Terremoto nel M5S, ma Di Maio non voterà su Rousseau

Il capo politico del Movimento preferirebbe “saltare il turno” delle Regionali: «Se ci presentiamo non avremo il tempo di darci un’organizzazione solida». Ma non parteciperà alla consultazione online. Il ministro dello Sport Spadafora: «Meglio non partecipare»

ROMA Chissà come la prenderanno i parlamentari in rivolta per il voto su Rousseau che deciderà sulla partecipazione del M5S alle prossime Regionali. Luigi Di Maio, che ha annunciato la consultazione online provocando un terremoto nel Movimento calabrese, spiega a “L’aria che tira” su La7 che non parteciperà alla chiamata virtuale. «Di solito preferisco non votare ma chiedere al Movimento quale sia la direzione da prendere. Gli uomini soli al comando diventano dei palloni che poi scoppiano. Io credo che le decisioni importanti vadano prese con gli iscritti». «I più grandi errori li ho fatti sempre quando decidevo da solo», ha spiegato Di Maio. «Come capo politico – ha aggiunto – cerco di votare il meno possibile per evitare di prendere parte».
Il capo politico non ha nascosto che preferirebbe saltare il turno elettorale. «Se ci presentiamo ora non avremo tempo di avere degli stati generali per creare un’organizzazione solida» del Movimento 5 Stelle. E «abbiamo bisogno degli stati generali – ha detto ancora –, servono 3-4 mesi almeno per definire gli obiettivi dei prossimi 10 anni». Un passaggio Di Maio lo ha dedicato anche all’eventualità di un alleanza con il Pd, spiegando che «nessuno vuole andare con il Pd su quei territori, vogliamo presentarci da soli».

SPADAFORA: «MEGLIO SALTARE LE REGIONALI» Interviene nel dibattito anche il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, che consiglia agli attivisti di votare “sì”, cioè “no” alla partecipazione alle elezioni regionali. «A distanza di 10 anni – scrive Spadafora su Facebook – il Movimento 5 Stelle ha raggiunto alcuni dei risultati che si era prefissato: la lotta alla casta e alla corruzione, il cambio del vecchio sistema dei partiti, l’importanza della democrazia diretta, fino al risultato straordinario del 4 marzo 2018. Oggi dobbiamo dimostrare lo stesso coraggio di allora: fermiamoci a riflettere su come migliorare il Movimento, anche alla luce dei risultati elettorali che non ci hanno premiato a livello locale, e su come rilanciare con nuove idee la nostra visione dell’Italia per i prossimi 10 o 20 anni – aggiunge -. Gli attivisti e i portavoce in Emilia Romagna e in Calabria hanno fatto un lavoro straordinario in questi anni sui territori che non sarà e non deve essere disperso ma penso che non dovremmo impegnarci nei prossimi mesi nelle campagne elettorali in Emilia Romagna e in Calabria per mettere invece tutti in condizione di partecipare ad un percorso in cui la priorità sia il M5S, per ripartire dalle sue origini visionarie, da nuove parole, da temi inediti; dalla capacità innanzitutto di generare la voglia di immaginare un Paese diverso e partecipare alla sua costruzione. Una pausa prima del nuovo lancio».







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