Commissione Pari opportunità a Catanzaro, Robbe: «Donne devono fare rete»

L’assessore regionale augura buon lavoro al nuovo organismo della Provincia. E chiede un forte impegno sulle politiche di genere

CATANZARO «Voglio esprimere le mie sentire congratulazioni e gli auguri di buon lavoro alle componenti della commissione Pari opportunità della Provincia di Catanzaro nominata nei giorni scorsi dal presidente Sergio Abramo. Ho avuto l’onore di guidare l’importante organismo provinciale nel corso della precedente consiliatura e di collaborare con molte delle donne che con la propria professionalità, il proprio entusiasmo, la propria competenza e rinnovato impegno sapranno rilanciare il percorso avviato e il lavoro svolto, pure tra innumerevoli difficoltà, che nel confronto hanno garantito una partecipazione democratica delle idee e dei progetti». Così l’assessore regionale Angela Robbe. Che continua:
«La parità tra donne e uomini costituisce un diritto fondamentale, un valore comune dell’Unione europea e condizione necessaria per il conseguimento degli obiettivi comunitari di crescita, occupazione e coesione sociale. Molte donne hanno raggiunto livelli elevati di istruzione, sono entrate nel mercato del lavoro e hanno assunto ruoli importanti nella vita pubblica. Tuttavia le disuguaglianze permangono e possono addirittura aggravarsi. Per questo è importante proseguire e rilanciare l’attività svolta dall’organismo femminile. È stato fatto tanto in questi anni, ne cito una per tutte, l’iniziativa popolare sulla modifica alla legge elettorale, che si propone di assicurare un maggior equilibrio nella rappresentanza di genere in consiglio regionale attuando l’articolo 51 della Costituzione, ma ritengo che l’attività debba diventare più visibile ed efficace».
«La commissione Pari opportunità deve, quindi – conclude Robbe –, continuare a raccogliere tutte le energie e le risorse delle donne calabresi disponibili a dare il proprio contributo per garantire la parità di genere attraverso progetti e azioni concrete che diano spazio alle proposte provenienti dalla società civile, dalla politica, dai partiti, dai sindacati, dal mondo dei lavoratori e delle professioni, dalle famiglie e dai giovani. E per vincere la sfida di affermare la specificità femminile nel rispetto della parità femminile non bisogna mai dimenticare che le donne devono fare rete, non essere le loro peggiori nemiche.
Secondo Herminia Ibarra, professoressa alla Harvard Business School, e M. Hunter, emerge chi è capace di “fare rete”, anzi, di usare le reti, perché, spiegano gli autori di Harvard, di reti ne servono almeno tre – operativa, personale e strategica – Il vincente sa come usarle tutte e tre e chi deve farne parte. Le donne lo sanno, solo non dobbiamo dimenticarlo. Buon lavoro a tutte».







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