Straface e quella passione per la politica che non si spegne – VIDEO

L’ex sindaco di Corigliano torna a parlare della sua città dopo l’assoluzione: «Sempre creduto nella fusione, Stasi avvii concertazione»

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Tanta soddisfazione per quella «giustizia fatta», ma anche tanta commozione. La mente rivolta alla sua gente, i ringraziamenti alla sua comunità, a chi gli è stato vicino, alla sua famiglia, ma anche un pizzico di politica, quella grande passione che le è stata «scippata».
L’ex sindaco di Corigliano, Pasqualina Straface, assolta venerdì scorso con formula piena dal processo Santa Tecla bis, non poteva non parlare anche di politica. E di fusione.
«Ho sempre creduto – dice durante l’intervista rilasciata prima della conferenza stampa (la trovate qui) dello scorso weekend – nell’istituzione dell’area urbana fra Corigliano e Rossano, inserendola nelle linee programmatiche del 2009. Con l’allora sindaco di Rossano, Francesco Filareto, nonostante si fosse di aree politiche diametralmente opposte, abbiamo avviato subito la programmazione dei fondi Pisu (progetti integrati di sviluppo urbano previsti dal Por Calabria Fesr 2007-2013 per 28 milioni di euro, ndr), il primissimo atto di una pianificazione unificata. Avevamo già concepito azioni comuni negli ambiti urbanistica e lavori pubblici, servizi al cittadino, servizi sociali. Oggi sono felicissima di vedere Corigliano e Rossano unite in un’unica città».
L’ex sindaco di Corigliano, poi, richiama la nuova amministrazione comunale a guida Stasi al «grande senso di responsabilità».
«Siamo la terza città della Calabria, mi auguro che gli amministratori avviino una concertazione con la popolazione – fa ancora Pasqualina Straface – le associazioni di categoria e tutti gli organismi che operano socialmente sul territorio, affinché si programmi partendo dal basso e dalle esigenze dei cittadini».
Quando gli si chiede di un suo eventuale ritorno in politica è evidentemente emozionata. «La politica per me è sempre stata una grande passione che, purtroppo, mi è stata scippata. L’aspetto sociale, il vivere vicino alla gente, raccoglierne le esigenze e risolverne i problemi: ho sempre creduto e partecipato al progetto della destra sociale, che si basava proprio su quei principi».
Si rammarica, quindi, della scomparsa dei partiti tradizionali che formavano le future classi dirigenti. «Oggi mancano i partiti, le sezioni. Erano quelli i contenitori nei quali si discuteva, si analizzavano i problemi alla ricerca di risposte, ed in cui si costruiva la classe dirigente. Io sono cresciuta fra quelle sezioni, insieme a tanti giovani. Ecco, oggi manca tutto ciò che può nascere dalla formazione politica e soprattutto l’entusiasmo e l’attaccamento al territorio. Il mio ritorno in politica? Non lo so ancora – chiosa pasqualina Straface – al momento voglio solo metabolizzare questa gioia». (l.latella@corrierecal.it)







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