Demoskopika dà i voti ai leader. «Meloni ok, Di Maio appena sufficiente, Renzi bene ma autoreferenziale»

Il presidente dell’Istituto, Raffaele Rio, interpellato da Ofcs.report, consiglia ai vertici della politica nazionale di ricalibrare (in parte) la loro comunicazione

COSENZA È Giorgia Meloni il leader di partito con più appeal, secondo le pagelle stilate da Raffaele Rio, presidente dell’Istituto Demoskopika, interpellato da Ofcs.report. «Ora è il momento di pensare in grande – dice del presidente di Fratelli d’Italia, a cui assegna un 8,5 – Lasci la pancia degli italiani puntando dritto alla loro mente con una comunicazione “poli-tecnica” fatta di messaggi chiari, proposte concrete con l’ausilio, perché no, di infografiche tanto care all’opinione pubblica». Matteo Salvini, a cui viene assegnato un 8, «è il risultato perfetto di propaganda social e partecipazione territoriale. Una macchina da guerra che girando in lungo e in largo lo Stivale sta provando, con ogni mezzo, a contaminare il Paese di verde. Dovrebbe investire maggiormente sulla cantierabilità comunicativa delle sue proposte». Per Luigi Di Maio, invece, solo un 6, perché «è quotidianamente condizionato da una relazione inversamente proporzionale tra la sua sopravvivenza politica e quella del Movimento 5 Stelle. Dovrebbe assumere decisioni coerenti e conseguenziali ai proclami di autocritica».
Nicola Zingaretti ha «il merito di aver tenuto testa ad una possibile debacle dello storico partito della sinistra italiana. Al segretario dei Democratici si consiglia più coraggio, una comunicazione meno “calata dall’alto” se non vuole condannare il Pd a vivere nell’eterno limbo». Il voto è 6,5. Matteo Renzi, infine, «ha saputo riemergere dall’impossibile, costruendo in poco tempo un nuovo soggetto politico che, nella Leopolda 2019, ha trovato una connotazione programmatica, partecipativa e apparentemente consapevole. Adesso, a parte l’errore del logo di Italia viva più evocante un “detergente intimo” che una forza politica proiettata a salvare l’Italia, è il momento di dimostrare di non essere una forza local ma global. Meno comportamenti autoreferenziali da “sindrome di Grimilde” associati ad una rottamazione, quella vera, che ceda il posto ad una nuova classe dirigente nei territori, possono aiutare i renziani a superare la soglia psicologica del 5 per cento». Il voto è 7.







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