Ferrovie, Wanda Ferro: «Si realizzi la stazione “Pizzo-Marinella”»

Il deputato (Fdi) presenta un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: «Ancora oggi numerosi i centri della costa calabrese privi di stazioni»

CATANZARO «La necessità di realizzare, dopo anni di immobilismo, la stazione delle Ferrovie dello Stato di “Pizzo-Marinella”» è stata portata all’attenzione del Governo dal deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, che ha rivolto un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ferro, nell’interrogazione, fa riferimento alla manifestazione del 6 luglio scorso con cui la cittadinanza e le istituzioni hanno chiesto con forza la realizzazione dell’infrastruttura. Infatti ancora oggi numerosi centri della costa calabrese, seppure attraversati dalla linea ferroviaria, sono privi di stazioni o con queste collocate in posizione molto decentrata. Tra questi risulta particolarmente urgente la situazione di Pizzo, che ha una sola stazione ben al di là del centro in prossimità di Vibo Marina.
«Le poche stazioni ad oggi presenti sono state realizzate all’inizio del secolo scorso, quando le esigenze trasportistiche erano essenzialmente centrate sul trasporto di merci di tipo agroalimentare, piuttosto che turistico. Ancora più impellente è la situazione di Pizzo, dotata di numerosi esercizi turistici su di un mare incantevole e un discreto bacino di utenze che naturalmente si moltiplica nel periodo estivo, percorsa per tutta la sua lunghezza dal treno, senza che esso svolga fermate. Come è facile intuire, la realizzazione di una stazione ferroviaria rappresenterebbe un’ovvia opportunità di sviluppo commerciale e turistico della zona, oltre che la soluzione agli atavici problemi di traffico e di mobilità che la affliggono da sempre».
Per questi motivi Wanda Ferro chiede al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti «quali urgenti iniziative di competenza intenda adottare per garantire l’apertura della stazione ferroviaria “Marinella” a Pizzo Calabro, anche attraverso l’immediata convocazione di un tavolo tecnico con le parti sociali interessate».





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