Agricoltura biologica, Statti: «Deroga alla rotazione colturale buona notizia per la Calabria»

Il presidente di Confagricoltura: «Il precedente provvedimento avrebbe penalizzato pesantemente il settore»

LAMEZIA TERME «Il provvedimento va incontro alle legittime aspettative dei cerealicoltori biologici della nostra regione che risultavano penalizzati dal precedente dispositivo normativo». Così Alberto Statti, presidente di Confagricoltura Calabria commenta il via libera anche nella regione alla deroga per la rotazione colturale del grano duro in regime di agricoltura biologica. Una deroga che supera dunque la normativa specifica sull’avvicendamento in agricoltura biologica (comma 2 dell’articolo 2 del D.M.6793 del 18 luglio 2018) che limitava la possibilità di coltivare grano solo dopo l’avvicendarsi di almeno due cicli di colture principali di specie differenti, uno dei quali destinato ai leguminosi. «Tale obbligo – ricorda Statti – avrebbe significato per gli agricoltori calabresi, dover produrre grano duro sullo stesso appezzamento solo una volta in un triennio, con un’indubbia penalizzazione economica. In Calabria, l’agricoltura biologica rappresenta un comparto in continua crescita e di grande rilevanza economica». «Basti pensare che – spiega Statti – se quasi la metà dell’agricoltura biologica calabrese è destinata alle colture arboree, le altre coltivazioni biologiche rappresentative della regione riguardano i cereali per la produzione da granella. Purtroppo le condizioni e le caratteristiche pedoclimatiche del nostro territorio, pongono limiti ben precisi alla scelta delle colture praticabili, limitandole alle colture autunno-primaverili con rotazioni di leguminose o sulla». Da qui le ripercussioni sull’intero settore se non fosse intervenuta la deroga. «L’approvazione della richiesta di deroga, fortemente sollecitata da Confagricoltura Calabria – sottolinea il presidente Statti – ha risolto quello che sarebbe potuto diventare un danno a scapito di tutti i produttori cerealicolo calabresi». «Per raggiungere questo traguardo – conclude Statti – fondamentale è stata la collaborazione tra la nostra associazione, il dirigente e l’intero dipartimento regionale all’Agricoltura che ha consentito di tradurre la nostra sollecitazione, avanzata sin da febbraio scorso, in una formale richiesta di deroga a beneficio delle rotazioni colturali da adottare nelle aziende biologiche. Un ringraziamento per l’attività svolta va anche ai tecnici dell’Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese (Arsac), che hanno provveduto a redigere il parere tecnico-scientifico a supporto della tesi avanzata da Confagricoltura Calabria».







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