«La rotazione dei dirigenti è fallita, la Regione rischia la paralisi»

La denuncia del sindacato Csa-Cisal: «La giunta ha deciso di non decidere». Ora i tempi sono strettissimi. E i manager potrebbero ritrovarsi senza proroghe dei contratti. «Figuraccia da finti prestigiatori»

CATANZARO «E l’inghippo è servito. Partiamo da un dato di fatto: fino ad oggi non c’è alcuna traccia ufficiale della rotazione dei dirigenti di settore della Regione Calabria, un’operazione che coinvolge circa cento postazioni distribuite nei vari dipartimenti». È quanto afferma il sindacato Csa-Cisal. Che continua: «Il grande giorno doveva essere quello di ieri. C’era grande attesa per i lavori della seduta di venerdì della giunta, poiché infatti si attendeva la decisione sulla rotazione. Alla fine, si è deciso di non decidere buttando la palla in calcio d’angolo. O forse rinviando del tutto la partita. I tempi sono strettissimi, entro il 30 settembre c’è un doppio cappio: la scadenza di numerosi contratti dei dirigenti di settore e il termine ultimo per ottemperare alla rotazione da Piano triennale dell’Anticorruzione. Non essendoci nessuna comunicazione ufficiale sui lavori dell’esecutivo, men che meno la pubblicazione sul sito istituzionale di una delibera, dobbiamo dedurre che irresponsabilmente è stato tutto rinviato lasciando “appesi” per tutto il fine settimana centinaia di dirigenti regionali».
VERSO IL RINVIO «Pare – prosegue il sindacato – che durante la travagliata seduta della giunta siano emerse posizioni contrastanti. Come ultima spiaggia si sarebbe optato per rinviare l’attuazione della rotazione dal termine previsto del 30 settembre alla prima parte del prossimo anno, pur mantenendo gli elenchi dei dirigenti ruotati ma mai resi noti ufficialmente (alla faccia della trasparenza). Secondo questa ricostruzione, la responsabile dell’Anticorruzione, all’inizio della prossima settimana, dovrebbe comunicare all’Anac delle osservazioni chiedendo di spostare il termine di applicazione previsto nel Piano triennale in ragione della vicinanza con le elezioni regionali che potrebbero portare al mutamento dell’organo politico. Come se non si sapesse da tempo che le elezioni regionali si sarebbero celebrate a breve».
«Ad ogni modo, a proposito dell’Anac – osserva il sindacato Csa-Cisal –, giusto qualche giorno fa l’Autorità nazionale dell’Anticorruzione aveva inviato alla responsabile regionale una comunicazione in cui si chiedeva conto dello stato di avanzamento della procedura di rotazione (ricordiamo, con scadenza il 30 settembre), annunciando che in caso di omesso adeguamento al Piano triennale avrebbe proceduto con un provvedimento d’ordine ai sensi dell’articolo 1 della legge 190 del 2012. Adesso vorremmo capire: ma chi si terrà il cerino in mano? La responsabile dell’Anticorruzione che deve presentarsi davanti all’Anac o il direttore generale del Personale che deve vedersela con decine e decine di contratti in scadenza?».
RISCHIO PARALISI «Questa mossa, tuttavia – aggiunge il sindacato –, non potrebbe materializzarsi prima di martedì prossimo (1 ottobre), quando presumibilmente sarà predisposto il verbale della seduta della giunta di venerdì da inviare all’Anac. Il giorno prima, lunedì, la componente politica è impegnata con una seduta del consiglio regionale. E che succede nel frattempo? Peccato che si arrivi troppo tardi. Infatti, lunedì 30 settembre, come già accennato, scadono tantissimi contratti dei dirigenti di settore. Non risulta che, almeno fino al momento, né la giunta né il direttore generale del Personale abbiano adottato rispettivamente o una delibera o un decreto di proroga, visto che si vorrebbe traslare nel tempo la rotazione. Questa combinazione diabolica porta con sé il rischio di un clamoroso e inedito blocco dell’intera amministrazione regionale. Senza la proroga, da martedì 1 ottobre, i dirigenti sarebbero sprovvisti della rispettiva copertura contrattuale; avrebbero diritto soltanto allo stipendio tabellare. Ci sarebbe la paralisi completa. Senza contare il rischio dell’insorgenza di un elevato contenzioso. Francamente non è proprio il modo di agire nei confronti dell’apparato dirigenziale che guida la Regione Calabria. O, più banalmente, non è questo un modo trasparente e serio di affrontare una questione così rilevante».
LA ROTAZIONE, UNA BARZELLETTA «Alla luce di queste ultime prodezze», il sindacato Csa-Cisal «non può che sottolineare l’amarezza per come si programma l’attività dell’ente. Sulla rotazione eravamo tante volte intervenuti sottolineando le incongruità dell’avviso, che si sono sommati ai rilievi della responsabile dell’Anticorruzione sulla procedura adottata. Ora, pare essere arrivati al rinvio. Una presa in giro durata mesi. La bontà della rotazione, elemento vitale in una regione come la Calabria dove i fenomeni corruttivi sono parecchio attenzionati, è definitivamente stata sbeffeggiata dagli attuali vertici dell’amministrazione. C’era tutto il tempo per evitare queste figuracce da finti prestigiatori. La giunta poteva riunirsi non all’ultimo minuto, come ha fatto, e assumersi la responsabilità di dire la verità: la rotazione non la voleva nessuno. L’aggravante è che c’erano tutte le condizioni affinché la richiesta di “posticipo” all’Anac fosse fatta per tempo, senza arrivare al rischio di bloccare la Regione Calabria perché i dirigenti di settore si ritrovano con il contratto non prorogato. A chi giova questo rinvio così confusionario? Insomma, questa vicenda era iniziata male ed è finita peggio».







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