Debiti fuori bilancio a Crotone, la commissione fa cilecca

La seduta dedicata all’esame dei capitoli di bilancio va deserta. Una scelta della maggioranza per contestare alcune lottizzazioni

di Gaetano Megna
CROTONE
La rivolta dei consiglieri comunali. La narrativa dice che sono settimane che il clima è diventato irrespirabile all’interno delle commissioni consiliari al Comune di Crotone. Oggi i consiglieri hanno fatto mancare il numero legale nella seduta della seconda commissione, che era stata convocata per la valutazione di debiti fuori bilancio. Il proposito era quello di valutare le proposte (esclusivamente i debiti fuori bilancio) da inserire all’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio. È, però, mancato il numero legale e la commissione è andata deserta. L’assenza dei consiglieri non è casuale, perché al momento dell’appello erano tutti fuori della stanza dei gruppi, in attesa che venisse dichiarata nulla la convocazione.
Ci sono malumori e si teme che vi sia in atto un attacco per destabilizzare il ruolo dei gruppi. Lo scorso venerdì, 11 ottobre, il consigliere dem Saverio Flotta aveva chiesto al presidente della IV commissione, Roberta Foresta, di convocare, per i primi giorni di questa settimana, una riunione per discutere e valutare alcune questioni. Foresta ha risposto che non poteva procedere alla convocazione perché sarebbe stata assente nelle date indicate dal suo collega e Flotta le ha ricordato che la riunione poteva, anche in sua assenza, tenersi magari facendola presiedere al vice presidente o nel peggiore dei casi al consigliere più anziano.
Una pratica che, sino ad ora, è stata utilizzata in più occasioni. A questo punto, secondo quanto riferiscono più consiglieri comunali, Foresta avrebbe detto che faceva parte di una maggioranza politica e che doveva seguire le indicazioni che le arrivavano. Le indicazioni sarebbe state quelle di non convocare più riunioni di commissioni. Qualche giorno prima, un altro consigliere comunale Giuseppe Pucci, fedele alle direttive della “Prossima Crotone”, durante i lavori della commissione, aveva invitato i suoi colleghi a “farsi gli ultimi giri di riunioni”, facendo intendere che non ce ne sarebbero state più. Questi segnali hanno creato l’allarme all’interno dei gruppi. Sono diversi, infatti, i consiglieri comunali che pensano che da via Firenze, sede politica della maggioranza della “Prossima Crotone”, sia partito il diktat di non convocare più riunioni di commissioni, fatta eccezione per quelle indispensabili.
La convocazione della seconda commissione di oggi aveva all’ordine del giorno punti indispensabili per la maggioranza. I non allineati, quindi, hanno deciso di andare allo scontro ed hanno fatto mancare il numero legale. Su questa posizione di scontro si sono posti anche i rappresentanti del Pd che, in moltissime circostanze, hanno dato una mano ai leader di via Firenze. Sono settimane, secondo quanto riferiscono diversi consiglieri, che il clima è cambiato: spesso ci sono scontri e gridate, perché ci sono consiglieri che chiedono carte per la valutazione dei punti e altri che si rifiutano di votare proposte “non proprio legittime”.
IL GIALLO DEL VERBALE Il gruppo consiliare ConSenso ha chiesto l’accesso agli atti per avere copia della seduta della seconda commissione consiliare, tenutasi lo scorso 2 agosto. In quella riunione era stato sentito in audizione il comandante dei vigili urbani, Antonio Cogliandro, su una serie di sopralluoghi fatti, in un breve arco temporale, su una un’area di cui è amministratrice la consigliera comunale Fabiola Marrelli, che da poco aveva lasciato la maggioranza ed era circolata sui banchi dell’opposizione. Nella mente di chi aveva chiesto la presenza di Cogliandro, l’audizione doveva chiarire se era stato il comandante a prendere la decisione di effettuare i sopralluoghi oppure c’erano state richieste da parte della giunta comunale.
Secondo quanto viene riferito, durante l’audizione la consigliera Anna Maria Oppido avrebbe posto a Cogliandro, la domanda: «La sua attività fa parte di una programmazione, visto che lei non ha uomini per programmare, o ci sono delle indicazioni su dove andare?». Secondo questa ipotesi, Cogliandro avrebbe risposto: «Non possiamo programmare attività, perché non abbiamo uomini e le indicazioni ci vengono date dall’amministrazione comunale». Questa narrativa viene contestata da Cogliandro e dalla dirigente che ha redatto a mano il verbale della seduta del 2 agosto scorso. C’era stato un verbale redatto a mano che, però, non si trova più. È disponibile solo un verbale dattiloscritto in data successiva. Ecco cosa scrive la dirigente in una lettera inviata ai componenti della commissione consiliare e per conoscenza al segretario generale del Comune: «Il precitato verbale manoscritto e sottoscritto dalla scrivente veniva consegnato, in pari data … per la dattiloscrittura dello stesso».
L’incarico di dattiloscrivere il verbale era stato dato ad un funzionario del Comune. Proseguendo nella sua lettera la dirigente sottolinea che «a distanza di due mesi, in data 30/09/2019» il funzionario «si presentava inaspettatamente e sottoponeva alla firma della scrivente il verbale dattiloscritto dallo stesso e riportato sul registro dei verbali della II commissione. La sottoscritta occupata in riunione, con altre persone, in perfetta buona fede, riteneva di non procedere alla rilettura, dando per scontato che venisse allegato anche il verbale manoscritto». Che fine ha fatto il manoscritto? La dirigente a questo proposito scrive di avere incontrato il funzionario, «al quale chiedeva ragguagli sulle dichiarazioni riportate in modo difforme». Le dichiarazioni non rispondenti sarebbero quelle attribuite al comandante Cogliandro. E alla richiesta della copia scritta a mano, il funzionario «faceva presente di non essere più in possesso del documento, senza darne ulteriori spiegazioni sul come e sul perché fosse scomparso e, quindi, si allontanava di corsa e si rendeva irreperibile».
Lo scorso 3 ottobre il comandante dei vigili urbani, informato del verbale, si è recato in commissione dove probabilmente ha urlato, perché in una sua lettera inviata sempre ai componenti della II commissione e per conoscenza al segretario generale dell’ente, scrive: «Nel porgere le dovute scuse per il comportamento definito inopportuno». Nel prosieguo della sua lettera Cogliandro contesta quanto riportato nel verbale dattiloscritto.
APPROVAZIONE SCHEMA PLANIVOLUMETRICO Una quindicina di giorni fa, sempre in II commissione, è stata portata la proposta di approvazione schema planivolumetrico per un intervento da realizzarsi in via delle Magnolie Località Margherita. La proposta ha già avuto l’approvazione della giunta comunale lo scorso 12 settembre. La commissione ha chiesto di poter sentire in audizione l’assessore all’Urbanistica Fortunato Maria Crugliano per comprendere alcune questioni non chiare alla luce del fatto che tre anni fa l’amministrazione comunale ha aderito al progetto “Consumo suolo zero”, che vincola la stessa amministrazione a non concedere permessi per edificare, sino a quando non sarà approvato il Psc. L’eventuale via libera alla proposta arrivata in commissione, secondo i componenti della stessa, avrebbe fatto venire meno il principio del “Consumo suolo zero” e per questo avevano chiesto l’audizione dell’assessore all’Urbanistica, che non si è presentato all’appuntamento. Probabilmente perché impegnato. Sta di fatto, però, che tra i consiglieri c’è stata una discussione importante alla luce del fatto che altre lottizzazioni, che potevano trovarsi nelle stesse condizioni di quella di via Delle Magnolie, non erano state portate alla valutazione della commissione. Al Comune il clima è diventato pesante e i consiglieri hanno la percezione che i leader di via Firenze abbiano deciso di interrompere le attività di valutazione delle commissioni e hanno deciso di mettere in atto una strategia per fare saltare il progetto. (redazione@corrierecal.it)







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto