Cosenza, a novembre il consiglio comunale per deliberare il dissesto

Arriva la notifica della Prefettura: l’assise va convocata entro 20 giorni. Tiene banco la mancata firma di tre consiglieri al comunicato a sostegno di Occhiuto

di Michele Presta
COSENZA
La grana adesso passa nelle mani della politica. La Prefettura di Cosenza ha notificato al sindaco e ai consiglieri di Palazzo dei Bruzi l’avviso di convocare il consiglio comunale per l’adozione della deliberazione di dissesto finanziario confermato dalle Sezioni Riunite della Corte dei Conti. Il termine perentorio è quello di 20 giorni dalla ricezione dell’ultima notifica, ma come trapela dalle stanze del municipio, la discussione in consiglio potrebbe tenersi il prossimo 12 novembre. Sia la maggioranza che la minoranza avrebbero il tempo per mettere a punto una strategia per affrontare al meglio la discussione, anche se, più che elencare i contenuti degli interventi, entrambe provano a fare la conta dei presenti e degli assenti. Una mancata convocazione del Consiglio, così come un eventuale forfait del numero legale, comporterebbero lo scioglimento dell’amministrazione Occhiuto poiché l’adozione del documento deliberato dai giudici contabili è imprescindibile per la continuazione della vita amministrativa e per l’insediamento dei tre commissari che prenderanno in consegna i bilanci dell’ente per gli anni che vanno dal 2015 al 2018.
LA MAGGIORANZA AL VARCO Tra quelli che siedono alla destra di Mario Occhiuto, l’argomento caldo è la mancata firma da parte di tre consiglieri del comunicato stampa diramato a nome della maggioranza. Giuseppe d’Ippolito, Annalisa Apicella e Davide Bruno hanno creato un piccolo caso politico e adesso sui tre si cerca di trovare una quadra. Per i primi due, componenti del gruppo di Fratelli d’Italia, la mancata condivisione del documento risiede in ragioni di tipo contenutistico più che politico. I due non si ritroverebbero in alcune delle parti contenute nella lunga missiva redatta per contrapporre le dichiarazioni rese dalla minoranza in una conferenza stampa (qui la notizia). Ad oggi, rimane lo screzio ma non c’è da parte dei “meloniani” né la volontà di uscire dalla maggioranza, né gli altri gruppi di maggioranza (considerata la delicata fase) mettono in conto la possibilità di una defenestrazione coatta. C’è però chi, con un ghigno, commentando la scelta dei due consiglieri, ricorda come le pratiche di bilancio negli ultimi dieci anni siano passate per le mani di Luciano Vigna (ex assessore al bilancio e ideatore della lista Cosenza Positiva-Fdi). Insomma, le voci di corridoio sembrerebbero andare proprio a confermare il malumore. È passata un po’ più in sordina la scelta di Davide Bruno. Insieme a Vincenzo Granata siede in consiglio in quota Lega, ma i due aderiscono a due correnti leghiste differenti. Sembrerebbe che a suggerire a Davide Bruno di non firmare il documento di maggioranza sia stato proprio Christian Invernizzi che prova a mantenere a sé i suoi sodali nella logorante battaglia che lo vede schierato contro una candidatura di Mario Occhiuto alla Regione per il centrodestra unito. Anche con queste piccole mosse Invernizzi sembrerebbe lanciare messaggi al suo rivale.







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