Mobilità, Raso: «Aeroporto di Lamezia al centro delle strategie regionali»

Per il leghista, ai grandi numeri dello scalo non corrisponde una «piena e continua integrazione con la città. Se vogliamo parlare di sviluppo servono investimenti mirati»

LAMEZIA TERME I grandi numeri di un aeroporto non «integrato» con la città. Pietro Raso, candidato nella lista della Lega (circoscrizione centro) in una nota manifesta ottimismo per i risultati ottenuti nel 2019 dallo scalo lametino, ma anche un contesto «non dei migliori».
«Se i numeri hanno un valore, ed indiscutibilmente lo hanno, quelli dell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme – è quanto afferma Raso – suscitano ottimismo e dovrebbero motivare una piena e consapevole progettualità per il futuro. Lo scalo aeroportuale lametino ha chiuso il 2019 all’insegna dei record con circa tre milioni di passeggeri e ben 20mila aerei movimentati, è dunque una realtà strategica per i destini dell’intera regione. Si tratta di una di quelle infrastrutture che non solo garantiscono il diritto alla mobilità ma possono determinare o sostenere percorsi di sviluppo anche e soprattutto turistico».
Tuttavia, «ed a dispetto di toni forse un po’ troppo trionfalistici ed unicamente orientati all’analisi dei numeri che riguardano passeggeri e movimenti», la situazione di contesto dell’aeroporto di Lamezia Terme «non è delle migliori», spiega Rago.
«Non lo è per la mancanza di una piena e continua integrazione con la città – avanza – non lo è per i collegamenti da e verso l’intera regione, non lo è per la condizione in cui versa un’aerostazione progettata per ben altri numeri e dimensioni. La vicenda è ormai nota e sembra essere caduta in un colpevole e disinteressato oblio, l’aerostazione, soprattutto in alcuni periodi dell’anno, letteralmente scoppia ed a pagarne le conseguenze sono i viaggiatori, gli esercizi commerciali e l’immagine dell’intera regione. Purtroppo ritardi, indecisioni, cambi di strategia e di governance hanno di fatto impedito sino ad ora non solo l’utilizzo produttivo dei fondi garantiti dall’Unione Europea ma anche la possibilità di essere pronti e per tempo ad una crescita esponenziale di passeggeri e movimenti».
A suo dire, la Regione, «nel definire le proprie strategie di investimenti per sostenere ed ampliare le performance turistiche dell’intero territorio, non potrà che partire da un ampia ed organica progettualità che metta al centro proprio l’aerostazione di Lamezia Terme ed i suoi sempre più necessari collegamenti; sull’area centrale della Calabria, lungo l’asse Lamezia-Catanzaro, occorre una visione i cui concetti di base siano integrazione e mobilità partendo dalle due città e comprendendo i tanti comuni che ruotano attorno ai due centri urbani».
«Se vogliamo parlare di sviluppo ed immaginare risultati concreti – termina Pietro Raso – non c’è dubbio che la Regione abbia l’obbligo di riservare, anche e soprattutto nella programmazione 2021/2027, risorse che siano strategicamente orientate e produttive».







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