«Il pasticcio del Corap non finirà con un colpo di spugna»

Il caso approda nelle Commissioni antindrangheta e vigilanza. Sul piatto tre proposte di legge. Bova: «Indagheremo e siamo pronti a rivolgerci alle Procure»

di Francesco Creazzo
REGGIO CALABRIA «La vicenda Corap non si chiuderà con un colpo di spugna che cancella anni di responsabilità gestionali. Qualcuno dovrà rispondere del danno subìto dalla comunità. Lo dobbiamo ai calabresi». Ecco la promessa del presidente della commissione regionale antindrangheta Arturo Bova al termine di una lunghissima seduta congiunta al fianco dell’altra commissione, quella speciale di vigilanza presieduta da Giuseppe Ennio Morrone.
Una seduta congiunta che è durata oltre quattro ore e che ha audito i consiglieri Mirabello, Greco e Giudiceandrea, il vicepresidente della giunta Francesco Russo, l’assessore al bilancio Fragomeni, i sindacati e il commissario del Corap, Fernando Caldiero.
L’obiettivo dei lavori è duplice: da un lato individuare un futuro per un ente la cui esistenza è sancita per legge, dall’altro accertare le responsabilità per le disastrose passività dell’ente pubblico: oltre 90 milioni di euro.
L’organismo nato dall’accorpamento della Asi, infatti, ha assunto l’esercizio attivo e passivo dei vecchi enti di sviluppo provinciali, complice una legge regionale istitutiva – la 24 del 2013 – che lo stesso vicepresidente della giunta regionale Russo definisce «nata male». Il risultato è che, oltre a mantenere i debiti pregressi – e molto contestati – nei confronti di aziende e fornitori, il Corap ha continuato a mantenere una perdita di esercizio vicina ai 3 milioni e mezzo, facendo salire il passivo totale del nuovo ente dai 45 milioni ereditati dalle Asi a più del doppio in poco più di 3 anni.
Tra i fattori che hanno determinato la presenza di un passivo così importante, l’assenza degli organi statutari, l’assenza completa di bilanci, il carico retributivo dei 100 dipendenti che oggi rischiano di rimanere senza lavoro e che da mesi non percepiscono lo stipendio.
Il futuro? Tre diverse proposte di legge: quella a firma di Mirabello, Greco e Giudiceandrea, sulla liquidazione coatta amministrativa del Consorzio, peraltro già al centro di un durissimo scontro nelle Commissioni, quella del forzista Domenico Giannetta e quella dei democrat Giordano, Battaglia, Guccione, Aieta e Bevacqua che prevede l’istituzione di una nuova Agenzia regionale nella quale far transitare i lavoratori, il patrimonio e le funzioni del Corap, destinato comunque allo scioglimento.
Ma «qualsiasi sia la soluzione», sulle responsabilità del passato Bova promette battaglia: «Questo non è un consiglio comunale degli anni 30, nel quale c’è il sindaco “colto” e i consiglieri ignoranti che dicono “mi fido”. Qui non si può passare con un panno pulito: qualcuno dovrà rispondere e dovrà dire da dove viene questa perdita così consistente, sviluppatasi in così poco tempo. Su questo non sono possibili compromessi, la polvere non finirà sotto il tappeto. L’indagine della mia commissione andrà avanti. Se ravviserò delle responsabilità, notizierò prima gli organismi di questa istituzione e, qualora vi fossero gli estremi, non esiterò ad avvisare anche altre autorità». (redazione@corrierecal.it)







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