Sanità, dubbi sull’impatto delle assunzioni: la Regione attacca Cotticelli

l reclutamento di oltre 400 figure professionali autorizzate da Cotticelli sarebbe una boccata d’ossigeno ma non risolverebbe l’Sos organici. Critico il sindaco di Locri, Calabrese: «La preoccupazione resta»

CATANZARO Una boccata d’ossigeno, nulla di più, e comunque il trionfalismo è probabilmente fuori luogo. Nel “day after” le reazioni all’autorizzazione da parte del commissario Saverio Cotticelli a 429 assunzioni nella sanità calabrese, da parte della politica e anche degli addetti ai lavori, sono improntate alla cautela, e non mancano anche molti e forti dubbi, legati soprattutto all’impatto che il decreto 135 avrebbe concretamente nelle varie realtà aziendali. Impatto che sarebbe meno consistente di quanto a prima vista potrebbe prevedersi. Fonti interne ad alcune Asp e ad alcune aziende ospedaliere, infatti, riferiscono di conti che continueranno a non tornare e di organici che resteranno comunque sottodimensionati nonostante le autorizzazioni decretate da Cotticelli: basti pensare – giusto per fare un esempio – che l’ospedale di Catanzaro, a fronte del licenziamento, in parte già disposto, in parte già in atto e in parte in arrivo, di oltre 200 precari, con l’ok del commissario avrebbe un innesto di una 20 di figure professionali, utili ma non sufficienti a sanare i gravissimi vuoti di organico di un presidio a valenza regionale. E lo stesso si può traslare anche nelle altre aziende sanitarie e ospedaliere.
Si fa poi presente, anche da fonti della Regione, che il decreto 135 di Cotticelli non cristallizza il fabbisogno ma una semplice ricognizione, limitandosi a prevedere le assunzioni già autorizzate dal suo predecessore, Massimo Scura, e validate dal tavolo Adduce, il tavolo di monitoraggio interministeriale. E proprio per questo si evidenzia, poi, da ambienti della Cittadella, che più che un decreto sul piano formale il commissario avrebbe potuto ben ricorrere a una nota o a una circolare. Eloquente, sotto tutti questi aspetti, un post su Facebook del sindaco di Locri, Giovanni Calabrese: «Da quello che si dice in queste ore in ambienti sanitari, sembrerebbe – scrive Calabrese – che molte di queste assunzioni, “sbloccate” da Cotticelli, sarebbero già state effettuate senza la preventiva “romana” autorizzazione. Si tratterebbe quindi di una sorta di “sanatoria”. Ma anche se fosse vero, quindi nuove reali assunzioni, non verrebbe minimamente risolto il problema essendo il fabbisogno di personale ben diverso da quello “autorizzato” dal commissario Cotticelli. All’Asp di Reggio Calabria, da quello che leggiamo, verrebbero autorizzate solo 35 nuove assunzioni. Elemosina! Autorizzata, per l’Asp di Reggio, l’assunzione di un solo dirigente medico ortopedico con destinazione ignota. Ci avevano raccontato, lo scorso 4 settembre, che era prevista l’assunzione di sei dirigenti medici per l’ortopedia dell’ospedale della Locride e che il commissario Cotticelli non aveva autorizzato. Evidentemente non era vero. Purtroppo – aggiunge il sindaco di Locri – c’è “qualcuno” che pensa di risolvere il problema della sanità in Calabria con il “gioco delle tre carte” sulla pelle dei calabresi. Continuiamo a manifestare forte preoccupazione per il futuro dell’ospedale della Locride e per la sanità calabrese, ma non intendiamo deporre le armi».
Resta, in conclusione il dato delle 429 assunzioni in arrivo, dato certo importante alla luce del contesto drammatico che si registra negli ospedali calabresi delle 429 assunzioni in arrivo, ma restano ancora sul tavolo questo e tanti altri nodi, a partire da quello dei precari: nodi che saranno al centro del tavolo tra Cotticelli e sindacati in programma per metà mese, mentre sempre sui precari la pratica la prossima settimana sarà sul tavolo tecnico congiunto ministero-Regione nato dall’incontro tra il ministro Speranza e il governatore Oliverio.  Sulla viocenda, infine, arriva una dura presa di posizione della Giunta regionale guidata dal governatore Mario Oliverio, che in una nota diffusa dall’Ufficio stampa della Regione attacca il commissario Cotticelli: «Le 429 ultime assunzioni non sono affatto “nuove”. Sono una frazione di quelle, già insufficienti, autorizzate da precedenti decreti adottati da altra gestione commissariale. Il Dca 135 con cui si autorizzano 429 posti – sostiene la Giunta regionale guidata dal governatore Mario Oliverio – non sono “nuove assunzioni”, per come risulta chiaramente dalle tabelle allegate al decreto ma una tardiva e parziale presa d’atto di quelle a suo tempo validate dal Tavolo di verifica: un residuo del tutto insufficiente rispetto alla drammatica situazione degli organici dei servizi sanitari calabresi. In realtà le cosiddette nuove assunzioni sono soltanto un parziale rimedio formale al blocco che lo stesso commissario Cotticelli aveva sancito a luglio di quest’anno, fermando tutte le procedure già avviate. Quindi il Dca 135 è una parziale riproposizione di vecchi provvedimenti che non può certo essere usato per fuorviare i ministeri vigilanti e per gabbare la Calabria e i calabresi». Secondo la Giunta regionale «le assunzioni già a suo tempo autorizzate, per altro insufficienti, sono state fermate con la poco plausibile motivazione che tavoli romani si sono accorti di non averle “validate” solo negli ultimi mesi. Peraltro, il personale assunto con i Dca di non validati, 763 unità, sono state compensate dalle uscite fino al primo semestre del 2019, che risultano essere ben 1151. In realtà, poiché non esistono criteri univoci per valutare i fabbisogni di personale, ma certamente è inaccettabile che la crisi gravissima della produzione di prestazioni causata dal blocco del turn over venga oggi assunta come parametro per limitare ancora le assunzioni necessarie e non più procrastinabili. Ci si sarebbe aspettati – spiega l’esecutivo calabrese – una ricognizione del fabbisogno di personale che partisse dei bisogni di salute dei calabresi, invece è arrivata la beffa. Altro che decreto “salva Calabria”». La Giunta regionale, infine, definisce «ancora più inaccettabile la previsione del decreto commissariale che con le assunzioni a tempo indeterminato ci dovrà essere una ‘corrispondente riduzione delle prestazioni aggiuntive nonché contestuale risoluzione dei contratti di lavoro flessibile del personale di pari profilo professionale/posizione funzionale assunto sui relativi posti vacanti oggetto della presente autorizzazione’. Una precisazione che vuole contrapporsi inopinatamente agli sforzi politico-istituzionali in corso per ridare certezze e continuità all’erogazione dei servizi ed al personale precario». (cant.a.)







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