Oliverio: «Mai disponibile a un’intesa sulle nomine della sanità»

Le precisazioni (inutili) del governatore dopo il servizio del Corriere della Calabria

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell’Ufficio stampa della giunta regionale in riferimento all’articolo intitolato “Decreto Calabria, niente intesa sui commissari, deciderà Grillo”:
Si precisa che il presidente della Regione Mario Oliverio sin dal primo momento della pubblicazione del Decreto sulla Sanità in Calabria assunto dal Governo, aveva evidenziato la incostituzionalità dello stesso annunciandone l’impugnazione alla Corte Costituzionale e la evidente forzatura contenuta nella possibilità di derogare dall’elenco nazionale nelle nomine dei Commissari nelle Aziende Sanitarie Calabresi, aggiungendo che non era interessato ad alcuna intesa su dette nomine.
Il presidente Oliverio ha formalmente espresso l’indisponibilità ad intese sulle nomine anche il 9 maggio scorso, in occasione della sua audizione davanti alla Commissione competente della Camera dei Deputati.
In quell’occasione Oliverio ha espresso la preoccupazione relativamente al mancato sblocco delle assunzioni per il quale nel decreto non era contenuta alcuna norma, sollecitando il Parlamento ad assumere urgenti e necessari provvedimenti in tale direzione.
La lettera con l’indicazione dei nomi fu inviata al Presidente della Regione dal Commissario Gen. Cotticelli in data 21 maggio, ovvero oltre dieci giorni dopo il netto pronunciamento di contrarietà ad intese su nomi.
Prendiamo atto della precisazione che in nulla altera il merito dell’articolo, nel quale si dà conto della posizione del governatore Oliverio sulla questione delle nomine dei commissari. Posizione espressa chiaramente sia prima della ricevuta notifica dell’elenco firmato dai commissari, sia dopo, come si può chiaramente evincere dalla dichiarazione del 29 maggio scorso – pubblicata da agenzie di stampa, giornali e sul portale istituzionale della Regione -, nella quale Oliverio ribadisce la sua indisponibilità a intese con i commissari.
Risulta dunque arduo comprendere le ragioni che hanno spinto l’ufficio stampa a diramare queste (inutili) precisazioni. Forse si vuol fare credere che il governatore non è – e non è mai stato – interessato alle nomine in sanità? (pbel)





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