Salvini a Reggio: «Il centrodestra compatto vincerà. Ma se qualcuno vuole andarsene è libero»

Il leader leghista inizia la sua marcia elettorale verso le regionali, ed arriva a Reggio accolto da una nutrita folla di sostenitori: «Fino a qualche anno fa non sarebbe stato possibile». Ma non mancano le contestazioni: «Perché fino a qualche anno fa volevi bruciare la Calabria e tutto il sud?» – FOTO e VIDEO


di Alessia Candito
REGGIO CALABRIA
Chi aspettava l’annuncio del nome del candidato con cui il centrodestra si giocherà la partita delle regionali, è rimasto deluso. Arrivato a Reggio Calabria per l’ultima tappa del suo tour calabrese, l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini dà il via alla campagna elettorale nonostante ancora non si sappia con chi il centrodestra si presenterà all’appuntamento e soprattutto se ci arriverà tutto intero. L’incognita ha il nome del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, che a forza di gomitate si era imposto come candidato governatore fra i suoi di Forza Italia, ma contro cui la Lega ha fatto le barricate. Portando a casa il risultato. Scaricato Occhiuto, gli azzurri avrebbero scelto l’ex vicesindaco (e forse anche ex amica) di Occhiuto, Iole Santelli, provocando le ire del primo cittadino della città bruzia, sempre più determinato – fa capire da giorni – ad una corsa in solitaria. Ma sulla questione Matteo Salvini glissa. A Catanzaro, a Vibo e persino a Reggio Calabria, dove è previsto “l’incontro con i cittadini”. «Il centrodestra compatto vincerà in Calabria – si dice certo – se qualcuno si tirerà fuori dal centrodestra è libero di farlo – ha detto – ma conterà men che zero» si limita a dire. Il candidato?

Tra la folla anche il sindaco ineleggibile di Riace, Antonio Trifoli

Arriverà «nelle prossime ore chi di dovere indicherà il nome del candidato presidente, ma chiunque sarà la sinistra andrà a casa». E mentre lancia l’opa sulle candidature per le prossime comunali di Reggio, anticipando «Per Reggio un uomo e una donna indicati dalla Lega non mi dispiacerebbero», parte con “il disco” già rodato in Emilia da campagna elettorale, con frecciate equamente divise fra gli ex alleati Cinque Stelle e il Pd. I temi sono quelli cari all’ex ministro dell’Interno: dai migranti alla famiglia naturale, dalle radici cristiane dell’Europa al “prima gli italiani”, promette strade, treni e sanità ottimali, «come nelle regioni che amministriamo noi al Nord». Salvini recita il suo show. E piace. La platea è piena e partecipe, qualcuno interviene e lui risponde e ringrazia, soprattutto la signora – ci tiene a sottolineare – «che mi ha detto che sono più magro di quanto appaia in televisione». È arrivato in ritardo e ha tempi contingentati Salvini. In serata lo aspettano anche ad una secret-cena convocata con invito laconico come quello per un rave illegale, cui solo amministratori locali, parlamentari ed euro parlamentari «senza eccezioni» sono ammessi e c’è sempre la parentesi selfie da calcolare. Quindi ad un certo punto taglia corto, accenna un inchino e ringrazia. «Sono commosso per l’accoglienza ricevuta.

L’invito alla secret-cena

Fino a qualche anno fa – dice- non sarebbe stato possibile». E un’artista che per lungo tempo ha soggiornato a Riace, salta in piedi e gli spiega perché. «Perché fino a qualche anno fa volevi bruciare la Calabria e tutto il Sud» urla. Prima stupita, poi imbufalita la platea le si scaglia contro, la sommerge di fischi mentre i poliziotti sono rapidi a portarla via, al riparo dalle ire del popolo della Lega. Salvini cerca di calmare gli animi «è il bello della democrazia» dice, ma il momento-emozione è sfumato, l’atmosfera è cambiata e allora non resta altro che chiudere con l’ormai noto «Viva l’Italia, viva la Calabria» e poi «c’è qualcuno che vuol farsi un selfie?»





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