Gallo, Orsomarso e Parente: «Occorre fermare il “poltronificio Oliverio”»

I tre consiglieri regionali d’opposizione denunciano le ultime nomine decise dall’esecutivo regionale: «A legislatura ormai chiusa dopo Arcea tocca Ferrovie Calabria»

REGGIO CALABRIA «A legislatura ormai chiusa, con la Giunta monca e in carica solo per l’ordinaria amministrazione, il presidente della Regione continua a sfornare nomine negli enti regionali: dopo Arcea, adesso è la volta delle Ferrovie della Calabria». Lo affermano, in una nota congiunta, nel quale lamentano «il fervente attivismo del premiato poltronificio Oliverio», il capogruppo della Cdl Gianluca Gallo e i consiglieri regionali Fausto Orsomarso (Misto-FdI) e Claudio Parente (FI).
«Pensavamo che nei suoi cinque anni di non governo – sostengono Gallo, Orsomarso e Parente – Oliverio avesse toccato il fondo. Adesso, a legislatura finita, dopo aver lasciato la Calabria in esercizio provvisorio per l’incapacità di approvare persino il bilancio di previsione, il presidente e ciò che resta della sua giunta hanno iniziato a scavare. Con incredibile sequenza e scientificità, con l’evidente complicità di un pezzo di burocrazia regionale, nelle ultime settimane ha inanellato una serie di nomine. Già nei giorni scorsi aveva destato clamore l’avviso pubblico col quale il dipartimento Agricoltura aveva improvvisamente avviato le procedure per la costituzione di un elenco di candidati idonei all’assunzione dell’incarico di direttore dell’Agenzia della Regione Calabria per le erogazioni in agricoltura, da designarsi a cura del presidente della giunta regionale. Adesso, con un blitz lampo, il copione si ripete».
«Il 9 dicembre – affermano ancora i tre esponenti del centrodestra – è stato pubblicato un ulteriore avviso, stavolta da parte del Dipartimento Infrastrutture, finalizzato a favorire la presentazione di candidature di soggetti idonei a ricoprire l’incarico di amministratore unico delle Ferrovie della Calabria: gli interessati avranno tempo fino al 21 dicembre per far pervenire le proprie domande. Dopo di che, c’è da immaginarlo vestito da Babbo Natale, Oliverio provvederà alla nomina del fortunato. Una vicenda grottesca, ormai prossima ad assumere i contorni dello scandalo, nell’indifferenza del Pd e del centrosinistra, che di giorno flirta con le Sardine vestendo i panni del rinnovamento, e di notte briga per portare a casa poltrone e strapuntini. È un modus procedendi sconcertante, sul filo della legittimità, gravemente inopportuno e politicamente censurabile: qualcuno fermi Oliverio. Non può un presidente uscente, ormai privo di maggioranza e con diversi assessori in libera uscita se non già dimessisi, procedere a nomine dal sapore elettoralistico, che finiranno con il pregiudicare le scelte del futuro governo regionale».
«Questa politica fatta di occupazione militare dei posti chiave delle agenzie e aziende regionali – sottolineano Gallo, Orsomarso e Parente – va non solo condannata, va fermata: è da queste cose che passa il rinnovamento autentico. Confidiamo che quanti vanno in piazza per protestare contro chi oggi è all’opposizione in Italia, al fianco di pezzi consistenti della maggioranza che nell’ultimo quinquennio ha trasformato in un deserto la Calabria, trovino tempo per spendere una parola per ciò che avviene proprio in Calabria, tra mura amiche».





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