Pd, Giudiceandrea e Mirabello: «Noi vicini a Zingaretti, no a conte interne»

“Futura Calabria” chiede ai dem di fermare lo scontro interno. Ma rifiuta l’ipotesi delle Primarie, caldeggiata da Oliverio. «Non lasceremo il Partito democratico, il vero nemico è il centrodestra»

CATANZARO «Lacerazione e frammentazione» sono le parole che Futura Calabria, area che fa riferimento ai consiglieri regionali Giuseppe Giudiceandrea e Michele Mirabello, utilizza per raccontare la condizione attuale del centrosinistra calabrese. «Il clima di tensione irrespirabile – si legge in una nota –, alimentato da totale incomunicabilità e da iniziative mediatiche e politiche contrapposte all’interno del Partito Democratico, mina alla radice ogni giorno di più quel percorso unitario che, da solo, potrebbe darci la possibilità di competere alle elezioni e stride con il nuovo clima politico inaugurato a livello nazionale con la nascita del nuovo Governo Conte». Non è soltanto un invito alla riflessione quello che Futura Calabria affida alla nota. C’è di più, ed è affidato alla chiosa della nota. Che esorta a superare lo scontro interno e chiede «più politica, più senso di appartenenza, più realismo, più riformismo e perché no, anche una forte dose di coraggio». Futura Calabria «invita tutti a riflettere e a fermarsi prima di andare a sbattere consegnando la Calabria ai populisti, agli amici di chi, con l’autonomia differenziata farebbe, ancora di più il male della nostra terra». Ma – e qui sta il senso vero di una presa di distanza dal governatore Oliverio – spiega «in via definitiva» di non avere interesse per «conte di alcun genere o dannosi intruppamenti», e «di rivendicare l’assoluta supremazia della politica e del valore dell’unità del partito, per la quale non lasceremo fino alla fine nulla di intentato per la piccola parte che ci compete, non avendo dinanzi a noi nessun altro orizzonte politico diverso da quello del Partito democratico, anche in virtù, oltre che della nostra storia personale, anche della notoria vicinanza di Futura al segretario nazionale Nicola Zingaretti». Vicinanza a Zingaretti, dunque, in una fase nella quale il segretario nazionale è più che mai lontano da Oliverio che, dopo l’adunata dei circoli, continua a spingere per le Primarie, rischiando (parole del commissario regionale Stefano Graziano) di compromettere il proprio rapporto con il Pd. Futura Calabria, tanto per intenderci, non ha intenzione di seguire il presidente della giunta regionale su questa strada.
«D’altro canto – si legge ancora –, a un centrodestra che non brilla per coerenza e unità, in cui proliferano visioni a corto raggio e lotte intestine, il centrosinistra anziché rispondere in maniera univoca e ribadire con fermezza la necessità di invertire quell’atavica abitudine calabrese tesa alla discontinuità amministrativa, risponde con divisioni laceranti, dissidi, veleni, colpi bassi ed incontrollabili partigianerie. Futura Calabria esprime dunque forte preoccupazione per il clima che si respira all’interno del Pd e della casa comune del centrosinistra». Non che i dirigenti siano immuni da responsabilità, ma «avremmo voluto che questa fase fosse caratterizzata da una più efficace riflessione sul percorso intrapreso dal centrosinistra in questi anni, per analizzare i risultati, i limiti dell’azione di governo e le motivazioni degli stessi, parlando alla Calabria ed ai calabresi e non a noi stessi. Avremmo voluto che i gruppi dirigenti del Partito democratico, anziché parlarsi addosso, indirizzassero messaggi chiari ed univoci, ai calabresi». Il punto è che una «fase drammatica e lacerante, fatta di guerre a mezzo comunicati stampa, di manifestazioni non unitarie, di caminetti calabresi e romani», rischi di allontanare il partito dai suoi veri obiettivi. Perché «la partita, come dovrebbe essere chiaro a tutti, non prevede uno scontro interno, ma si giocherà con il più becero centrodestra che la Calabria abbia mai messo in campo».







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