Sistema fognario in “bolletta”, in mare una parte di liquami di Crotone

Il commissario straordinario alla depurazione Enrico Rolle scrive a Tiziana Costantino ed invita il municipio ad «allacciare anche l’impianto fotovoltaico realizzato nell’intervento»

di Gaetano Megna
CROTONE
Finiscono a mare e senza alcun trattamento una parte dei liquami fognari di Crotone.
Lo scrive in una nota indirizzata al commissario prefettizio della città pitagorica, Tiziana Costantino, il commissario straordinario unico per il coordinamento e la realizzazione degli interventi di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue urbane, Enrico Rolle.
Il Comune di Crotone è beneficiario di un finanziamento «per gli interventi funzionali a garantire l’adeguamento alla sentenza di condanna della Corte di giustizia dell’Ue in materia di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue». L’intervento, già completato, prevedeva di realizzare il collettamento del sistema fognario della zona del lungomare cittadino per distribuire i liquami nei due depuratori operanti a Crotone: uno di proprietà del Comune e l’altro del Corap. Rolle, nella sua qualità di soggetto attuatore del progetto, ha individuato «alcune problematiche relative alla realizzazione e messa in esercizio delle opere necessarie».
Tra le criticità individuate dal commissario unico c’è quella degli allacci elettrici per il funzionamento delle pompe di sollevamento. Vista l’indisponibilità del Comune di Crotone, gli allacci sono stati intestati alla società che ha eseguito i lavori, Idrotecnica srl. Il 31 luglio scorso, però, sono state consegnate le opere «edili, elettromagnetiche ed elettriche» e in quella sede il Comune pitagorico «si era impegnato ad effettuare la voltura dei contratti di fornitura elettrica nel minor tempo possibile considerato che, a far data della suddetta consegna, le opere sono entrate in esercizio».
L’impegno assunto non è stato, però, mantenuto perché la voltura non è stata effettuata. Il 3 dicembre scorso, quindi, la ditta ha interrotto la fornitura elettrica ed ha chiesto il risarcimento del pagamento delle bollette effettuate prima di questa data. L’interruzione dell’energia ha bloccato il funzionamento di due stazioni di sollevamento e della vasca di ripartizione costruita nei pressi della stazione ferroviaria di Crotone. Una parte dei liquami, quindi, vengono sversati a mare e si è determinato il problema della compromissione della «funzionalità del sistema» a causa «della carente manutenzione della condotta di trasporto al depuratore comunale». Si creano depositi di fango e sabbia che ostruiscono “la sezione”. Secondo Rolle occorre subito procedere al riallaccio dell’energia elettrica e il Comune viene invitato ad «allacciare anche l’impianto fotovoltaico realizzato nell’intervento» per abbattere i costi dell’energia. L’altra questione che Rolle pone al commissario prefettizio riguarda «i nuovi interventi finanziati con il Patto per la Calabria», che riguardano il «potenziamento dell’impianto di proprietà del Corap, il completamento rete fognaria e collettori delle frazioni non servite del Comune di Crotone e la realizzazione impianto di fitodepurazione a servizio della località Iannello, nonché il completamento delle reti fognarie in alcune frazioni non servite». Si tratta di un finanziamento di 3,4 milioni di euro che Rolle chiede venga affidato alla sua struttura. Evidentemente il commissario teme che gli interventi non si facciano e che, quindi, i soldi possano tornare indietro. (redazione@corrierecal.it)







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