I candidati governatori all’Unical. «Il sistema universitario langue risorse e iscritti»

Nel Rettorato dell’Università della Calabria tre dei pretendenti alla carica di presidente (Santellli assente per la malattia) hanno ascoltato le richieste degli accademici. La priorità è la riforma della legge regionale sul diritto allo studio. Callipo: «I nostri studenti devo rimanere qui». Aiello: «Atenei volano di sviluppo». Tansi: «Risorse per le università siano strutturali». Il messaggio di Jole: «Sistema centrale nel Mediterraneo»

RENDE Gli accademici hanno le idee chiare e alla politica fanno una richiesta specifica: soldi. Milioni di euro per garantire un assegno puntuale a chi ha diritto alla borsa di studio, così come a chi, nel sistema universitario calabrese, porta avanti progetti o dottorati di ricerca. In ultimo, finanze per gli aggiornamenti del personale tecnico e per garantire la sussistenza delle mense e degli alloggi universitari. «Siamo messi così male che quest’anno non abbiamo potuto programmare il tourn-over». Il sistema universitario langue risorse e iscritti. Negli ultimi anni sono diminuiti di circa 1 milione (annuo) gli introiti di cassa e lo stesso indice con il segno negativo è stato registrato con le immatricolazioni. Ai candidati alla carica di governatore il dato è stato illustrato dal professore Gianluigi Greco che in rappresentanza del senato accademico ha palesato le difficoltà del sistema universitario calabrese. I referenti dell’Unical, dell’Università Magna Graecia, dell’Università Mediterranea e dell’Università per stranieri, si sono ritrovati dinnanzi a Pippo Callipo, Carlo Tansi e Francesco Aiello (assente Jole Santelli per motivi di salute) nel cubo di vetro dove ha sede il rettorato dell’Università della Calabria. Tante richieste, poche soluzioni a dire il vero. I candidati hanno registrato i dati, molti li conoscevano già ma nessuno di loro ha dato una risposta concreta. L’intenzione è comunque quella di portare avanti quello che, a onor della cronaca, ha fatto l’ex presidente Mario Oliverio capace con una programmazione triennale di eliminare la figura dell’idoneo beneficiario (qui la notizia). Il dibattito è stato aperto con i saluti del rettore, Nicola Leone, seguito dall’intervento di Vincenzo Fallico in rappresentanza degli studenti e di Agostino Gnasso, Franceso Carlo Morabito e Domenico Siclari rispettivamente dell’università di Catanzaro, Reggio Calabria e Tropea (Università per stranieri).
COSA DICE LA POLITICA «Per quanto sia una pratica inusuale io sono venuto per ascoltare e questo continuerò a fare anche qualora sarò eletto come presidente». Pippo Callipo, tra i quattro rompe gli indugi. «È logico che mi batterò affinché i nostri studenti possano rimanere a studiare in Calabria godendone di tutti i benefici ma è altrettanto vero che non possiamo pensare che i finanziamenti esterni ci arrivino dal mondo dell’imprenditoria. In Calabria non ci sono colossi industriali, per cui per mantenere i ragazzi qui abbiamo due possibilità: o legarli con i piedi a dei ceppi di legno oppure creando delle opportunità. Questo aldilà dell’industria. Bisogna riattivare il comparto della sanità, quello delle infrastrutture, il turismo in modo scientifico e i percorsi di formazione». Sulla necessità di insistere affinché si crei uno stretto rapporto tra territorio e ambiente universitario ha invece insistito Francesco Aiello. «Dobbiamo fare i conti con un sistema delle imprese molto debole, per questo le università devono essere volano dei territori. Solo innovando in modo massiccio è possibile creare le condizioni per migliorare l’intero sistema regionale. Ma quando parliamo di università – ha aggiunto il candidato del M5s – non dobbiamo dimenticare neanche come agli studenti debba essere garantito il diritto ad una mobilità efficiente ed efficace che permetta di collegare l’intera regione con tutti i poli universitari». Ha un obiettivo specifico invece Carlo Tansi: «Tutte le problematiche che ci sono state palesate nel mio programma elettorale sono ampiamente trattate. Le risorse per il diritto allo studio devono diventare strutturali, i fondi del diritto allo studio non devono essere recuperati in modo improvvisato ma dobbiamo trovarle nei capitoli di bilancio». Attraverso una comunicazione inviata ai partecipanti, Jole Santelli ha invece ribadito come «L’integrazione tra Università e Regione deve diventare un valore irrinunciabile per produrre innovazione e sviluppo e consentire di costruire legami sociali, favorendo l’incontro tra soggetti diversi su interessi comuni. Ci vuole un approccio sistemico che dovrà richiedere un coordinamento degli interventi sia a livello verticale, sia a livello orizzontale. Contestualmente, questo processo di integrazione dovrà essere più visibile, comunicato meglio, e diventare più attrattivo – scrive Jole Santelli -. Proviamo a pensare in prospettiva: oltre a un cambiamento percettivo sul tema del sud nel suo complesso e un diverso approccio al modello di sviluppo occorre posizionare il sistema universitario calabrese anche al centro del Mediterraneo. È un bene per l’Italia e per l’Europa». (mi.pr.)





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