Salvini: «Pescare più pericoloso che spacciare». E a Riace: «Migranti turisti che non pagano»

Il leader leghista incontra a Catanzaro esponenti dell’associazione di categoria e lancia proposte per il comparto: «Mi piacerebbe ci fosse un assessorato agricolo di montagna». Il comizio a Riace: «L’unica immigrazione è quella dei figli dei calabresi. Qui vogliamo portare turisti che pagano, non quelli che sono pagati»

CATANZARO All’Hotel Perla del Porto di Catanzaro Lido è iniziata la lunga giornata calabrese di Matteo Salvini che ha “recuperato” la visita a Confagricoltura Calabria che non era stata possibile durante il suo ultimo soggiorno calabrese. Alla presenza del presidente Alberto Statti, Salvini, che intanto continua a strizzare l’occhio al settore agricolo regionale, ha portato i suoi saluti al convegno “Noi la terra. Noi l’impresa. Noi il futuro”.
Sanità, infrastrutture, ma soprattutto turismo ed ovviamente agricoltura «che significa mangiare bene, e l’uomo è ciò che mangia». Questi sono i temi toccati dal segretario leghista che si dice fiero di questa iniziativa. «Quando saremo eletti – perché saremo eletti – mi piacerebbe che di anno in anno ci fossero iniziative come questa per confrontarci sullo stato dei lavori, su cosa va e cosa dobbiamo migliorare».
Il primo tema è il turismo: «Le Castella, Tropea e molte altre sono bellissime località turistiche sfavorite da una pessima viabilità. se il turista non può arrivarci rimangono delle incompiute. Non è pensabile – aggiunge – che in Calabria per il turismo, come per la pesca e l’agricoltura non ci sia un assessore dedicato». Salvini continua a strizzare l’occhio all’assessorato già “prenotato” negli scorsi incontri spiegando quali migliorie potrebbe portare una figura dedicata al settore: «Se non hai una persona che partecipa agli incontri e alle convention è difficile che poi vendi le olive calabresi all’estero».
Poi l’attenzione del leader del carroccio si è spostata sulla pesca: «Ieri ho incontrato una delegazione di pescatori di Bagnara che mi hanno spiegato tutte le difficoltà, i vincoli e i controlli ai quali sono soggetti». Cosa, questa, che rende sempre più difficile l’attività: «Ormai è diventato più rischioso pescare che spacciare cocaina per strada». Quindi, ironico, attacca le quote pesca: «Se io pesco al lago ed ho la quota spada e non la quota tonno come faccio a dire che al tonno di non abboccare al mio amo?».
Secondo il leader della Lega, il sistema, per come è oggi concepito sta mettendo a rischio «centinaia di posti di lavoro e di famiglie che poi sono costrette a lasciare la regione». Così critica l’irrigidimento delle politiche contro le attività di pesca e venatorie scherzando sul fatto – a detta sua – che «in Emilia ci sono dei gruppi che si sono schierati in difesa della nutria». E a chi richiama l’attenzione al tema ambientale strettamente connesso alla tutela della flora e della fauna, terrestri e marine, dice: «Prima viene la vita dei nostri agricoltori e poi la flora e la fauna. C’è chi vorrebbe trasformare il cinghiale in un animale di compagnia». Salvini pensa poi alle zone di montagna della regione: «Mi piacerebbe che in Calabria venisse istituito un assessorato dell’agricoltura di montagna del quale possa occuparsi una persona che vive in montagna e non qualche radical chic».
E sull’onda del suo cavallo di battaglia inizia la sfida a distanza che in questi minuti lo sta conducendo sulla strada verso Riace: «Io dopo vado a Riace. Lì ricorderò che l’unica immigrazione sulla quale lavoreremo è quella dei figli dei calabresi che vogliono tornare in Calabria. Non mi interessa la schiavitù».
La sua è una fitta campagna elettorale. Ancora più fitta di quella dei candidati stessi: «Non so quanti leader di partito vadano in giro a fare tutti questi incontri. O sono a Roma o sono altrove. Io – sottolinea – ho il dovere, come politico, di ascoltare le persone». E a chi si chiede come la Lega sia riuscita ad arrivare a candidarsi alle regionali in Calabria per la prima volta nella storia risponde: «Per demerito altrui. Non del popolo calabrese, ma di chi ha governato» prendendo ad esempio l’emergenza rifiuti «che non è una questione di incompetenza, ma di complicità col malaffare».
CENTINAIO: «IL DIFFICILE INIZIA IL 27 GENNAIO» Anche il senatore legista ed ex ministro dell’Agricoltura e Turismo Gian Marco Centinaio, giorni a fianco di Matteo Salvini in Calabria per la campagna elettorale, ha voluto dire la sua sui temi del dibattito: «Vediamo un ottimismo nei confronti della Lega – afferma il senatore -, e la mia presenza qui è anche per rimarcare il fatto che su due argomenti, come agricoltura e turismo, noi vogliamo fare qualcosa in più, perché riteniamo che in passato la Calabria sia stata un po’ dimenticata. Oggi avrò un incontro con Confagricoltura e con le associazioni di categoria, e penso che, nel momento in cui avremo vinto le elezioni, se le vinceremo, attraverso questi due settori avremo la possibilità di poter rilanciare un piano di occupazione per la Calabria. Sull’agricoltura, la Calabria può dire tantissimo. Ci sono prodotti agroalimentari qui che il mondo ci invidia, e sul turismo ritengo che questa terra possa vivere, non dico 365 giorni all’anno, ma almeno 300, di turismo». E sul fatto che la Lega potrebbe raccogliere i voti dei 5 stelle delusi aggiunge: “Più che il voto del M5S, intercetteremo il voto di quei calabresi stanchi delle promesse non mantenute. Che poi siano calabresi che abbiano votato il M5S, abbiano votato Pd o magari non abbiano votato affatto, poco importa. Quello che vediamo è che tante persone che in passato hanno votato M5S, si stanno rivolgendo a noi perché ritengono il nostro un progetto vincente e innovativo, nonostante la Lega sia il partito più vecchio dell’arco costituzionale. Però sappiamo ancora dare quelle risposte che la gente ci chiede. Ma dobbiamo continuare a lavorare, perché il difficile inizia il 27 gennaio».
LA VISITA A RIACE: «SINISTRA GENEROSA CON I MIGRANTI PERCHÉ CI GUADAGNAVA» «Quando andrò al Governo, bloccherò gli sbarchi di migranti e chiuderò i porti. In Calabria vogliamo i turisti che pagano, non quelli che sono pagati». Lo ha detto Matteo Salvini a Riace, seconda tappa della sua visita di oggi in Calabria. «Ovviamente a sinistra – ha aggiunto Salvini – coglievano l’occasione dei migranti non perché sono generosi ma perché ci guadagnavano un sacco. Voi qui ne sapete qualcosa». L’ex ministro dell’Interno è stato accolto a Riace dal sindaco Antonio Trifoli e da alcuni esponenti calabresi della Lega. «Buoni sì, ma fessi no. La Calabria è terra di accoglienza e di volontariato, ma se non ci sono case e lavoro per tutti vengono prima i calabresi e gli italiani e poi il resto del mondo». Lo ha detto Matteo Salvini a Riace. «Per qualcuno – ha aggiunto – questo è razzismo. Per me è buonsenso da padre di famiglia ed anche legittima difesa. In Calabria c’è una disoccupazione giovanile del 60 per cento. Ciò vuol dire che sei ragazzi su dieci, arrivati al diploma e alla laurea, hanno come unico destino quello di scappare».
«L’immigrazione a cui vogliamo lavorare, non solo in Calabria ma in tutte quelle terre che in Italia soffrono la fuga dei giovani – ha detto ancora Salvini – è quella dei figli e dei nipoti dei calabresi costretti a scappare altrove per trovare un futuro». (f.d.)

 







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto