Crotone, il consiglio comunale si spacca sulla discarica di Columbra

Il documento approvato a maggioranza propone una «commissione speciale» per valutare i provvedimenti della Regione sui rifiuti. A dire no alla proposta tre consiglieri del gruppo Consensi, due di M5S e Rosanna Barbieri, ex candidata sindaco del Pd

di Gaetano Megna
CROTONE
Il consiglio comunale di Crotone si spacca sulla proposta di approvare un documento riguardante la discarica di Columbra. La seduta del consiglio comunale era stata chiesta da 19 consiglieri, con il proposito di contrastare l’ordinanza emanata dal governatore della Calabria, Mario Oliverio, per fare fronte all’emergenza rifiuti scoppiata nella regione. L’ordinanza, tra l’altro, prevede l’aumento in altezza della discarica di Columbra per 120.000 tonnellate. L’aumento più consistente rispetto al resto degli impianti in attività a livello regionale. Il documento proposto è passato a maggioranza: quindici voti favorevoli e sei contrari. A dire no alla proposta sono stati tre consiglieri del gruppo Consensi, due di M5S e Rosanna Barbieri, che è stata la candidata a sindaco del Partito democratico. Con la maggioranza, che ha votato favorevolmente alla proposta, si sono, invece, schierati gli altri rappresentanti del Pd presenti nell’emiciclo, al momento del voto. Il documento approvato a conclusione dei lavori del consiglio comunale è stato concepito intorno alle 14, nel corso di una riunione dei capigruppo e riproposto intorno alle 18, prima dell’inizio del confronto in Consiglio, sempre in una riunione dei capigruppo, ma allargata. Il consiglio comunale, prima di passare all’ordine del giorno riguardante la discarica di Columbra, ha proceduto alla surroga di quattro nuovi consiglieri comunali ed ha approvato all’unanimità il regolamento per gli asili nido comunali. La parte più rilevante della seduta è stata, quindi, dedicata alla vicenda della discarica. Durante il dibattimento il portavoce di M5S Ilario Sorgiovanni ha proposto al Consiglio di consentire l’intervento di don Pasquale Aceto, parroco della chiesa della Madonna della pietà di Papanice. Don Pasquale da tempo si batte contro la discarica. Il Consiglio, applicando il regolamento, non ha fatto parlare il parroco, che però ha incontrato i capigruppo durante una sospensione dei lavori decisa appositamente. Il documento approvato a maggioranza dal Consiglio propone di «istruire una commissione speciale dei consiglieri comunali, rappresentativa di tutti i gruppi consiliari, affinché sugli adempimenti, tempi e modi, modi e volumi massimi dell’ordinanza oltre che su tutto quanto verrà messo in atto dalla Regione per la soluzione definitiva del problema». Non hanno detto con quali strumenti la commissione potrà controllare volumi e conferimenti nella discarica. L’attuale governo regionale della Calabria, poi, dovrebbe concludere le proprie attività entro la fine del 2019 e chi subentrerà non avrà il tempo per impostare le nuove procedute, considerato che l’ordinanza Oliverio dura sino al 30 giugno del 2020. Il rischio è che potrebbero essere necessari altri ampliamenti di Columbra dettati dall’emergenza non risolta. Sempre nel documento approvato oggi viene ribadito che «i sindaci di tutte le Ato non hanno mai preso una posizione relativa alla realizzazione di nuove discariche pubbliche e questo ha prodotto i ritardi da parte delle Ato stesse». Se i sindaci e le Ato avessero adeguatamente svolto il compito assegnato dalla legge regionale dei rifiuti, oggi l’emergenza non ci sarebbe stata, perché ogni provincia avrebbe avuto il proprio impianto al servizio esclusivo dei territori interessati. Sindaci e presidenti delle Ato hanno avuto paura ad agire, probabilmente temendo il trabocchetto dei colleghi; infatti, nel caso in cui alcune delle province non avessero ottemperato a procedere con la realizzazione degli impianti i rifiuti sarebbero stati conferiti nelle discariche già realizzate. Sono queste probabilmente le ragioni che, in Calabria, hanno determinato il caos nel sistema rifiuti. (redazione@corrierecal.it)







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