I dubbi del Csa-Cisal sui costi della delegazione romana

Il sindacato chiede un intervento per rivedere le spese. «Caso non eclatante, ma su affitto e auto blu si può fare meglio»

CATANZARO «La sobrietà si vede, innanzitutto, dalle piccole cose. Gli ultimi anni sono stati contrassegnati da una severissima crisi economica, che per le pubbliche amministrazioni si è tradotta in blocco del turn-over e spending review. Niente più follie economiche e spese pazze è stato il diktat ripetuto in tutto l’Occidente. Evidentemente la Regione Calabria continua a vivere in un mondo parallelo se è vero come è vero che riesce ancora spendere soldi pubblici con leggerezza». Il sindacato Csa-Cisal fa riferimento «ai costi sostenuti per la delegazione di Roma». E spiega che «il caso non è eclatante a livello quantitativo ma la dice lunga su come, anche nei piccoli esempi, l’amministrazione pare vivere in un mondo parallelo».

LA SPESA ARRIVA A 140 MILA EURO «Partiamo – continua il sindacato – dall’affitto della sede. Per l’immobile in Piazza Campitelli a Roma, i calabresi pagano ancora oltre 10mila e 200 euro al mese, quasi 123mila euro all’anno. Non proprio noccioline. A queste devono sommarsi diverse uscite per le tasse (come lo smaltimento dei rifiuti) e le varie utenze per il funzionamento degli uffici. Le liquidazioni regionali arrivano, nell’ultimo anno, alla cifra di circa 11mila e 300 euro. Il resoconto – precisa il sindacato Csa-Cisal – è parziale. Saremmo potuti andare anche oltre, ma questi numeri (sebbene non astronomici) servono a capire che la delegazione di Roma costa ai calabresi. C’è anche una chicca: quella dell’auto blu».

«L’AUTO BLU A ROMA COSTA, E NON POCO» «Soltanto per la custodia e il lavaggio della vettura in trasferta – scrive il sindacato –, la Regione riesce a spendere circa 2.500 euro all’anno. I pagamenti sono trimestrali e il servizio è stato oggetto di un affidamento diretto. L’auto blu ha certamente un suo fine di “rappresentanza”. Presumibilmente serve a trasportare le autorità o i funzionari regionali in missione nella Capitale (dove ci sono parecchie istituzioni), ma di certo solo per tenerla custodita in qualche rinomato parcheggio romano e per darle una lustrata ogni tanto, quella cifra ci sembra un tantino esagerata. Fossimo la Regione più ricca del mondo, senza problemi di bassa occupazione (soprattutto dei nostri giovani) potremmo anche capirlo, ma visto che siamo in fondo a quasi tutte le classifiche nazionali ed europee, qualsiasi spesa superflua ci sembra fuori luogo. E questa dell’auto regionale presso la delegazione di Roma appartiene proprio a questa categoria. Una macchina che – osserva il sindacato Csa-Cisal – è pagata peso d’oro. Peraltro, per mantenerla si spenderanno altri soldi. Infatti, come se non bastasse, risulta attivo un contatto di noleggio a lungo termine».

«IN CALABRIA SI SPENDE MOLTO MENO, E PER PIU’ AUTO» Per il Csa-Cisal «questa vicenda sembra una minuzia e invece non lo è». E «non poteva non rilevare l’esistenza di un paradosso. Senza andare troppo lontano, quanto si paga per il lavaggio delle vetture dell’autoparco regionale? Il servizio è biennale e la spesa è di 3.660 euro all’anno. Tuttavia, copre la bellezza di 17 auto (15 Suzuki modello Cross e 2 Opel modello Astra, per la precisione). In pratica, per una sola auto, quella della delegazione di Roma, si spende poco meno di quanto costa il lavaggio di 17 macchine nella Regione Calabria. È normale tutto questo? Possibile che nessuno si renda conto di questa abnorme differenza. Forse a Roma – continua il sindacato – i prodotti per lavare le macchine sono speciali? Possibile che non si possa trovare una sede con un affitto più contenuto? Il sindacato Csa-Cisal chiede che si faccia attenzione a questi odiosi sprechi che possono essere tranquillamente evitati, risparmiando risorse da destinare a risolvere altri problemi. La Calabria ne ha tanti, la priorità non può essere certo tenere parcheggiata e profumata l’auto blu a Roma».

«RAZIONALIZZARE LE SPESE INUTILI» Questo esborso per la delegazione è ritenuto «eccessivo» dal sindacato. Che continua: «Chissà quanti altri piccoli sprechi disseminati (che poi sommati diventano un bel gruzzoletto) troveremo nel bilancio regionale. Non possiamo che chiedere – aggiunge il sindacato – che si faccia ancor più attenzione alla razionalizzazione delle risorse pubbliche che, per inciso, vanno gestite non bene, ma benissimo perché non sono della politica o dei dirigenti dell’Amministrazione bensì dei contribuenti calabresi. Il sindacato Csa-Cisal in passato aveva chiesto, anche per migliorare la qualità della Pubblica Amministrazione, di destinare maggiori somme alla formazione del personale regionale. Inclusi gli stessi della delegazione di Roma che per motivi logistici non partecipano quasi mai ai corsi della Regione Calabria. Ad oggi, l’Ente “irride” questa importante attività destinando, per la formazione, circa 28 euro all’anno a dipendente. Nemmeno una cena al ristorante. I numeri sono numeri. Basterebbe essere più oculati sull’affitto (123 mila euro all’anno), la custodia e il lavaggio dell’auto blu (2.500 euro), il noleggio a lungo termine, le tasse e le utenze (oltre 11 mila euro) nell’ultimo anno della delegazione di Roma e forse l’Amministrazione e i lavoratori ne avrebbero maggior beneficio».







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