Elezioni, l’opposizione insiste: «Voto a febbraio sarebbe disastroso»

I consiglieri regionali di Fi chiedono un ritorno immediato alle urne: «No al prolungamento di questa agonia istituzionale, l’accostamento all’Emilia non convince»

REGGIO CALABRIA «La situazione complessiva della Calabria è talmente drammatica che anche un rinvio di due soli mesi delle elezioni potrebbe avere risvolti tragici e disastrosi». Dopo la richiesta informale di ieri, formulata in consiglio regionale, l’opposizione torna sulla questione della data delle prossime Regionali e chiede a Oliverio di tornare al voto al più presto. È questo il senso della nota vergata dai consiglieri regionali di Forza Italia, Claudio Parente, Mimmo Tallini, Gianluca Gallo e Giuseppe Pedà (gli ultimi due membri del gruppo Casa della libertà).
«Solo un governo regionale nel pieno delle sue funzioni, legittimato da un voto popolare e con la prospettiva di cinque anni – spiegano –, può sperare di affrontare emergenze che rischiano di non essere più recuperabili. Ci riferiamo al sistema-rifiuti al limite del collasso, alla depurazione, alle infrastrutture, al rapporto con il governo per un federalismo responsabile, alle politiche per il turismo e l’agricoltura. Il tirare a campare, magari per strappare qualche settimana di sopravvivenza della legislatura, non sarebbe compreso dall’opinione pubblica calabrese che si aspetta risposte certe, rapide e concrete. Anche se la legge assegna al presidente uscente la possibilità di indire le elezioni in un arco temporale che può arrivare fino ai primi di febbraio, riteniamo doveroso rivolgergli un pubblico appello perché anticipi tale scadenza, evitando alla Calabria il prolungamento di una lenta agonia istituzionale».
«Nessun egoismo personale o di partito – aggiungono – potrebbe giustificare agli occhi dei cittadini il rinvio fino al limite massimo delle elezioni, senza contare che un voto nel cuore dell’inverno potrebbe favorire un’astensione massiccia dagli esiti imprevedibili per la tenuta democratica della Calabria. Siamo certi che il presidente Oliverio terrà nella debita considerazione queste nostre riflessioni che non nascono da un opportunismo di partito o di schieramento, poiché la fissazione delle elezioni regionali alla scadenza naturale (fine novembre) non avvantaggerebbe alcuno. L’accostamento del caso Calabria all’Emilia Romagna (operato ieri da Oliverio, ndr) non ci convince. Non esiste, da quel che ci risulta, alcun automatismo che imponga alla Calabria di seguire le decisioni della Regione Emilia Romagna, né esiste alcun obbligo di una data comune».
«Ci attendiamo a breve un pronunciamento ufficiale e pubblico di Oliverio che – concludono – servirebbe a dare certezze all’opinione pubblica e consentirebbe a tutti gli schieramenti di prepararsi legittimamente a questo delicato e decisivo impegno».







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