Massi precipitano sulla statale, rottura per l’acquedotto Medma

Sorical al lavoro per riparare i danni e riavviare l’erogazione dell’acqua a Ricadi e in una frazione di Tropea

JOPPOLO La caduta di diversi massi, sulla strada provinciale nel Comune di Joppolo, ha schiacciato e rotto in più punti la condotta dell’acquedotto Medma che alimenta i Comuni di Ricadi e la frazione Vulcano di Tropea. Da ieri la Sorical sta cercando di riparare i danni e riavviare l’erogazione dell’acqua, ma i lavori si presentano complessi a causa della presenza degli enormi massi sulla condotta. È quanto rende noto Sorical in una nota stampa. Il cedimento del fronte di roccia e la caduta dei massi, secondo la ricostruzione di Sorical, si è verificata nell’area di cantiere dell’Anas, dove si sta procedendo alla messa in sicurezza della strada, in località Coccorino, nel Comune di Joppolo che collega Nicotera con Ricadi.
Anas, però, nega che la caduta di massi che ha provocato la rottura della condotta dell’acquedotto sia avvenuta in un cantiere Anas.
«Il cantiere Anas – è scritto in una nota – non è stato interessato dalla caduta massi. I lavori Anas per la messa in sicurezza della strada si svolgono più a monte. Le attività sono in corso dal km 0,000 al km 0,900 fino alla galleria, mentre la condotta dell’acquedotto danneggiata si trova circa 300 metri più a valle, in direzione Joppolo».
Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale del Pd, Michele Mirabello, per il quale «il rimpallo di responsabilità fra Sorical ed Anas lascia letteralmente basiti ed esterrefatti. Ritengo irresponsabile ed inaccettabile che una vicenda così delicata, dalla quale stanno derivando gravissimi danni ad utenti, territori ed imprese nel pieno della stagione estiva, si possa risolvere a colpi di comunicati stampa. Per questa ragione chiederò immediatamente al presidente della Giunta Regionale Mario Oliverio e al prefetto di Vibo Valentia di convocare immediatamente i responsabili di Anas e Sorical al fine di poter chiarire l’accaduto e soprattutto – aggiunge – di poter provvedere alla immediata riattivazione della condotta portante dell’acquedotto». Secondo Mirabello, comunque. «resta singolare il fatto che si possa procedere dopo mesi su in tratto di strada così importante senza adottare e predisporre alcuna misura precauzionale, anche a seguito delle preliminari conferenze dei servizi, da cui non poteva non emergere sia il passaggio della condotta che per 300 metri pare sia saltata, sia la rete del gas».







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