Svolta nel Pd di Crotone, Iacucci nominato commissario

Graziano decide di esautorare i vertici cittadini e di affidare il partito al presidente della Provincia di Cosenza. «Nel rapporto con Pugliese non è stata rispettata la linea della direzione provinciale». A Stefanizzi non è stato perdonato l’accordo con Sculco. Ma Oliverio ha difeso la scelta. Murgi: «Decisione ingiusta, scriverò a Zingaretti»

di Gaetano Megna
CROTONE Il Partito democratico cittadino di Crotone commissariato nonostante i tentativi di evitarlo. La decisione, già nell’area da qualche giorno, è stata presa oggi dal commissario regionale dem, Stefano Graziano.
Antonella Stefanizzi non è più la segretaria del circolo cittadino di Crotone e al suo posto è stato nominato commissario Franco Iacucci. Come spiega lo stesso Graziano in una nota, il commissariamento «si è reso necessario dato che i vertici cittadini nel rapporto con l’amministrazione Pugliese non hanno tenuto conto della linea decisa in direzione provinciale e ribadita nell’incontro di alcune settimane fa».
A Stefanizzi non è stato perdonato il fatto che, in contrasto con la posizione di Graziano, ha deciso di incontrare i rappresentanti del movimento politico che fa riferimento ad Enzo Sculco e con questi ha sottoscritto un accordo che prevede il sostegno del gruppo consiliare del Pd alla maggioranza che governa il Comune della città. È una vicenda che ha avuto molti colpi di scena. Quando era stata ipotizzato l’accordo con Sculco, Graziano aveva convocato a Lamezia Terme i dirigenti di Crotone e la Stefanizzi con il resto dei dirigenti favorevoli all’accordo con Sculco, non hanno partecipato per mandare un segnale preciso. Il giorno dopo la riunione a Lamezia Terme il commissario e il segretario provinciale di Crotone, Gino Murgi, in una nota alla stampa hanno ribadito che a Crotone non dovevano essere fatti accordi «senza se e senza ma». La replica della Stefanizzi è arrivata subito. Relazionando all’assemblea del partito, convocata il giorno dopo l’incontro di Lamezia, facendo esplicito riferimento a Graziano e Murgi, ha rivendicato l’autonomia di scelta sugli accordi da fare a Crotone. Ha, infatti, guidato la delegazione che ha incontrato Sculco e il sindaco Ugo Puglise. In quest’ultimo incontro il Pd si è impegnato a sostenere, in consiglio comunale, la maggioranza che non ha più i numeri per approvare le proposte in prima convocazione. È l’accordo che il commissario regionale non avrebbe voluto che si facesse ed ha tentato inutilmente di scongiurare.
La reazione di Graziano, dopo l’accordo, non è mancata: ha anche chiamato Murgi e la stessa Stefanizzi minacciando di commissariare il partito. Le minacce si sono concretizzate oggi, il giorno dopo l’assemblea provinciale dei circoli e dei sindaci dem della provincia di Cosenza, che si è tenuta a Rende. All’assemblea voluta dal governatore della Calabria, Mario Oliverio, con il responsabile mezzogiorno della segreteria nazionale del Pd, Nicola Oddati, ci sono stati precisi riferimenti alla vicenda di Crotone. Addirittura dal palco di Rende lo stesso Oliverio ha difeso la scelta fatta dal circolo cittadino di Crotone di sottoscrivere l’accordo con il movimento politico. Partendo proprio dal concetto «che non si costruisce una coalizione senza pensare ai movimenti», ha sottolineato, che «a Crotone c’è un movimento che ha aperto un percorso con noi alle elezione e ha dato un contributo alle Europee e non possiamo affrontare il problema con la logica correntizia».
Oliverio, quindi, lancia l’accusa che sulla questione di Crotone si è scatenata la guerra delle correnti. Alla riunione di Rende non ha partecipato il commissario Graziano e Oddati ha parlato della necessità di uscire dalla fase di commissariamento per celebrare il congresso prima delle elezioni regionali.
Il “caso Crotone” è diventato sempre più centrale nello scontro politico interno al Pd per la scelta del candidato che dovrà guidare la Calabria nei prossimi cinque anni. Oliverio ha scelto di partire dall’accordo fatto a Crotone indicando questa alleanza, come modello da esportare nel resto della regione. Le aree contrarie alla ricandidatura di Oliverio hanno messo in campo tutta la loro forza per fare saltare l’accordo di Crotone. Dopo la decisione di Graziano, il segretario provinciale del Pd Murgi ha diffuso una nota in cui si dice «rammaricato» per la scelta e «sgomento» per le modalità utilizzate. Per Murgi «i fatti parlano chiaro: il Pd non ha inteso fare accordi politici con la prossima Crotone né col sindaco Pugliese. Pertanto, per quanto sopra specificato, ritengo ingiusto il provvedimento adottato a danno di una città che ha espresso anche e tra le altre cose, una delle percentuali più alte d’Italia alle ultime elezioni europee. Scriverò personalmente – continua il segretario provinciale – al segretario nazionale Zingaretti chiedendo che l’ingiusto provvedimento venga revocato dalla commissione di garanzia nazionale, al quale tutto il partito provinciale si appellerà». (redazione@corrierecal.it)







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