Se Scopelliti rinnega Berlusconi e il Pdl

LAMEZIA TERME Quando nei giorni scorsi qualcuno (l`assessore regionale Mimmo Tallini in primis) gli fece notare che quell`attacco nei confronti del presidente Berlusconi era fuori luogo, lui rispose (more solito)…

LAMEZIA TERME Quando nei giorni scorsi qualcuno (l`assessore regionale Mimmo Tallini in primis) gli fece notare che quell`attacco nei confronti del presidente Berlusconi era fuori luogo, lui rispose (more solito) gridando al «complotto» e alla «strumentale mistificazione» delle sue parole. In realtà di strumentale c`è ben poco perché siamo andati ripescare (grazie all`aiuto dei colleghi del quotidiano on line Lente Locale e dell`operatore Enzo Lacopo) il video integrale dell`intervento di Peppe Scopelliti a Locri, nel corso della presentazione del libro scritto da Gianfranco Fini. Non c`è nulla di inventato. Il governatore ha davvero sostenuto che «aderire al Pdl è stato un nostro grande errore. Abbiamo annacquato la destra nel sogno di questo partito. C`è tanta responsabilità della classe dirigente perché sono stati pochi quelli che hanno contestato questa scelta». Una vera e propria marcia indietro, accompagnata da una forse tardiva autocritica: «Siamo stati attratti dal bipolarismo ma questo non lo puoi costruire se metti assieme solo Forza Italia e An e poi lasci in vita gli altri satelliti». E poi giù con l`amarcord per i bei tempi di Alleanza nazionale: «Quello era un vero partito dove c`erano delle regole e dove il merito veniva premiato. Un partito che aveva un leader ma anche una classe dirigente e momenti di dibattito». Il contrario, è la conclusione logica di questo ragionamento, di quanto avveniva nel Pdl dove il potere di Berlusconi non incontrava opposizione. Come se in Calabria le cose andassero diversamente, posto che Scopelliti ricopriva contemporaneamente l`incarico di governatore, quello di assessore alla Sanità e al Turismo, quello di coordinatore regionale del Pdl e di leader del movimento “Scopelliti Presidente”.
Tuttavia non c`è solo il Cavaliere nel mirino del governatore. Assieme a lui ce n`è per l`ex ministro Claudio Scajola: «Ho provato imbarazzo quando un ministro di quel partito è stato in grado di affermare “mi hanno comprato una casa, chi è stato?”. Queste cose nel mio mondo, nel “mio” Movimento sociale italiano, nella “mia” Alleanza nazionale non sono mai esistite». Scopelliti affermando ciò forse ha dimenticato la condanna in Appello a sei mesi per omissione di atti d’ufficio per una vicenda che riguarda la sua esperienza di sindaco di Reggio e i processi in corso a Reggio Calabria (“caso Fallara” dove il governatore sostiene di aver firmato «atti che non leggevo», anche se alcune intercettazioni sembrerebbero rivelare il contrario) e Catanzaro (“caso Sarlo) dove è imputato per abuso d`ufficio. Anzi, forse se ne ricorda a un certo punto quando dice «che chi amministra può sbagliare e anche io l`avrò probabilmente fatto in alcune occasioni».
Non mancano i riferimenti alla recente scissione del Pdl. Scopelliti cerca di ammorbidire i toni spiegando di non avere mai avuto problemi a interloquire con Berlusconi: «Io lo chiamavo e dopo due ore mi dava la possibilità di incontrarlo». Altro conto è il rapporto con alcuni dei suoi proconsoli come Denis Verdini: «Lui era un po` prepotente e cercava lo scontro dialettico ma riuscivo a prevalere grazie ai risultati elettorali».
Chiusura con parole al miele nei confronti di Angelino Alfano e del Nuovo centrodestra e una nuova stoccata (pur senza nominarlo) al Cavaliere: «Questo logica di dire sempre sì al capo non aiuta il Paese. Oggi questo centrodestra aveva bisogno di uno scossone. Non so se questa sarà la scelta giusta ma rivedo l`entusiasmo della mia esperienza politica».







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