L’Asp di Cosenza (senza fondi) scoperchia il pentolone dei lodi arbitrali

Una nota del manager reggente invita gli uffici a spendere l’indispensabile e recuperare crediti. Fari accesi sulle transazioni: «Rivedere quelle chiuse negli ultimi dieci anni»

di Pablo Petrasso
COSENZA
Forse neppure la parola “allarme” rende l’idea delle difficoltà in cui si trova l’Asp di Cosenza. Affidata – in attesa delle nomine del consiglio dei ministri – alla reggenza di Sergio Diego, la direzione generale spiega che le casse sono vuote. Forse più che vuote. E in una lettera inviata ai manager dell’Azienda, ai commissari al Piano di rientro (ormai è rimasto il solo Saverio Cotticelli) e alla Regione, elenca in sei punti qual è lo stato dell’arte. Con un suggerimento nell’incipit: «Limitazione delle spese non urgenti e indifferibili». Appunto: sono finiti i soldi. E dunque l’Asp – in primo luogo il suo ufficio legale – deve attivarsi immediatamente per il «recupero delle posizioni creditorie (fitti attivi, crediti vari nei confronti di enti e/o terzi in genere) e a tal fine inviare, senza indugio, atti interruttivi della prescrizione».
Bisogna fare in fretta e attivare «le procedure recupero coattivo delle somme liquidate a titolo di spese legali in favore dell’Asp». E rivolgersi, per questo, anche «ai legali esterni che hanno patrocinato cause con vittoria di spese legali affinché si attivino per il recupero del credito, senza alcun onere per l’Asp».
Altra azione da avviare per rimpinguare le casse: «Opporsi (l’invito è sempre rivolto ai legali interni ed esterni, ndr) all’applicazione degli interessi moratori, soprattutto per i contenziosi contro i soggetti accreditati e opporsi alla loro decorrenza». E, «a tal fine, evidenziare la giurisprudenza favorevole».
Un capitolo a parte il reggente lo dedica ai “lodi irrituali”, richiamandosi a una sentenza del Tribunale di Cosenza riguardo alla controversia tra l’Azienda e la Clinalco, società che gestiva una clinica nella Sibaritide e che è riuscita a ottenere una transazione favorevole sulla prestazioni extrabudget attraverso un lodo arbitrale poi dichiarato nullo dai giudici. Il caso della transazione Asp-Clinalco non sarebbe unico, infatti Diego ribadisce «la possibilità di applicare» la sentenza «a tutti i lodi irrituali effettuati dall’Asp di Cosenza», anche «quelli già definiti e anche pagati». Il manager reggente chiede anche di «effettuare una ricognizione dei lodi irrituali in essere negli ultimi dieci anni, anche quelli già adempiuti dall’Asp, e inviare preventivamente lettera interruttiva della prescrizione con cui l’Asp si riserva il diritto di ripetizione delle somme perché lodi irrituali nulli». Queste ultime sottolineature – soprattutto il riferimento temporale agli ultimi dieci anni – rischiano di scoperchiare un pentolone: dalle casse della sanità pubblica sono fluiti, nel corso degli anni, milioni di euro per chiudere contenziosi con la sanità provata. E, secondo Diego, alcuni di quei contenziosi sarebbero nulli. (p.petrasso@corrierecal.it)







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