Addio al Corap, ma della nuova Agenzia si occuperà il prossimo Consiglio

L’assemblea regionale decide di liquidare il Consorzio, ma il tema tornerà in Aula nel 2020. Scontro sulla riserva delle Valli Cupe. Passa la linea di Tallini: sarà gestita da Legambiente

di Francesco Creazzo
REGGIO CALABRIA
Il Corap sarà liquidato e al suo posto nascerà l’Agenzia regionale sviluppo aree industriali. I lavoratori del consorzio dovrebbero essere riassorbiti dalla nuova entità.
Dopo la bagarre sulla vicenda-bilancio (ve ne abbiamo parlato qui), il consiglio regionale è passato all’esame dei punti previsti all’ordine del giorno e infine all’altro tema caldo della seduta, quello relativo al Corap. Un tema che, per l’attuazione della legge approvata staserà, continuerà a tenere banco nella prossima legislatura. Sarà il nuovo consiglio regionale, infatti, a doversi occupare della liquidazione e della costituzione del nuovo ente. Saranno i nuovi occupanti degli scranni di Palazzo Campanella a dover gestire il patrimonio industriale calabrese in liquidazione e a dover tutelare i livelli occupazionali.
Approvata la proposta del consigliere Ennio Morrone sulla «integrazione e promozione della minoranza romanì». Stessa sorte per la proposta di Gianluca Gallo e Giuseppe Giudiceandrea in tema di «soggetti attuatori in materia di invecchiamento attivo» e per quella del consigliere Mauro D’Acri sulle «procedure semplificate per la vendita diretta prodotti agricoli». Successo anche per la proposta della giunta in tema di «Parchi marini regionali».
Più complesso l’iter della legge proposta da Giudiceandrea sulle «disposizioni in materia funeraria e di polizia mortuaria» che ha registrato diverse proposte di emendamento, tutte approvate dal consiglio. Anche l’intera legge, per la cui approvazione era andata in scena la protesta degli imprenditori del settore (con tanto di carro funebre davanti alla sede del consiglio), ha passato il lunghissimo esame dell’assemblea.

VALLI CUPE A LEGAMBIENTE, MA È SCONTRO Tocca invece a Domenico Bevacqua presentare la proposta di Domenico Tallini per consegnare a Legambiente la gestione della riserva Valli Cupe. Contrario il presidente della commissione antindrangheta Arturo Bova: «Non vedo perché si dovrebbe assegnare a Legambiente e non a Wwf o ad altra organizzazione, ravviso profili irregolari. Inoltre ben 31 sindaci della zona hanno scritto per protestare contro questo provvedimento. Al di là delle argomentazioni di tipo formale, va detto che non si vede il motivo per cui bisogna umiliare la comunità locale e le municipalità». Contrario alla modifica anche Tonino Scalzo: «Sostituiremmo enti pubblici con istituzioni di diritto privato». A difendere la propria proposta, lo stesso consigliere Tallini che ha messo in risalto il prestigio dell’associazione individuata e il fatto che, nelle proposta di legge, la partecipazione dei comuni della zona alla gestione della riserva sarebbe comunque garantita «ma senza dare spazio a chi vuole usare i soldi della riserva per fare clientele». Sono seguite le dichiarazioni di voto e poi la votazione con procedura palese e nominale che ha dato esito favorevole alle ragioni di Tallini: la riserva Valli Cupe passerà nella gestione di Legambiente. Approvata anche la proposta di provvedimento amministrativo per l’ attuazione diritto allo studio universitario e quello sull’istruzione tecnica superiore. Hanno passato l’esame dell’assemblea legislativa anche tutti gli altri punti all’ordine del giorno: il bilancio dell’Arpacal, quello dell’ente per i parchi marini regionali, due variazioni di bilancio. Rinviati i punti relativi alle nomine negli enti regionali.

IL DIBATTITO SUL CORAP Infine, la discussione sulla legge che liquida il Corap e istituisce la nuova agenzia, un iter di formulazione concertata sottolineato dagli interventi del relatore Giuseppe Giordano, da Giuseppe Aieta, Bevacqua e Franco Sergio. Fuori dal coro la voce di Giannetta che si è detto contrario alla liquidazione dell’ente «perché il patrimonio del Corap è un patrimonio di prestigio e perché bisogna salvaguardare i posti di lavoro». Dello stesso avviso anche Giuseppe Pedà: «Il collega Giannetta aveva costruito una proposta interessante, il piano industriale andava fatto precedentemente. Abbiamo maturato, in ore e ore di audizioni in commissione, la consapevolezza che l’unica soluzione era quella che veniva portata in quella proposta. Ci asterremo dalla votazione e continueremo a salvaguardare i livelli occupazionali». Gli fa eco Sinibaldo Esposito che si schiera dalla parte dei lavoratori. Per Gallo, quella di stasera è «una brutta pagina, stiamo celebrando il funerale di un’ente dal grande prestigio. Un ente affossato da rendite di posizione accumulate negli anni e probabilmente mal costituito, ma va detto che nel corso di questi anni poco è stato fatto per evitare che si arrivasse a questa situazione». Duro l’intervento di Arturo Bova che ha posto l’accento sui rilievi del revisore dei conti del Corap, che ha denunciato presunte irregolarità nella gestione del patrimonio del consorzio. Da registrare anche le dichiarazioni di voto di Fausto Orsomarso (astensione) e Carlo Guccione (favorevole). Infine, l’intervento dell’assessore al bilancio Maria Teresa Fragomeni che ha ripercorso l’iter della formulazione della legge e la difficile genesi del Corap: «All’epoca dell’accorpamento non fu fatto nessuno studio economico preliminare, furono unite realtà diverse in maniera confusionaria». (redazione@corrierecal.it)





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