Corigliano Rossano, il commissario approva il bilancio (in ritardo) e lascia

Domenico Bagnato lascia il Comune. Ma a salutarlo ci sono pochi dipendenti. Un segnale del malcontento di quest’ultimo anno. Il nuovo sindaco dovrà rimettere ordine in alcuni atti ritenuti anomali

di Luca Latella
E mentre il commissario prefettizio Domenico Bagnato andava accomiatandosi con uno sparuto gruppo di dipendenti comunali nella sala consiliare, la polizia municipale, nella sua sede a due passi, preferiva consegnare una targa all’oramai ex dirigente Giuseppe Passavanti.
La mattinata nel municipio rossanese, trascorre via così, nell’indifferenza dei più nel giorno dell’addio del commissario. Chiaro segnale del forte malcontento generatosi in questo anno e mezzo di commissariamento. E soprattutto fra le forze della costola rossanese della polizia locale che si sono viste, pian piano, in questi mesi, spogliate di ogni servizio, di risorse finanziarie e finanche della mail pec, in una fase in cui tutto doveva essere diviso a metà in virtù della fusione.
Logiche che non sono mai piaciute ai dipendenti rossanesi, convinti di essere stati penalizzati nei bandi di partecipazione a concorsi interni, ma anche a quelli coriglianesi, per via di decisioni che, a loro dire, sarebbero state, a volte, personalistiche.
In tutto questo, anche uno strumento come il bilancio consuntivo 2018 – affidato ad una società esterna nonostante sia stato assunto un dirigente ad hoc – è stato approvato solo oggi, fuori tempo massimo, rispetto alla scadenza del 30 aprile. Eppure era ed è uno dei punti cardine di un mandato commissariale per fusioni di comuni.
Il comune unico, insomma, sembra navigare a vista. Basterebbe scorrere l’elenco delle determine dirigenziali pubblicate.
Uno degli ultimi atti dell’area amministrativa, ad esempio, reca in calce la firma del responsabile del procedimento e dell’ufficio gare, ma secondo alcuni dovrebbe recare quella del dirigente dell’area amministrativa, nominato “a tempo”, in sostituzione del dirigente Giuseppe Passavanti, pensionatosi ai primi di aprile. Ed invece la determina viene firmata un altro dirigente pro tempore ed assunto per Ambiente e Lavori pubblici, per quella che potrebbe essere interpretata come una anomalia.
Il secondo elemento, a firma di un altro dirigente a tempo, riguarda un’altra determina con la quale si attribuiscono mansioni superiori ad un dipendente di categoria C ex sesta qualifica funzionale, includendo nel provvedimento l’individuazione di una posizione organizzativa di circa 5.000 euro a conguaglio. Un atto ritenuto anomalo, giacché le posizioni organizzative – prorogate di un anno dal contratto collettivo di lavoro – sono scadute a fine maggio e non possono essere rinnovate così facilmente.
Di mansioni superiori si ritrova traccia anche in un altro provvedimento per una categoria A portata a B3 per sei mesi e nel deus del periodo elettorale dell’area, dopo la dipartita momentanea per il comune di Cariati dell’esperto e capace Enrico Graziano, funzionario dell’anagrafe.
Insomma, un caos in cui il sindaco eletto dovrà mettere ordine, compresi bandi pubblici pubblicati in zona Cesarini. (l.latella@corrierecal.it)





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