Cosenza, passa la variazione di Bilancio. Consiliatura salva

Quindici voti favorevoli permettono alla giunta Occhiuto di mettere in cassaforte la variazione di bilancio 2019-21 e la salvaguardia degli equilibri contabili. Numero legale assicurato dalla presenza in aula di 3 consiglieri di minoranza

di Michele Presta
COSENZA Nessuna notte dei “lunghi coltelli”. La maggioranza che tiene in vita le sorti della consiliatura di Mario Occhiuto è salda anche in tempi di crisi. Le pratiche finanziarie che riguardano la variazione di bilancio per il triennio 2019-2021 e la salvaguardia degli equilibri di bilancio sono state votate durante il consiglio comunale con 15 voti favorevoli e 5 contrari. Venti i consiglieri in tutto presenti in aula, tre in più della temibile cifra dei 17 sufficienti per l’approvazione dell’ordine del giorno.
Assente tutta la minoranza ad eccezione di Marco Ambrogio, Massimo Lo Gullo e Luca Morrone. Tutti e tre insieme ai consiglieri Pasquale Sconosciuto e Davide Bruno (al rientro in consiglio dopo diverse assenze ndr) hanno votato contro i documenti contabili, ma per ragioni diverse hanno preferito accomodarsi in consiglio. E così le pratiche ritenute «ottimistiche» da collegio dei revisori, seppur «conformi alle norme del testo unico degli enti locali» hanno passato il vaglio dell’assise comunale.
Il consiglio ha anche preso atto della delibera 106 della Corte dei Conti e approvato il documento unico di programmazione 2020-2022.
Via libera anche all’approvazione del regolamento concernente la trasformazione in proprietà delle aree concesse in diritto di superficie e rimozione dei vincoli e delle limitazioni di godimento sulle aree concesse in diritto di proprietà e all’approvazione del regolamento per la disciplina dell’impianto di videosorveglianza comunale.
CHI C’ERA E CHI NON C’ERA La coalizione che ha sostenuto la candidatura di Carlo Guccione non si è presentata. A loro si è aggregata Francesca Malizia (candidata nella Cosenza Popolare che sostenne Enzo Paolini) mentre diversa è la posizione di Francesco Spadafora e Giovanni Cipparrone. I due “piattaformisti” sulla scrivania del presidente del consiglio Pierluigi Caputo hanno fatto recapitare una giustifica per l’assenza. Gli altri tre componenti si sono presentati in consiglio palesando intenzioni di voto differenti. Contrari alla manovra Sconosciuto e Ambrogio; favorevole Francesco Cito.
La loro presenza ha comunque permesso al sindaco Mario Occhiuto di portare a casa una delle pratiche più spigolose e forse, di ristabilire la calma in giunta e in maggioranza.
Logorii e mal di pancia politici, infatti, già nelle settimane scorse settimane lasciavano intendere l’ipotesi di un rimpasto di giunta che riguardasse Francesco De Cicco e Rosaria Succurro considerato il loro legame per il primo diretto per la seconda indiretto con La Piattaforma.
L’estate può passare tranquilla. Tra i banchi della maggioranza invece non erano presenti seppur giustificati: Antonio Ruffolo (assenteista dell’ultima ora), Annalisa Apicella che si trova momentaneamente all’estero e Sergio del Giudice.
LA MAGGIORANZA BATTE CASSA La maggioranza ad Occhiuto ha presentato un conto da pagare. A battere cassa, inizialmente, sono Andrea Salerno; Vincenzo Granata e Andrea Falbo che nero su bianco hanno redatto un documento poi approvato dall’intera maggioranza.
La richiesta avanzata al primo cittadino è di un maggiore coinvolgimento e di un maggior aggiornamento soprattutto relativamente alla situazione finanziaria dell’ente. Niente numeri che spuntano come funghi qualche giorno prima del consiglio. «Pretendiamo di essere aggiornati sulle azioni legali avanzate contro la Regione Calabria che riguardano i crediti e debiti dell’ente che sono stati contestati anche dalla Corte dei Conti di Catanzaro – ha detto Salerno-. Vogliamo essere informati sugli incassi di Municipia per capire che differenze ci sono rispetto a quando il servizio veniva fatto da Equitalia. Necessitiamo di informazioni sulla procedura di recupero nei confronti di Amaco. Chiediamo sin da ora di portare a conoscenza dei consiglieri i debiti fuori bilancio per l’acquisto di beni e servizi. Vogliamo sostenere l’azione del comune, sappiamo le difficoltà per porre in essere le azioni ma vorremmo essere più partecipi di queste dinamiche –ha concluso il consigliere di Forza Cosenza- e questo per noi è un passaggio fondamentale, prevedere i tempi, ogni 20 giorni vorremmo sapere se ci sono affidamenti conferiti per somma urgenze e se possibile nominare una commissione speciale e permanente per i debiti fuori bilancio».
I PIZZICOTTI ALLA MINORANZA Il secondo consiglio consecutivo senza minoranza, almeno quella ufficiale. La discussione è monocolore e questo sembrerebbe non andar bene neanche ai consiglieri di maggioranza. «Fino a ieri non ho mai fatto riferimento alle delibere della Corte dei Conti del passato, adesso mi vedo costretto a riprendere quello che c’è scritto nella delibera 97 del 2012». Mario Occhiuto lascia da parte i numeri e chiarisce ai suoi che con oggi preferirebbe mettere fine alle «logiche di palazzo».
«Le logiche di palazzo, per sfiduciare il sindaco, sono le cose che ci fanno male. Non capisco che senso ha annunciare la propria assenza in consiglio e poi mandare le giustifiche. La minoranza al consiglio comunale preferisce le conferenze stampa in cui si dice tutto il contrario di quello che succede nella vita amministrativa». Il sindaco ripete i numeri su quelli punterà nel ricorso presentato alle Sezioni Unite dopo il ricorso perso alla Corte dei Conti regionale.
«Chi si candida deve avere il coraggio, chi non è in aula ha paura di prendersi le sue responsabilità. Non possiamo dimenticarci che in questi anni ci sono stati consiglieri che non sono mai venuti, a nessuna riunione. Tra questi addirittura chi aveva l’ambizione di diventare sindaco».
MORRONE, AMBROGIO E LO GULLO I “RESPONSABILI” Il voto alla pratica di bilancio è contro, ma sia Marco Ambrogio che Luca Morrone e Massimo Lo Gullo al primo cittadino offrono più di una spalla su cui poggiarsi. «I consiglieri vengono scelti per rappresentare i propri elettori –ha detto Ambrogio-. I golpe, le sfiducie, le decisioni nell’ombra, oggi il tema è un altro: parlare alla città di presente e futuro. Non possiamo giocare allo scaricabarile. Chi ha amministrato in passato non può ergersi a paladino della giustizia. Chi non è venuto, preferisce mescolare le carte e pescare nel torbido. Non mi preoccupa il dissesto, ma mi preoccupano i sacrifici che da qui a qualche mese subirà la città con dei tagli lineari».
Morrone dopo la sfiducia della prima consiliatura torna all’uscio paterno, «voto contro ma sono uomo di centro destra non mi posso accodare a questa minoranza».
E lo stesso fa Lo Gullo che in aula sta dall’inizio alla fine «io mi sento responsabile delle sorti di questa città, se c’è qualcosa che non va si dica in consiglio». (m.presta@corrierecal.it)





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