Manovra, 250 milioni in meno per la Zes. Oliverio a Conte: «Scelta grave»

Il governatore ha scritto al Premier per chiedere di rivedere la decisione di tagliare i fondi della legge di bilancio. Confindustria Reggio: «Non c’è motivo per sottrarre altre risorse al territorio»

CATANZARO Il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha inviato al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, una lettera in cui sottolinea «la gravità della scelta assunta dal Governo nazionale con la Legge di bilancio con l’eliminazione delle risorse già programmate per incentivare gli investimenti e per il commissariamento dei comitati di indirizzo che, nel caso calabrese, avevano già avviato le attività operative».
«Il porto di Gioia Tauro – afferma Oliverio – è in un momento particolarmente importante. Con il potenziamento della presenza del transhipment da una parte ed il rafforzamento del ro-ro si è entrati in una fase di stabilizzazione del lavoro relativo alle banchine. Allo stesso tempo si sono avviati significativi investimenti industriali nell’ambito portuale, con la ricollocazione di attività e l’uso di manufatti industriali creando ulteriori occasioni di lavoro».
«Il finanziamento da parte della Regione della banchina ovest – aggiunge – pone le basi per lo sviluppo delle attività di carenaggio. La Zes costituisce il punto di riferimento più avanzato per tutti gli imprenditori che stanno impegnando, o pensano di impegnare, i propri investimenti nel porto sia in attività maggiormente connesse con le banchine, sia in attività industriali che hanno una forte connotazione di import-export».
«E ciò – precisa Oliverio – non solo nel porto di Gioia Tauro ma in tutti i porti dell’Autorità portuale ed in quelli del sistema Gioia Tauro, facenti capo alla Zes. In questo contesto particolarmente delicato, con l’avvio o il forte potenziamento di tante iniziative industriali, sembra mancare un deciso supporto da parte dello Stato». «Gli elementi che abbiamo a disposizione che derivano dalle informazioni della stampa nazionale – dichiara ancora Oliverio – ci inducono a segnalare lo stop di fatto che il Governo sta dando alle Zes, proprio nel momento in cui, con le indicazioni dell’Agenzia delle entrate del 25 settembre, stavano entrando finalmente in piena fase operativa. Commissariare un organo espressione del Governo qual è il Comitato di indirizzo supera abbondantemente la soglia del ridicolo, cioè il Governo sta commissariando se stesso».
«Mentre supera la soglia del tragico – denuncia il governatore – togliere i 300 milioni prima dati alle Zes per immetterli in non meglio precisati nuovi strumenti per le imprese. Per questo è necessario che il Governo receda da questa posizione che colpisce in modo mirato il Mezzogiorno, le sue aree più attrattive che sono quelle vocate a Zes e tutti gli imprenditori che hanno creduto e credono in questo percorso. Allo stesso tempo affonda tutte le indicazioni provenienti dai più importanti istituti di ricerca, tra gli altri Svimez, che hanno segnalato come le Zes rappresentino una delle migliori leve di sviluppo per il Mezzogiorno».
«Non vorremmo – conlcude – che ci fosse una strategia organica, con passi precedenti a questo odierno sulla Zes, per non far mai decollare il porto e l’area industriale di Gioia Tauro: da una parte il Ministero delle Infrastrutture non ha speso ad oggi un euro dei soldi dati da Bruxelles a Roma per Gioia Tauro nel programma 2014-2020 – ed ormai siamo all’ultimo anno- e dall’altra lo spezzatino fatto dal Governo dei porti della Calabria con l’imposizione governativa di un vertice dello Stretto contro il volere – per motivi diversi- di Calabria e Sicilia, altro primato difficilmente eguagliabile».
LA PREOCCUPAZIONE DI CONFINDUSTRIA Confindustria Reggio Calabria esprime «gravissima preoccupazione» per la destinazione ad altre finalità dei 250 milioni di euro previsti per le Zes (Zene economiche speciali) riportata nella legge di bilancio. Il presidente Domenico Vecchio, in un comunicato manifesta «sconcerto per la possibilità che vengano cancellate con un colpo di spugna le risorse indispensabili per rendere concretamente operative le zone economiche speciali, specie sul versante del credito d’imposta. Tra l’altro – prosegue Vecchio – non si comprende affatto, attesa l’assoluta genericità delle misure a cui dovrebbero essere destinati i fondi Zes, quale mai possa essere una motivazione valida per sottrarre risorse a uno strumento per cui si è lottato per anni. Crediamo – aggiunge – che questa scelta sia sbagliata, dissennata e totalmente inaccettabile. Chiediamo con forza al governo nazionale di ripensarci e di rivedere questa decisione miope e confusa che non risponde alla benché minima logica di un vero sviluppo industriale nelle aree già individuate dallo Stato come le più idonee a garantire la crescita dell’economia e lo sviluppo sociale del territorio. C’è una palese e gravissima contraddizione – conclude – che va corretta e ci appelliamo alla deputazione calabrese tutta perché intervenga in maniera risoluta».







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