Ecodistretto di Cosenza, dall’assemblea Ato: «Siamo punto e a capo»

Manca il quorum per le decisioni, ma i sindaci decidono di discutere lo stesso in vista del passo indietro fatto dal comune di Morano Calabro. Tanti attestati di stima e solidarietà a De Bartolo che replica: «Sono stati giorni di terrorismo politico e psicologico»

di Michele Presta
COSENZA Gli annunci non fanno proseliti, tutt’altro, ed è per questo che sulla realizzazione dell’ecodistretto della provincia di Cosenza si è di nuovo punto e a capo. «Sono stati giorni di terrorismo psicologico e politico» dice Nicolò De Bartolo. Il primo cittadino di Morano Calabro nell’ultima riunione Ato aveva annunciato la disponibilità del suo comune ad ospitare l’impianto (qui la notizia) per poi fare un passo indietro a seguito delle proteste di associazioni ambientaliste e gruppi politici (qui la nota della giunta comunale). «Si sono fatti abbindolare da 4 ambientalisti che neanche ambientalisti sono –ha comunicato il sindaco nel corso della riunione-. Ma il trattamento peggiore l’ho ricevuto dal Parco del Pollino. Lascio stare le offese personali, ma l’ipotesi di realizzare tutto a Morano Calabro è da escludere in primis per motivi di ordine pubblico».
L’ASSEMBLEA SENZA QUORUM Una riunione interlocutoria che, visto il numero dei rappresentanti legali, non ha potuto deliberare nulla. Al ridotto del rendano pesano più le assenze che le presenze. E la riunione si è risolta in attestati di stima e di vicinanza a De Bartolo arrivati da tutti i sindaci, soprattutto da chi aveva tentato di battere la stessa strada. «Io prima ancora dell’ecodistretto volevo indire un referendum cittadino –dice Pino Capalbo, sindaco di Acri-. Non c’è stato verso. E la questione è tutta di carattere politico. A me la guerra l’hanno fatta il mio ex vice sindaco e i miei ex consiglieri di maggioranza». Identici i toni del sindaco di Castrovillari, Domenico Lo Polito. «Gli attacchi e la disinformazione che si sono generati in questi mesi sono un macigno che non ci leveremo così facilmente di dosso». Ed è per questo che non sono mancati in aula momenti di provocazione come quella lanciata dal sindaco di Marzi. «Esportiamo i rifiuti all’estero, però i cittadini sappiano che il costo del servizio per la spazzatura costerà il triplo».
LA DECISIONE DEL COMMISSARIO Il passo falso di Morano Calabro fa ritornare nel limbo ormai ventennale i comuni della provincia cosentina sulla realizzazione dell’ecodistretto. E se dalle riunioni Ato un nome ormai sembra destinato a non uscire più il potere decisionale non potrà che passare nelle mani di un commissario regionale. Una decisione che oggi non ha potuto prendere l’assemblea perché monca del quorum ma che con molta probabilità sarà assunta nelle prossime settimane. «Dobbiamo essere consci del fatto che il commissario arriverà e deciderà – ha spiegato il presidente Marcello Manna- lo farà con ogni probabilità in base a quello che abbiamo prodotto in questo anno dal nostro insediamento. Ci sono molti assenti ingiustificati, se il commissario prenderà decisioni che riguarderanno i loro territori poi non so come si metteranno le cose». (m.presta@corrierecal.it)







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