Corap, il no unitario dei sindacati: «Lavoratori completamente dimenticati»

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl dopo le audizioni nelle Commissioni del Consiglio regionale: «La proposta legge in esame si preoccupa solo dei compensi dei commissari…»

CATANZARO Il no unitario di Cgil, Cisl e Uil alla proposta di legge regionale sulla liquidazione coatta del Corap, il Consorzio regionale per lo sviluppo delle attività produttive. In un documento congiunto, elaborato al termine delle audizioni di ieri nelle commissioni del Consiglio regionale, le categorie Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, rappresentate rispettivamente dai segretari generali Alessandra Baldari, Luciana Giordano ed Elio Bartoletti, osservano che il testo normativo «non fornisce alcuna garanzia dei livelli occupazionali, visto che non prevede alcuna disposizione sui soggetti che dovrebbero riassumere il personale, sulle modalità e sulle procedure da seguire per il passaggio ad altri enti, considerando anche che il Corap è un ente pubblico economico, né i tempi di attuazione e conclusione della procedura di mobilità o ricollocazione. La proposta di legge, infatti, mentre si preoccupa di definire e fissare – con dovizie di particolari – i compensi del commissario liquidatore e dei componenti il Comitato di sorveglianza, trascura l’interesse dei lavoratori alla conservazione del posto di lavoro e l’interesse a mantenere i livelli occupazionali, che rappresentano, invece per quello che ci riguarda, l’interesse primario. La relazione descrittiva, infatti, conferma che la proposta di legge ha l’esigenza di tutelare l’interesse dei creditori, dei consorziati e l’interesse pubblico, ma nulla prevede in merito al destino dei oltre 100 dipendenti!. Secondo le sigle sindacali inoltre la proposta di legge omette di disciplinare i rapporti di lavoro del personale dipendente del Corap.
Infine, «l’ultima considerazione, certamente non in ordine di importanza» di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl riguarda «la mission istituzionale del Corap, un Consorzio che per la Calabria avrebbe dovuto rappresentare lo strumento per attrarre investimenti nel territorio regionale, creando quelle indispensabili condizioni che avrebbero dovuto renderlo appetibile al mondo industriale e imprenditoriale globale. Anche rispetto a questo fondamentale aspetto la proposta di legge nulla ha previsto riguardo ai soggetti che dovranno garantire in futuro queste funzioni e ai tempi di realizzazione del passaggio dei citati compiti».





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