Decreto Calabria, Nesci lascia il ruolo di relatrice dopo il “caso Scaffidi”

La deputata si dimette dopo la bagarre di ieri: «Gettate ombre sul mio operato». Anche la Lega si era unita alle opposizioni per chiederne il passo indietro. Molinari: «Stupisce la distrazione dei 5 stelle». Lavori ancora bloccati a causa delle deroghe previste per le nomine dei commissari. Salvini: «In atto un confronto»

ROMA Dopo una battaglia durata più di 24 ore, Dalila Nesci cede e si dimette dal ruolo di relatrice del Decreto Calabria, in discussione alla Camera per la sua conversione in legge.
«Ho subito – ha spiegato Nesci in Aula – tanti attacchi, qualcuno ha tentato di gettare ombre sul mio operato e la mia correttezza. Voglio collaborare per il buon andamento dei lavori e credo nell’urgenza di questo decreto. Ho sempre svolto con correttezza e spirito di servizio tutti i mandati che mi hanno conferito la commissione e il presidente. Con grande senso di responsabilità informo l’aula che ho rimesso il mandato alla presidente della commissione che è la nuova relatrice». L’incarico va dunque alla presidente della commissione Affari sociali, Marialucia Lorefice, anche lei M5s.
Nesci è stata subito ringraziata dal capogruppo del M5S Francesco D’Uva: «Si è sempre spesa per combattere il malaffare e affinché ci fosse una buona sanità nella sua regione. Il suo passo indietro è un passo avanti per la sanità della Calabria».
Da ieri la Camera è teatro di uno scontro durissimo sul decreto Sanità Calabria, dovuto al caso di conflitto di interessi che riguarda un collaboratore di Nesci, Gianluigi Scaffidi, il cui curriculum è tra i papabili commissari della azienda sanitaria di Vibo.
Dopo che si era consumata ieri una vera e propria sorta di rissa in Aula, oggi il Pd e anche le altre forze di minoranza erano tornate alla carica per chiedere le dimissioni di Nesci da relatrice, ma il Movimento 5 stelle aveva tirato dritto.
L’entrata in gioco della Lega – ieri silente – avrebbe cambiato tutto. E infatti subito dopo le dimissioni di Nesci, è arrivato il commento del capogruppo della Lega Riccardo Molinari: «Bene le dimissioni di Dalila Nesci da relatrice del decreto Calabria per conflitto d’interessi. La Lega, non appena appresa questa situazione durante il dibattito d’aula, dopo un’attenta valutazione ha chiesto alla relatrice di fare un passo indietro. Stupisce solo che la questione sia sfuggita agli attenti osservatori dei 5S. Correttezza, trasparenza e credibilità devono essere alla base di ogni azione politica. Non era accettabile che un collaboratore, per di più a titolo gratuito, della relatrice che ha in mano il decreto sulla sanità in Calabria sia anche candidato ad assumere la carica di commissario di una delle Asl calabresi. Non possono esserci ombre e opacità su un provvedimento così delicato per la sanità calabrese».
Tra i motivi della richiesta leghista ci sarebbe il malumore per alcune uscite dei 5 stelle sul “caso Rixi” e, più in generale sulla posizione pentastellata sul fronte trasparenza e richiamo al contratto di governo.
L’altro nodo che sta bloccando l’esame del decreto sarebbe la questione della deroga alla legge sulla nomina dei commissari sanitari. Punto su cui per l’intera mattinata il Pd ha tenuto banco, chiedendo che la norma venga modificata. fonti di opposizione spiegano che sul punto ci sarebbe un’apertura della Lega.
«Alla Camera c’è un confronto sul decreto sulla Sanità in Calabria, come sempre quando emergono dei problemi o delle proposte positive», spiega Matteo Salvini.







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