20.20 | Il sondaggio del Pd su Oliverio? «Percentuali a una cifra» – VIDEO

Ospiti di Danilo Monteleone e Ugo Floro su Telespazio Tv e L’altro Corriere Tv la deputata Nesci (M5s), il dem Censore e il forzista De Rose

Tre faccia a faccia da non perdere su Telespazio Tv (canale 11 dtt) e L’altroCorriere Tv (canale 211).
Ospiti di Danilo Monteleone e Ugo Floro, a “20.20”, Dalila Nesci, Brunello Censore e Luigi De Rose. Nel corso della prima intervista la deputata pentastellata ha ribadito con forza la volontà di volersi candidare a presidente della Regione Calabria «perché in questo momento c’è bisogno di una offerta politica fortemente identitaria». All’obiezione secondo cui lo statuto del Movimento 5 stelle non permetterebbe ad un portavoce eletto nel parlamento italiano di proporsi ad altra carica elettiva, Nesci ha ricordato il recente caso Cencelleri «il quale, benché eletto nell’assemblea regionale siciliana, è stato nominato membro dell’attuale governo giallo-rosso».
Tranciante, invece, l’opinione dell’esponente del Pd, nonché ex deputato e consigliere regionale, Brunello Censore, sull’ipotesi che i democrat possano riaprire ad una ricandidatura di Mario Oliverio: «Non esiste alcuna possibilità che ciò possa avvenire, il partito ha commissionato recentemente un apposito sondaggio il cui esito non è stato reso noto solo per rispetto alla persona (di Oliverio, ndr). Fidatevi, siamo intorno a percentuali a una cifra.» Relativamente a quelle che sono state definite le ultime prove di forza del governatore in carica – che a Catanzaro ha riunito simpatizzanti ed amministratori – Censore ha dichiarato causticamente: «Si tratta di gente che lavora perlopiù nelle strutture della Regione».
In riferimento, invece, alle modalità di coinvolgimento di alcuni primi cittadini calabresi nel progetto politico di Oliverio, l’ex parlamentare di Serra San Bruno ha rincarato la dose: «Ve lo ricordate il sindaco Lauro di Napoli? Più o meno la stessa tecnica: si fa il decreto e il finanziamento arriva dopo il voto».
Luigi De Rose, coordinatore dei giovani di Forza Italia ha, dal canto suo, ribadito che «anche con Occhiuto andrà a finire come Cirio in Piemonte: alla fine il candidato unitario del centrodestra in Calabria sarà il sindaco di Cosenza». Quanto ai distinguo della Lega e al silenzio di Fratelli d’Italia, De Rose ha dichiarato che la candidatura in Calabria resta appannaggio di Forza Italia «e non è corretto che, a differenza del nostro comportamento in altre regioni – vedi l’Abruzzo – gli alleati qui abbiano da ridire sul nome che abbiamo scelto».







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