Chiappetta: «Nel Patto della salute forti limiti per le strutture private»

REGGIO CALABRIA «Il Patto della salute, per quanto riguarda gli accordi con strutture private, fissa una soglia di accreditabilità e sottoscrivibilità. Tali accordi potranno essere sottoscritti solo con strutture private che…

REGGIO CALABRIA «Il Patto della salute, per quanto riguarda gli accordi con strutture private, fissa una soglia di accreditabilità e sottoscrivibilità. Tali accordi potranno essere sottoscritti solo con strutture private che abbiano una dotazione di posti letto per acuti non inferiore a 60». È quanto afferma, in una dichiarazione, il consigliere regionale Gianpaolo Chiappetta. «Si tratta di una forte limitazione che, se dovesse essere approvata – prosegue Chiappetta – di fatto, determinerebbe gravi conseguenze in Calabria. Infatti, se il Patto della salute fosse applicato nella nostra regione così com’è, porterebbe alla chiusura di ben 20 aziende su 24; verrebbero meno 665 posti letto; perderemmo 1.300 unità lavorative, con in più, il danno economico-occupazionale determinato nell’indotto. C’è da dire, inoltre, che proprio recentemente, l’assetto della rete ospedaliera privata è stato rivisto e riorganizzato dalla struttura commissariale con un taglio dei posti letto per acuti che ha raggiunto il 45% di quelli disponibili. Ulteriori limiti e riduzioni, peraltro in contrasto con il nuovo assetto regionale, sono francamente eccessivi e inutilmente pregiudizievoli per una Regione che con coraggio, e non poche difficoltà, ha intrapreso un percorso di modernizzazione e sostenibilità del settore».   Secondo Chiappetta, «il paradosso è rappresentato dal fatto che, prima della riorganizzazione, molte case di cura private avevano più di 60 posti letto per acuti, ed ora, a riorganizzazione effettuata, quel numero è sceso e il Patto della salute, questa la contraddizione dannosa, prevedrebbe la possibilità di accordi solo con strutture che abbiano più dei famigerati 60 posti. In ragione di questa evidente necessità la terza Commissione consiliare, il 29 aprile scorso ha approvato, all’unanimità, un documento nel quale si chiede la rivalutazione delle indicazioni sulla soglia di accreditabilità e sottoscrivibilità contenute nel Patto della salute; lo spirito è stato ed è quello di una necessaria condivisione». 
«Penso che su questa vicenda – conclude Chiappetta – si debba avere la forza e la capacità di essere sistema nell’interesse della Calabria e dunque mi auguro che questo appello venga accolto da tutte le forze politiche e che, nella prossima seduta del consiglio regionale, si affronti il tema con l’obiettivo di giungere all’approvazione di un ordine del giorno che legittimi e impegni la presidenza della giunta a rappresentare questa esigenza in sede di Conferenza Stato-Regioni. Sarebbe una scelta logica e che peraltro corrisponderebbe a quanto già fatto da altre Regioni». (0050)







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