Crotone, salta il Consiglio sulle surroghe

La seduta prevedeva la sostituzione di Cimino (dichiarata decaduta ma nel frattempo reintegrata dal Tar) e di altri tre consiglieri nominati assessori

di Gaetano Megna
CROTONE Salta il consiglio comunale di Crotone per la mancata notifica della seduta alla consigliera Manuela Cimino, reintegrata dal Tribunale amministrativo regionale della Calabria. A Cimino doveva essere notificata la convocazione della seduta di oggi e non è stato fatto, perché il consiglio comunale, nella seduta del 18 luglio scorso, aveva deciso la sua decadenza dall’incarico per numero di assenze, tra l’altro giustificate. Oggi c’è stato il reintegro della consigliera da parte del Tar Calabria, che ha sospeso l’atto di decadenza, su richiesta dell’avvocato Pino Pitaro, per cui Cimino è tornata a pieno titolo nelle sue funzioni e doveva essere convocata. Il tempo materiale per notificare la convocazione non c’è stato e la seduta di oggi è stata invalidata, nonostante abbiano risposto presente, al momento dell’appello, 26 consiglieri comunali su 33. A porre il problema della validità della seduta al segretario generale dell’ente, prima che l’assise iniziasse i lavori, sono stati i consiglieri Massimiliano Bianchi, del gruppo Crotone da amare, ed Enrico Pedace, del gruppo ConSensi. Il segretario ha, quindi, informato il presidente del Consiglio, Serafino Mauro, che la celebrazione della seduta non poteva avvenire in quanto c’era il rischio di produrre atti che, poi, sarebbero stati annullati. C’è stata anche una contestazione delle procedure da parte di Bianchi, che fuori dal consiglio comunale svolge la professione di avvocato. Bianchi ha contestato il presidente Mauro, che ha letto un estratto del ricorso presentato da Pitaro. Secondo Bianchi la lettura avrebbe potuto configurare la violazione della privacy. Alla fine la seduta è stata dichiarata non valida e il Consiglio sarà riconvocato. All’ordine del giorno c’erano, tra l’altro, quattro surroghe di consiglieri comunali. L’assise avrebbe dovuto consentire l’accesso in aula di quattro consiglieri: tre in sostituzione di altrettanti consiglieri che sono stati nominati assessori e uno per sostituire Cimino. Nonostante la presenza eccezionale in aula di oggi, quasi sempre la maggioranza non ha i numeri per procedere in prima convocazione, quando le presenze richieste nell’emiciclo sono 17. Da tanti mesi ormai si procede in seconda convocazione, perché bastano 11 consiglieri. In diverse occasioni la maggioranza ha avuto l’aiuto del Partito democratico, che anche oggi non ha fatto mancare il suo apporto. Il Pd si limita a garantire il numero legale e, quando c’è stata la necessità, non ha lesinato il voto a favore. È successo anche per la decadenza di Cimino, la cui votazione si è svolta a porte chiuse. Il Pd era presente e, anche se si è votato a scrutinio segreto, diversi consiglieri sostengono ci sia stato l’aiutino dei consiglieri dem. Forse non tutti perché, secondo quanto è stato possibile apprendere, Ambrosio è intervenuto nel dibattito che si è tenuto a porte chiuse ed ha dichiarato la sua contrarietà alla decadenza di Cimino. Non è uno spettacolo piacevole quello che il consiglio comunale sta offrendo ad una città con tantissimi problemi seri da affrontare e risolvere. A Crotone c’è la sensazione diffusa che l’amministrazione comunale sia ormai alla frutta. (redazione@corrierecal.it)







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