Conte bis, Laratta: «Per la Calabria maggiore attenzione. No incarichi»

L’esponente dell’AreaDem è intervenuto a un incontro con gli studenti a Cosenza: «Servono interventi urgenti per frenare la fuga di cervelli della regione»

COSENZA «Il problema non è avere un ministro o un sottosegretario calabresi nel governo. Perché questo significa poco. Quello che conta è che ci sia una politica di governo in grado finalmente di comprendere le condizioni gravi in cui versa la Calabria». Lo ha detto stamattina a Cosenza Franco Laratta, già parlamentare ed esponente di AreaDem, il gruppo Pd del ministro Franceschini. Nel corso di un incontro con un gruppo di giovani universitari, Franco Laratta ha chiesto al governo «interventi urgenti per fermare la spaventosa fuga dei calabresi verso il Nord Italia e verso il resto dell’Europa. Come correttamente ha subito affermato il neo ministro del Sud, Provenzano. Abbiamo bisogno di creare le condizioni per lo sviluppo economico di una terra che sta soffrendo sempre di più».
Per cui, conclude Laratta: «il problema non un ministro o un sottosegretario della Calabria, visto che in epoca non lontana abbiamo avuto governi che contavano anche quattro-cinque sottosegretari calabresi e più di un ministro della nostra terra. Ma non mi pare che le cose siano andate al meglio. Il problema non è chi va al governo, ma cosa faccia il governo per affrontare la crisi del Mezzogiorno e prima di tutto la grave crisi in cui versa la Calabria».
«Nel corso dell’incontro – è detto in una nota – i giovani universitari hanno chiesto un progetto speciale per la Calabria, individuando le risorse finanziarie necessarie, al fine di garantire una maggiore presenza dello Stato in tutto il territorio regionale. E soprattutto uno sforzo straordinario per scuole e università della Calabria, oggi gravemente in sofferenza».
«La sintesi dell’incontro – conclude il comunicato – è la richiesta di combattere con maggiore forza la corruzione, la ‘ndrangheta e ogni forma di criminalità organizzata, sostenendo le imprese, soprattutto quelle che sono impegnate nell’agricoltura e nel turismo, anche al fine di convincere i giovani che rimanere in Calabria è necessario e conveniente. Se non si fa questo non ci sono ministri e sottosegretari calabresi che tengano».





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