Riace fuori da Recosol: «Espulsione dovuta dopo i fatti recenti»

La presunta ineleggibilità del sindaco Trifoli e del consigliere Falchi e non da ultimo la rimozione dei cartelli “Riace paese dell’accoglienza” e di quello dedicato a Peppino Impastato sarebbero alla base della scelta dell’associazione. «Ma sarà mantenuto un presidio attivo sul territorio»

RIACE Quello che, cartelli alla mano, fu il “Paese dell’accoglienza” non fa più parte di Recosol (La Rete dei Comuni Solidali). A dichiararlo è l’associazione attraverso il suo rappresentate legale Giovanni Maiolo che ci tiene a sottolineare: «Recosol richiama un concetto di solidarietà compiuta. Gli enti che intendono aderire all’associazione portano avanti questi valori in modo concreto. Non esistono “convenzioni” stipulate con i Comuni a meno di entrare in un progetto specifico». I Comuni che intendono aderire alla rete pagano dunque una quota di adesione “simbolica” di 50 euro per i Comuni con meno di cinquemila abitanti e 100 euro per i Comuni più grandi che rappresenta «una scelta politica».
«Il legame fra gli associati – continua l’associazione – si fonda su relazioni, attività sul territorio, progetti, comportamenti etici che dovrebbero appartenere ad un normale stile di vita qualunque appartenenza politica si abbia. Nel corso del tempo è successo che Recosol non abbia più consentito l’adesione a Comuni che per esempio discriminavano i bambini nelle mense scolastiche». Alla base ci sarebbe dunque una scelta di natura etica: «Recosol ha seguito tutto il progetto di Riace fin dal primo mandato di Domenico Lucano nel 2004, per quindici anni è stata attiva e presente. Non è stato possibile continuare con l’attuale amministrazione per i fatti ben noti diventati di pubblico dominio nazionale». Il riferimento è rivolto alle recenti vicende che hanno interessato Riace dall’insediamento della nuova giunta a trazione leghista fino ad oggi: la presunta ineleggibilità del neo-sindaco Trifoli; l’ineleggibilità “dissimulata” attraverso le dimissioni del consigliere leghista Falchi e non da ultimo la rimozione dei cartelli “Riace paese dell’accoglienza” e di quello dedicato a Peppino Impastato alle porte della città.
Una serie di scelte che, se non altro, segnano una chiara volontà del nuovo esecutivo di tagliare i ponti col passato più o meno recente del paese. La nota dell’associazione si conclude sottolineando che «sarà mantenuto un presidio attivo sul territorio anche per permettere la realizzazione del prestigioso premio in denaro che verrà consegnato in novembre dall’Accademia dei Lincei proprio per Riace». L’impegno di Recosol si è distinto per la raccolta solidale organizzata nel periodo in cui prima la prefettura, poi il Viminale avevano cessato l’erogazione dei fondi relativi ai progetti sull’accoglienza per cercare di salvare il “modello” voluto e sviluppato nel tempo dalla precedente amministrazione. Oltre a questo, Recosol ha aggiornato con costanza e dovizia il pubblico interessato alle vicende giudiziarie che hanno colpito Mimmo Lucano per evitare la diffusione di notizie false e di strumentalizzazioni a riguardo. È inoltre stata parte attiva dell’organizzazione dell’annuale rassegna “Riace in festival”. E il rischio, a questo punto, è proprio che venga meno anche quest’altro importante evento che aggregava gente da ogni parte d’Italia fino al piccolo borgo del reggino. (fd)







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