Regionali, il destino di Occhiuto nelle mani di Salvini e Berlusconi

La candidatura del sindaco di Cosenza è legata al modo in cui verrà risolta la crisi di governo. Un centrodestra riunito potrebbe dare nuovo slancio ai progetti dei forzisti calabresi. A differenza di un governo istituzionale con gli azzurri dentro

di Pietro Bellantoni
LAMEZIA TERME
Forse non è mai stata una questione solo calabrese. Adesso, nel pieno della crisi di Ferragosto, non lo è di certo. La candidatura di Mario Occhiuto è legata a doppio filo alle dinamiche nazionali, nello specifico ai nuovi rapporti tra Salvini e Berlusconi.
Il ministro dell’Interno, fiutato il pericolo di finire in un angolo nell’eventualità di un governo istituzionale o di scopo con tutti dentro a parte la Lega, ha deciso di aprire agli alleati del centrodestra, con l’obiettivo di scongiurare la prosecuzione della legislatura e di rinverdire una coalizione storica in vista del possibile ritorno alle urne. «Nelle prossime ore vedrò Berlusconi e la Meloni alla luce del sole. Gli proporrò un patto, l’Italia del sì contro l’Italia del no», ha detto Salvini in una intervista concessa al direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti.
Insomma, l’idea è quella di riproporre un centrodestra unito – in cui «ci saranno Forza Italia, Fratelli d’Italia e nuove realtà fatte da buoni sindaci e amministratori» – e di evitare l’isolamento del Carroccio: «Io non escludo nessuno. Questo non è il momento di escludere ma di includere il più possibile».
E così il partito di Berlusconi, fino alla scorsa settimana alle prese con una crisi d’identità che ne metteva a rischio la stessa sopravvivenza, oggi si ritrova al centro della scena politica nazionale. Perché gli azzurri – meglio: i gruppi parlamentari azzurri – sarebbero parte integrante della strategia ideata dal senatore “non troppo semplice” del Pd Matteo Renzi, al lavoro per formare una nuova maggioranza in grado di supportare un esecutivo di transizione che approvi la manovra, il taglio dei parlamentari e che disinneschi l’aumento dell’Iva.
Nel progetto – che prevede la costituzione dei gruppi di “Azione civile” e che ha già scatenato un terremoto nel Pd zingarettiano, ufficialmente contrario a un’alleanza con il M5S – potrebbero essere inclusi anche deputati e senatori di Forza Italia. Renzi, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe già avviato le trattative con l’ex coordinatrice Mara Carfagna e avrebbe riscontrato la disponibilità di un buon numero di parlamentari azzurri, terrorizzati all’idea di tornare alle urne sotto il simbolo di un partito, Fi, dato in caduta libera da tutti i sondaggi.
Il boccino in mano, però, come sempre ce l’ha Berlusconi. A lui toccherà la parola definitiva sulla possibile alleanza con Salvini o, in alternativa, sull’eventuale accordo trasversale in Parlamento. La decisione dell’ex premier, oggi europarlamentare, è destinata a produrre effetti e nel Paese e nella campagna elettorale per le prossime Regionali calabresi.
GLI SCENARI Un nuovo accordo con il “figliol prodigo” Salvini, in aggiunta al possibile voto anticipato, riproporrebbe al centro della scena una coalizione che – come dimostrato da diversi sondaggi (qui quello di YouTrend-Agi) – potrebbe fare “cappotto” alle prossime Politiche e assicurare una maggioranza più che solida a un eventuale governo guidato dall’attuale capo del Viminale (con Berlusconi nel ruolo di “osservatore” da Strasburgo). Non avrebbe alcun senso, dunque, lo smantellamento di uno schema collaudato in occasione delle elezioni calabresi. Il centrodestra unito verrebbe certamente riproposto anche a sud del Pollino, con esiti elettorali quasi scontati, con buona pace del centrosinistra e del Pd.
Per Occhiuto sarebbe una soluzione quasi ideale: Forza Italia – il cui coordinamento regionale si è già espresso a favore della sua candidatura – concorrerebbe alla ripartizione delle regioni al voto e, con ogni probabilità, visto anche l’interesse della Lega per l’Emilia Romagna, riuscirebbe a ottenere la Calabria. A quel punto la corsa del sindaco di Cosenza verso la Cittadella – fatti salvi eventuali veti da parte del Carroccio e del suo coordinatore regionale, Cristian Invernizzi – potrebbe subire una accelerazione definitiva.
L’altro scenario, tuttavia, turba i sonni di Occhiuto e dei suoi sostenitori. Il “gran rifiuto” di Silvio e dei suoi parlamentari alla proposta di Salvini, e la contestuale adesione al rassemblement ideato da Renzi in accordo (anche se non ufficialmente) con il M5S, avrebbe l’effetto di cambiare tutte le carte in tavola: a livello nazionale, perché spedirebbe la Lega all’opposizione per un periodo di tempo imprecisato (una frangia del Pd ipotizza fino alla elezione del prossimo presidente della Repubblica); a livello regionale, perché il Carroccio e il partito di Giorgia Meloni allestirebbero una coalizione priva di Forza Italia ma ugualmente competitiva, a prescindere dal nome del candidato governatore.
Per Occhiuto sarebbe un problema non da poco, dal momento che si ritroverebbe comunque in campo con il solo sostegno di Fi e delle varie liste civiche che hanno già aderito al suo progetto. (p.bellantoni@corrierecal.it)







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