Lucano al convegno sui rifugiati: «Ho agito per un ideale»

L’ex sindaco di Riace all’incontro organizzato a Reggio dalla Fondazione De Benedetti: «Legalità e giustizia non sempre coincidono». Boeri: «Chiusura porti aumenta morti in mare». Falcomatà: «Incontro europeo è riconoscimento per la città»

REGGIO CALABRIA «Voglio ribadire che sono orgoglioso di quello che ho fatto, di avere rilasciato un documento di identità a chi ne aveva bisogno, e non chiedo pietà. Ho agito per un ideale a difesa della dignità delle persone». Lo ha detto l’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, intervenendo a Reggio Calabria alla conferenza organizzata dalla Fondazione De Benedetti sul tema dei rifugiati.
Lucano, riferendosi alla sua vicenda giudiziaria, ha detto che «hanno varato una corazzata per affondare una piccola imbarcazione. Legalità e giustizia non sempre coincidono, altrimenti era legalità l’Apartheid o il Terzo Reich, mentre è la giustizia che risponde ai bisogni dell’uomo. Il mio caso? Se ho commesso reati, come quello di rilasciare un documento per ricongiungere famiglie e tirarle fuori da luoghi invivibili, alla fine ho trovato una soluzione per evitare una morte certa a esseri umani». Secondo l’ex sindaco di Riace, inoltre, «la legislazione sull’immigrazione, dalla Turco-Napolitano in poi, presenta numerose fragilità e non è utile per salvare le persone. Io credo, invece, che sia necessario evitare il ripetersi degli episodi di discriminazione che si registrano nel nostro Paese».

BOERI: CHIUSURA PORTI AUMENTA VITTIME
«La chiusura dei porti aumenta la probabilità per i migranti di morire nell’attraversamento. Le vittime del fenomeno, negli ultimi dieci anni, ammontano a 27.500 negli ultimi dieci anni. Per rimpatriare i rifugiati in Italia occorrerebbero 112 anni». Lo ha detto il prof. Tito Boeri, docente di Economia all’Università “Bocconi”, nella relazione con cui ha aperto a Reggio Calabria il convegno europeo organizzato dalla Fondazione “Rodolfo de Benedetti” sulla gestione dei rifugiati.
L’ex presidente dell’Inps ha parlato di «una serie di “criticità”, amministrative e politiche, che impedirebbero di fatto, di controllare i flussi migratori in arrivo soprattutto dall’Africa, non essendovi accordi per inoltrare le richieste sin dal paese di origine. Né esistono – ha aggiunto Boeri – possibilità di lavoro per i richiedenti asilo anche perché spesso delocalizzati in piccoli centri con scarse opportunità di inserimento». Secondo Boeri, «i rifugiati fanno più fatica a integrarsi e trovare lavoro degli immigrati economici, in ragione del 50% in meno nei primi tre anni di permanenza fuori dai Paesi di origine. E le pari opportunità di inserimento tra le due categorie si incrociano solo dopo 15 anni».
Boeri ha anche sottolineato «la mancanza nel Decreto sicurezza di misure specifiche sugli sbarchi ed il crescente contrasto alle operazioni condotte dalle Ong».

FALCOMATÀ: «RICONOSCIMENTO PER REGGIO» È un grande onore per noi poter ospitare a Reggio Calabria questa iniziativa promossa dalla Fondazione Rodolfo De Benedetti. È una sorta di riconoscimento del grande lavoro che è stato fatto in questi anni nella nostra città». Lo ha detto il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, in apertura della XXI Conferenza Europea della Fondazione De Benedetti sul tema “How to manage the refugees crisis” in corso nella Città dello Stretto a Palazzo Corrado Alvaro, sede della Città metropolitana.
«La comunità reggina – ha aggiunto Falcomatà – ha dato tanto sul piano dell’accoglienza dei migranti, soprattutto grazie alla straordinaria macchina della solidarietà che si è attivata sul territorio, grazie al coinvolgimento di tanti volontari, cittadini, associazioni, il mondo della chiesa e del volontariato religioso e non ultime le istituzioni, che hanno saputo fare squadra nella direzione suprema della tutela dei diritti degli esseri umani. Siamo orgogliosi di questi risultati, orgogliosi di appartenere ad una città aperta e solidale che non si è mai tirata indietro su temi fondanti come quello dell’accoglienza e della cooperazione».
«Ricordo il 3 giugno del 2016 – ha detto ancora il sindaco – quando nella nostra città arrivarono, a bordo di una nave della Marina Militare, le 45 salme di migranti, trai quali molti bambini, che furono poi seppellite nel cimitero di Armo. Da allora la nostra città ha deciso di celebrare ogni anno quella giornata, come simbolo di memoria dello straordinario senso di accoglienza della nostra comunità, della necessità di promuovere la cooperazione e la solidarietà tra i popoli. È il contributo, simbolico e sostanziale, che la nostra città ha voluto dare nel quadro più ampio delle dinamiche riguardanti i flussi migratori, un fenomeno divenuto ormai strutturale che in questi anni ha assunto i toni di una sfida epocale, da affrontare non certo esclusivamente sotto il profilo securitario ma attraverso la concertazione e la cooperazione internazionale».

CIRCA 600MILA IRREGOLARI «Il numero degli irregolari cambia costantemente, ma se si assume come riferimento il dato di base di 533mila al primo gennaio 2018, oggi è molto probabile che il numero sia prossimo a seicentomila». Lo ha detto il presidente del’Istat, Gian Carlo Blangiardo, partecipando in video conferenza al convegno europeo della Fondazione “Rodolfo De Benedetti” a Reggio Calabria, coordinato da Tito Boeri, sulla governance dei rifugiati.
«L’Istat – ha aggiunto Blangiardo – ha intenzione di considerare l’anagrafe come fonte di riferimento, anche se nel censimento del 2011 è risultata censita gente che non c’era più. C’è anche un problema con le regole della privacy, poiché non è possibile comunicare ai Comuni le generalità delle persone risultate assenti, ma soltanto i numeri, i dati aggregati. È mia intenzione, però, ripetere un’indagine aggiornata sugli stranieri in Italia, con un ampio ventaglio di dati informativi tale da offrire al mondo della ricerca multidisciplinare gli elementi per un’analisi più approfondita dello stato delle cose».







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