Forza Italia e il “salviniano” Abramo, a Catanzaro è sfida nella sfida

Sindaco sempre più legato al leader della Lega dopo l’incontro dei giorni scorsi: alle Regionali inevitabile una “conta” con gli azzurri destinata a terremotare gli assetti del centrodestra

CATANZARO La sfida nella sfida. A Catanzaro le Regionali saranno destinate ad avere una valenza doppia alla luce delle evoluzioni che negli ultimi giorni hanno riguardato il campo del centrodestra. Il plateale “endorsement” del leader della Lega Matteo Salvini al sindaco Sergio Abramo, suggellato con tanto di incontro, strette di mano e sorrisi nel palazzo dei palazzi del capoluogo, la sede del Comune, è il preludio a un probabile futuro “terremoto” negli equilibri della coalizione in città e, quindi, anche in Calabria: perché è evidente che l’abbraccio “salviniano” di Abramo finirà con l’allargare il divario che oramai da tempo separa il primo cittadino dal gruppo di Forza Italia guidato da Mimmo Tallini e da Claudio Parente. Il divario, del resto, si è materializzato recentemente nel corso di un’iniziativa elettorale – la presentazione della candidatura dello stesso Tallini alla presenza del vicepresidente di Forza Italia Tajani – che doveva essere l’occasione per una ripresa del dialogo tra Tallini e Abramo e invece è stata rivelatrice del solco esistente tra le due posizioni. Perché, nelle interviste con i cronisti, Abramo, che “sotto sotto” Salvini già auspicava fosse il candidato governatore proposto da Berlusconi, ha esplicitamente specificato di sentirsi non tanto di Forza Italia quanto di centrodestra, strizzando chiaramente l’occhio alla Lega nel momento in cui ha stigmatizzato la classe dirigente meridionale capace di dissipare un mare di risorse in passato. A sua volta Tallini, che al solito va dritto al cuore delle questioni e non ha mai mancato di evidenziare le pulsioni “cannibalesche” della Lega nella trattativa per la candidatura a governatore, ha spiegato che la recente evoluzione di Salvini non lo convince nemmeno un po’ e che comunque con la Lega tante cose andranno chiarite. Ed è abbastanza superfluo osservare che, a questo punto, a determinare i rapporti di forza tra i big del centrodestra catanzarese sarà l’inevitabile “conta” alle Regionali, alle quali anche Abramo di fatto partecipa avendo schierato uno dei suoi fedelissimi, Filippo Mancuso, nella lista della Lega, e anche con consistenti possibilità di elezione, considerando che un intero gruppo consiliare – “Catanzaro con Abramo” – e altri pezzi “sparsi” della maggioranza al Comune stanno lavorando per Mancuso (Abramo). «Inutile nasconderlo, il 26 gennaio in gioco c’è la vittoria in città con tutto quello che questo comporta anche a livello regionale», confida un consigliere comunale molto vicino ad Abramo. E gli analisti politici del capoluogo già si spingono in avanti fino a delineare possibili scenari sull’asse Comune-Regione (passando anche per la Provincia, dettaglio da non dimenticare): non manca infatti chi ritiene che un “boom” della Lega alle Regionali e in particolare nella città di Catanzaro possa spalancare ad Abramo la porta di un assessorato di peso (bilancio, fondi europei?) in quota Lega (Salvini), anche se questo epilogo significherebbe tornare anticipatamente al voto al Comune e alla Provincia. In ogni caso, soprattutto a livello comunale, le Regionali non saranno indolori per il centrodestra catanzarese, perché la nascita del primo gruppo della Lega nella storia di Palazzo De Nobili appare sempre più plausibile, e già questo potrebbe riscrivere gli assetti tra i banchi della maggioranza e produrre contraccolpi anche nell’amministrazione cittadina. E poi si tratterà di capire cosa faranno Fratelli d’Italia di Wanda Ferro e l’area “Catanzaro da Vivere” riconducibile all’ex senatore Piero Aiello e a Baldo Esposito, al momento in una posizione – più o meno – “neutra” tra i due protagonisti della sfida nella sfida del 26 gennaio. (a. cant.)







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