Catanzaro, al via l’adunata dei ribelli pd. «No ai diktat, non siamo solo portatori di voti»

Cartelloni, segnaposti, bandiere e persino magliette dem. L’assemblea dei circoli parte nonostante il diktat di Graziano e Oddati. «La Calabria non è una “regione canaglia” da sacrificare all’accordo politico con il M5S. Le 5mila firme per le Primarie saranno consegnate alla segreteria nazionale

CATANZARO Ha preso il via, al Teatro Comunale di Catanzaro, l’assemblea regionale dei circoli e degli amministratori locali del Pd, convocata da una sessantina di circoli per chiedere lo svolgimento delle primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Regione. All’assemblea partecipa anche il presidente della Regione, Mario Oliverio, che nelle scorse settimane ha annunciato la sua intenzione di riproporre la sua candidatura a governatore dicendosi comunque favorevole allo strumento delle primarie. Al suo arrivo, Oliverio non ha voluto rilasciare dichiarazioni: «Sono stato invitato dai circoli e voglio prima sentire la loro voce», si è limitato a dire Oliverio. Ad aprire l’assemblea è stato il segretario del circolo di Cirò Marina, Giuseppe Dell’Aquila, che ha parlato di oltre 100 sindaci e oltre 150 segretari di circolo del Pd presenti all’incontro. L’assemblea regionale odierna non ha, tuttavia, la condivisione del commissario regionale del Pd calabrese, Stefano Graziano, e di Nicola Oddati, responsabile Mezzogiorno della segreteria nazionale del partito, che hanno chiesto a Oliverio di fare un passo indietro rimarcando la necessità di un rinnovamento alle prossime Regionali: in una nota congiunta, ieri, Graziano e Oddati hanno definito «errate» iniziative «autoconvocate che si contrappongono platealmente alle indicazioni politiche degli organismi dirigenti», sostenendo che «chi viene meno» alla linea del Pd nazionale «si assumerà le sue responsabilità».

«NO AI DIKTAT» Per Dell’Acqua «sono assolutamente inaccettabili scelte imposte attraverso diktat perentori del Commissario regionale del Pd in violazione delle regole statutarie e nel più assoluto disprezzo degli iscritti e degli elettori del Pd calabrese. La Calabria non può essere trattata alla stregua di una “regione canaglia”. E certamente il commissario, che è stato nominato per celebrare il Congresso, non può pensare di cancellare il vasto patrimonio di donne e uomini che costituiscono la struttura portante del Pd calabrese.
Barbara Panetta, segretaria del circolo di Locri, il nodo è capire cosa sia il Pd calabrese per il partito nazionale. «Non possiamo limitarci a essere procacciatori di voti, volontari per i banchetti delle primarie “gradite”, oppure militanti senza senza proprie idee. Panetta spiega che ciò che serve è superare le ipocrisie e «celebrare un congresso aperto a tutta la sinistra» e in questo senso «questa assemblea è uno squarcio di luce». Giuseppe Aieta, consigliere regionale e presidente della commissione Bilancio, chiede solo di «poter raccontare in giro per la Calabria la stagione nuova e della trasparenza inaugurata da Oliverio, che non chiede di essere sovrano ma solo di concorrere. Così rischiamo di interrompere quella che è forse la più bella stagione che la Calabria abbia mai avuto». Tre gli interventi anche quello di Raffaele Caromino, 17 anni, del circolo di Montalto Uffugo.

IL DOCUMENTO DELL’ASSEMBLEA: «LA CALABRIA NON È UNA REGIONE CANAGLIA» L’assemblea ha approvato un documento fortemente critico nei confronti del commissario regionale Stefano Graziano e della linea del partito nazionale. I segretari di circolo respingono «con fermezza le azioni messe in campo dal Commissario regionale dello stesso Pd il quale, violando le regole statuarie, cerca di impedire ai circoli e agli organismi intermedi di discutere e contribuire alle imminenti scelte relative alla prossime scadenze politiche ed elettorali. È in atto una campagna, assecondata anche dalle posizione espresse dal Commissario del Pd, che considera la Calabria regione residuale nel panorama meridionale e nazionale, alimentando così un pregiudizio che rappresenta la nostra regione come una terra senza possibilità di riscatto. Non va consentito che la Calabria possa diventare merce di scambio nella contrattazioni politiche in corso a livello nazionale».
Da Roma arriverebbe «una lettura sbagliata della realtà sociale e politica di una regione dove è in atto uno scontro tra conservazione e rinnovamento, tra assistenzialismo e sviluppo, tra trasparenza e illegalità. Una lettura unilaterale della realtà calabrese e una direzione burocratica dei processi decisionali da parte del Commissario del Pd rischia, da una parte, di mortificare le forze che in questi anni si sono battute sul terreno del cambiamento e, dall’altra, di favorire un ritorno all’indietro riconsegnando la Calabria o alle forze che ne hanno determinato la crisi strutturale o a quelle prive di una reale cultura di governo. L’esperienza in atto del Governo regionale richiede, invece, una valutazione attenta e rigorosa».
Il Pd radunato a Catanzaro considera una svolta l’operato dei governi Oliverio. E chiede che l’attività continui. «I fatti e i comportamenti messi in campo in questi anni nel corso del lavoro della Giunta regionale guidata dal Presidente Mario Oliverio costituiscono uno dei motivi fondanti per la costruzione di un nuovo programma e di rinnovati obiettivi per un secondo mandato alla guida della Regione Calabria, con una coalizione di centro sinistra e forze civiche espressione delle positive esperienze realizzate in questi anni con gli amministratori locali, gli studenti universitari, il mondo dell’imprenditoria e della cultura. La linea, al contrario, di riprodurre automaticamente l’esperienza del governo nazionale nei territori regionali, si appalesa al momento velleitaria e portatrice di contraddizioni e nuove forme di subalternità».
In particolare, «l’ipotesi di un’alleanza tra Pd e 5 Stelle (in Calabria, ndr) è accompagnata da un giudizio offensivo e calunnioso da parte dei 5 Stelle sul Pd. Non è pensabile che il processo di costruzione delle alleanze del Pd in Calabria – compreso il confronto con il movimento 5 Stelle, peraltro sdegnosamente respinto dai dirigenti calabresi – si possa svolgere senza un’ampia discussione. Ciò deve avvenire, invece, a partire dal lavoro in corso della coalizione di centro sinistra e liste civiche, che il Commissario del Pd ritiene di dovere disertare con una scelta di auto isolamento e di subalternità. Il Commissario del Pd, al contrario, porta avanti una trattativa che rischia di politicizzare, così come sta già facendo Matteo Salvini, le elezioni regionali in funzione di un giudizio degli elettori sul governo nazionale. Sono assolutamente inaccettabili scelte imposte attraverso diktat perentori del Commissario regionale del Pd in violazione delle regole statutarie e nel più assoluto disprezzo degli iscritti e degli elettori del Pd calabrese. La Calabria non può essere trattata alla stregua di una “regione canaglia”. E certamente il Commissario, che è stato nominato per celebrare il Congresso, non può pensare di cancellare il vasto patrimonio di donne e uomini che costituiscono la struttura portante del Pd calabrese. I democratici calabresi, in coerenza con la linea generale più volte espressa dal segretario nazionale Nicola Zingaretti, devono essere protagonisti e partecipi delle scelte relative al futuro della Calabria a partire dalla predisposizione del programma, dalla definizione delle alleanze, dalla scelta del candidato a Presidente della Regione e dalla selezione delle candidature per il Consiglio regionale. Al fine di rendere visibile l’azione e il pensiero dei territori, l’Assemblea da mandato ad una delegazione di chiedere un incontro alla Segretaria nazionale del Pd nel corso del quale sarà consegnato e illustrato il presente documento e le oltre cinquemila firma raccolte tra gli iscritti del Pd calabrese».

LA MACCHINA ORGANIZZATIVA In sala un megaschermo, tanti cartelloni, segnaposti, bandiere e persino magliette, il tutto accomunato dalla scritta Pd a caratteri cubitali, quasi a far intendere, a chi deve intendere, che qui c’è il vero Pd calabrese, quello che si pesa e che conta voti e voti. A Catanzaro va di scena lo spiegamento di forze da parte del fronte democrat che sostiene la ricandidatura di Mario Oliverio, i 60 circoli che hanno autoconvocato un’assemblea generale di circoli e amministratori Pd il cui obiettivo è quello di piegare la resistenza della segreteria Zingaretti e del commissario Graziano, che di Oliverio non vogliono più sentire parlare, almeno per le Regionali. E la macchina organizzativa per questa convention si è messa in moto con particolare robustezza, convogliando nel capoluogo calabrese da tutta la regione le classiche truppe cammellate, perché certe immagini e certe liturgie qui non tramontano mai, anche se ormai non impressionano più nessuno. Ma intanto il centro di Catanzaro è intasato di traffico e il teatro comunale che ospiterà l’assemblea e Oliverio si è già riempito. Quanto questo impressionerà Graziano, Oddati e Zingaretti, però, è tutto da dimostrare… (acant)

Mario Oliverio e Adriana Toman





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