazioni del presidente oppure potranno blindare i nomi, al momento ancora top secret.
I PAPABILI Nei giorni scorsi il Corriere della Calabria (qui il servizio) aveva rilanciato alcune indiscrezioni sui possibili papabili. Tra loro c’erano il consigliere regionale siciliano Carmelo Pullara e l’ex capo dell’Asp di Palermo Antonino Candela. Gli altri nomi “caldi” erano quelli di Achille Gentile, che potrebbe essere riconfermato al vertice dell’ospedale di Cosenza, di Costantino Gallo, manager molisano molto vicino alla ministra Grillo, e di Gilberto Gentili, dirigente marchigiano. Secondo quanto riferiscono fonti vicine alla Cittadella, non sono da escludere sorprese.
Cotticelli e Schael, molto probabilmente, non si aspettano alcuna collaborazione da parte di Oliverio, che non più tardi di una settimana fa aveva annunciato di volersi tirare fuori dalle scelte: «Le nomine le faccia il governo in autonomia». Una frase lapidaria che evidenziava lo scontro in atto tra la Regione, da una parte, e il ministro e i commissari, dall’altra.
L’elenco stilato da Cotticelli e Schael dovrebbe contenere otto nomi su un totale di 9 aziende, visto che il commissario del Policlinico universitario “Mater Domini” dovrà essere concordato con il rettore.
Trascorsi i dieci giorni a disposizione di Oliverio, il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare la delibera con i nominativi dei commissari, dopodiché le designazioni diventeranno ufficiali per mezzo di un decreto firmato dal ministro Grillo.
IL NIET DEL GOVERNATORE Dal governatore infatti arriva a stretto giro una chiusura netta. «Al vaglio del presidente Oliverio non vi è alcuna lista di nomi per le nomine a direttore generale delle Aziende Sanitarie – si legge in una nota diffusa in serata dall’Ufficio stampa della Giunta – per la semplice ragione che il presidente della Regione non ha questo compito». Già in occasione della audizione alla Commissione competente della Camera dei Deputati, fanno notare dalla Regione, Oliverio «ha espresso la opposizione motivata della Regione al Decreto Legge sulla sanità assunto dal Governo». Un provvedimento che per il governatore «non contiene alcuna norma né risorse finanziarie per il rafforzamento e la riqualificazione dei servizi sanitari».
«In relazione alla nomina dei Commissari nelle Aziende sanitarie, che il Governo nazionale ha deciso di togliere alla Regione assumendo direttamente in violazione della Costituzione questa funzione, il presidente Oliverio – si legge ancora nella nota – ha espresso una posizione chiara che non si presta ad equivoci. Basta riascoltare l’intervento del presidente Oliverio per rendersi conto che non si è interessati ai nomi ma ai servizi sanitari che purtroppo le scelte di questo Governo rischia di aggravare drammaticamente».
«Non mi interessa l’intesa per i nomi. – aveva detto Oliverio all’audizione parlamentare sulla sanità – Il Governo può fare le nomine d’ufficio. Quello che mi interessa è lo sblocco delle assunzioni per garantire il servizio ai calabresi». (p. bel.)







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