Regionali, Cristallo a Oliverio: «È necessario un passo indietro in nome di uno sforzo collettivo»

La portavoce calabrese del movimento delle 6000 sardine risponde al governatore che ieri aveva aperto ad una candidatura «giovane»: «Occorre uno sforzo unitario per arginare la deriva leghista»

CATANZARO Non si fa attendere la risposta di Jasmine Cristallo al governatore Oliverio che proprio ieri aveva aperto alla proposta dei giorni scorsi di candidare un giovane in nome di una nuova primavera politica del centrosinistra calabrese (qui la notizia): «Ho ascoltato la risposta che Oliverio ha inteso dare al mio appello. Ho letto con attenzione le reazioni di molti. Metto da parte le interpretazioni semplicistiche, i possibili tatticismi, le eventuali strumentalizzazioni e decido di attenermi solamente ai fatti: il Presidente della Regione Calabria – continua sui suoi canali social – attraverso una lettera annunciata durante una conferenza stampa tenutasi in una sede istituzionale, ha risposto all’appello che nei giorni scorsi avevo rivolto a tutti i protagonisti di questa delicata fase politica e si è detto pronto ad un “passo indietro” per favorire un progetto unitario».
E tuttavia, la portavoce calabrese del movimento delle “6000sadine” intende ribadire la sua posizione, «condivisa e sostenuta dai ragazzi del coordinamento nazionale del movimento, è quella della necessità di uno sforzo unitario e di una reale rigenerazione della classe dirigente perché si possa realmente fronteggiare la deriva leghista con tutte le sue conseguenze. È necessario, funzionale e politicamente corretto un “passo indietro”, che possa rendere credibile e valida questa imminente competizione elettorale».
La Cristallo, quindi, chiede un «passo indietro in nome di un progetto collettivo, che coinvolga tutti i candidati oggi in campo per provare a rilanciare nel vivo di uno scontro senza precedenti, una politica che ribadisca la centralità, la difesa e l’attuazione della Costituzione e dei valori in essa contenuti».
«Il mio appello – conclude – è solamente un amplificatore di un insieme di sensibilità, di innumerevoli anime, intelligenze, voci e storie di cui la nostra Regione è ricca e generosa.
Serve che ognuno con la propria storia, con le proprie specificità, senza abbuoni e giustificazioni per le contraddizioni politiche e gestionali del passsato, trovi la forza di assumere e far vivere il coraggio delle madri e dei padri costituenti allorché si diede vita all’Italia Democratica.
L’appello ritmato unità unità unità, cresce, si diffonde, penetra sempre più nelle coscienze e nei territori: tradirlo sarebbe miope, fallimentare e senza attenuanti».







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