«Ricordare per non dimenticare», inaugurata la “galleria dei presidenti”

Intitolate ai primi cinque Presidenti dell’Ente le strade interne della Cittadella e presentata una sala che ricorda i diversi governatori che si sono succeduti dall’istituzione dell’ente ai giorni nostri

di Maria Rita Galati
CATANZARO Quando il ricordo diventa la strada battuta per rendere omaggio alla storia, quella che scorre sul volto segnato dal tempo di quanti hanno scritto i fatti di questa regione difficile, anche l’intitolazione di una strada diventa l’occasione preziosa di alimentare la memoria, degli uomini e delle istituzioni. Ed è così che l’inaugurazione della Galleria dei Presidenti della Regione Calabria e l’intitolazione ai primi cinque Presidenti dell’Ente delle strade interne della stessa Cittadella, nell’intento del presidente in carica Mario Oliverio, diventa una occasione preziosa per “esercitare” il ricordo come fatto non meramente nostalgico, «ma come ricostruzione della storia, quanto mai importante per il presente e il futuro di una comunità come la nostra».
La storia è «sempre una bussola, la conoscenza del cammino, senza si naviga a vista». Oliverio lo afferma guardando negli occhi Rosario Olivo, Guido Rhodio, Donato Veraldi, GiovanBattita Caligiuri, Peppino Chiaravalloti, Gigi Meduri, gli ex presidenti che lo hanno preceduto nella responsabilità dello scranno più importante della Regione, i familiari dei presidenti scomparsi (Antonio Guarasci, Aldo Ferrara, Pasquale Perugini, Bruno Dominijanni e Francesco Principe), uomini che hanno preso sulle spalle responsabilità e problematiche difficili da gestire e risolvere, sacrificando tempo per la propria vita personale. Mentre Oliverio descrive il peso di muoversi nei confini di una regione come la Calabria, bell’aria si coglie l’intesa di quel percorso comune compiuto con spirito di servizio, anche nell’inevitabile senso di incomprensione e di impotenza che capitano lungo un percorso sempre impervio. Rappresentanti politici, consiglieri regionali e il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, per una giornata solenne nella Cittadella regionale, prima nella sala oro e poi lungo le strade interne come in una processione laica, costellata di aneddoti, ricordi e occhi lucidi. «Si tratta di un momento storico – ha dichiarato il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio nel suo intervento introduttivo – in cui in questo luogo, che rappresenta la casa di tutti i calabresi, ricordiamo, con un’apposita galleria fotografica, coloro i quali hanno avuto l’onere e l’onore di essere eletti a presiedere la Giunta regionale della Calabria. E allo stesso tempo, doverosamente, ricordiamo i primi cinque Presidenti dell’Ente dalla sua istituzione nel 1970, intestando loro le vie interne della Cittadella. Il ricordo – ha aggiunto Oliverio – non è un fatto meramente nostalgico, ma è la ricostruzione della storia, quanto mai importante per il presente e il futuro di una comunità come la nostra. Ritengo che oggi più che mai sia indispensabile coltivare la nostra memoria collettiva, riannodare i fili della storia del regionalismo, che ha vissuto, in cinquant’anni, fasi alterne e delicate».
Oliverio si è poi soffermato sulle cinque figure politiche scomparse che hanno presieduto la Regione, a cui vengono intitolate le strade interne del palazzo regionale. «Si tratta – ha affermato – di cinque personalità di primo piano della storia politica calabrese: Antonio Guarasci, Aldo Ferrara, Pasquale Perugini, Bruno Dominijanni e Francesco Principe con cui ho anche condiviso tappe importanti del mio percorso politico e che hanno contrassegnato l’avvio e l’affermazione del regionalismo in una fase storica contraddistinta da grandi lacerazioni e crisi economiche».
Il presidente Oliverio ha voluto sottolineare anche l’importanza di essere riusciti a portare a termine e trasferire le 23 sedi dislocate nella Cittadella regionale. «Un momento di svolta nella storia della Calabria a cui tutti i miei predecessori hanno contribuito affinché la Regione si dotasse di un’unica sede, superando ostacoli e contrapposizioni”. Infine un pensiero ai familiari di chi ha rappresentato negli anni la guida della Calabria “assumendo un ruolo di grande difficoltà e sacrificio».
«Oggi – ha concluso il Presidente Oliverio – siamo tutti insieme, senza distinzioni politiche, a dare dignità e tono alla nostra terra. Una terra che può vincere la sfida del futuro solo se si contrappone in maniera unitaria ad uno stereotipo che purtroppo negli anni l’ha danneggiata enormemente: quella di un luogo negativo, incapace di essere considerata come risorsa. Insieme dobbiamo invece tendere a una visione non più nichilistica, elevando quella parte di Calabria, la più consistente, che quotidianamente si rimbocca le maniche e opera con grande coraggio e professionalità». La cerimonia si chiude tagliando il nastro del lungo corridoio che diventerà il pantheon dei presidenti emeriti, con la benedizione di monsignor Don Gregorio Montillo, Vicario generale dell’Arcidiocesi di Catanzaro e Squillace. (redazione@corrierecal.it)





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