Catanzaro, tensione in Consiglio: Abramo lascia l’aula e schiva le trappole

Seduta lunghissima costellata anche dalle polemiche dopo la conferenza stampa di Occhiuto. Il sindaco contro la minoranza: «Se mi attaccate senza senso non vi risponderò più»

CATANZARO Le elezioni regionali sono ormai diventate l’ordine del giorno non ufficiale ma sostanziale del Consiglio comunale di Catanzaro. Com’era prevedibile, la conferenza stampa di ieri del candidato governatore di Forza Italia alla Regione Mario Occhiuto nel capoluogo, e soprattutto l’assenza del sindaco Sergio Abramo dall’incontro, si scaricano sui lavori consiliari che a un certo punto si configurano come una pericolosa “trappola” per il primo cittadino, abile però a schivarla con un gesto – l’abbandono dell’aula in segno di dissenso sull’atteggiamento della minoranza – eclatante ma probabilmente necessario per non terremotare equilibri non solo catanzaresi. È questa la sintesi di una seduta del Consiglio regionale dalla lunghezza inusitata e abnorme, di ben sette ore, una seduta che risente dei “veleni” post elettorali (Europee) e pre-elettorali (Regionali), con una maggioranza di centrodestra alle prese con fibrillazioni che sembrano ormai irrisolvibili e che la conferenza di Occhiuto probabilmente ha acuito, rivelando una “smagliatura” nell’asse tra Abramo e il leader azzurro Mimmo Tallini. Su queste difficoltà si insinua la minoranza, che parte subito all’attacco sulla prima pratica all’ordine del giorno del Consiglio, una variazione di bilancio e sul tema del depuratore, con l’esposizione di uno striscione per lamentare i ritardi dell’amministrazione nella realizzazione del nuovo impianto: tra i temi su cui la minoranza alza le barricate, anche il progetto di videosorveglianza noto come “Safe City”.
Ad aprire le danze, al solito, è il capogruppo di “Fare per Catanzaro” Segio Costanzo, che parla di «città allo sbando per colpa delle ‘gaffe’ di Abramo, protagonista poi di un doppio ‘golpe’, perché ha scaricato Occhiuto come candidato governatore e contro Forza Italia». Rincara la dose il leader di ‘Cambiavento’ Nicola Fiorita, per il quale «Abramo ha perso ogni credibilità con il suo incredibile voltafaccia a Occhiuto, dopo che nemmeno 50 giorni fa invitava quest’aula ad applaudirlo». Si inalbera anche il capogruppo dei ‘Socialisti&Democratici”, Roberto Guerriero, che evidenzia «le indubbie difficoltà della maggioranza». Critiche all’indirizzo di Abramo anche da parte di Gianmichele Bosco di ‘Cambiavento’, Fabio Celia di ‘Fare per Catanzaro’ che denuncia «i troppi bandi ‘per amici’ che fa quest’amministrazione», e Cristina Rotundo sempre di “Fare”, che lamenta «il vergognoso silenzio dell’amministrazione sulla vicenda della discriminazione di alunni disabili in una scuola di Siano», Non è tenero nemmeno Eugenio Riccio, del gruppo misto, che chiede ad Abramo di «dare più dinamicità all’azione di governo, se qualcuno non va lo si mandi a casa».
Nel mirino dell’opposizione anche una delle pratiche all’ordine del giorno, una variazione di bilancio per oltre 250mila euro, relativa al il Tfr del già capo ufficio stampa del Comune, Sergio Dragone, pratica che secondo la minoranza doveva seguire tutt’altro iter e non passare dall’aula: sul punto sarà necessaria una precisazione del dirigente del Settore Bilancio, Pasquale Costantino, secondo cui «l’accantonamento di questo Tfr è posto nell’avanzo, abbiamo già approvato il bilancio di previsione e per un fatto tecnico – spiega il dirigente comunale abbiamo dovuto fare una variazione». Sul piano politico, a tenere desta l’attenzione resta comunque la situazione nella maggioranza di centrodestra. Giovanni Merante, ex forzista ora nel Misto dopo aver rotto con Tallini, si rallegra perché «Abramo forse ha percepito per tempo quello che dicevamo noi, cioè che il progetto Occhiuto per la Regione non era quello giusto ed era anche vecchio: adesso chiediamo ad Abramo di tagliare definitivamente alcuni ‘legacci’ e di prendere decisioni forte e coraggiose, magari – aggiunge Merante – mettendo mano alla sua giunta».
Parla anche la vicepresidente del Consiglio comunale, Roberta Gallo, di Forza Italia, che con garbo ma con tono polemico ricorda ad Abramo che «i risultati sono il frutto di un lavoro di squadra». Parole che danno ulteriore fiato alla minoranza per attaccare Abramo ancora sul tema della depurazione e di ‘Safe City’. Il sindaco prende la parola e sbotta: «Quando attaccate senza cognizione di causa, soprattutto sul piano tecnico, non vi risponderò più. Anzi. Quando lo farete uscirò dall’aula». Sul tema depuratore Abramo spiega che «non siamo affatto in procedura di infrazione, stiamo aspettando lo sblocco dei 14 milioni dei finanziamenti ma non li perderemo», mentre su Safe City «ripeto che la Procura ha avuto sette anni di tempo per mandarmi l’avviso di garanzia, ma non mi è arrivato nulla e nessuno ha mai messo in dubbio e può mettere in dubbio la mia onestà». Tutti si aspettano un passaggio politico sul tema Regionali e sul tema Occhiuto, ma Abramo, con abilità in stile democristiano, rovescia il ragionamento: «Perché non parliamo degli impegni che ha preso qui per Catanzaro il presidente Oliverio e non mantenuti?», dice il sindaco rivolgendosi all’opposizione. Guerriero replica a muso duro: «L’hai portato tu qui, non puoi ribaltare la realtà», e tuonano contro Abramo anche Fiorita, Bosco e Costanzo, scatenando un momento di forte tensione con il presidente del Consiglio comunale Marco Polimeni, che dirà «sta diventando impossibile lavorare in queste condizioni».
Abramo coglie al volo l’attimo, fiuta l’occasione giusta per non infilarsi in ragionamenti scivolosi sul piano politico sulle Regionali, su Occhiuto e su quant’altro e si allontana dall’aula, anche se resterà per un bel po’ sull’uscio fin quando non abbandonerà definitivamente i lavori. Che proseguiranno praticamente a oltranza,per una durata complessiva di oltre 7 sette ore, a causa della discussione ‘fiume’ di un lunghissimo elenco di debiti fuori bilancio e di un’apra polemica tra Costanzo e Polimeni sulla conduzione dei lavori. Il tutto, comunque, a confermare che a Catanzaro il Consiglio comunale in realtà è già in piena campagna elettorale, anche se nella confusione totale. (antcant)







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