Salvini a Reggio: «Candidato a sindaco cercasi, anche non tesserato»

Dal palco del teatro Odeon il leader della Lega ha lanciato anche la campagna di tesseramento. Domani visita a una incompiuta

di Fabio Papalia
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EGGIO CALABRIA Tilde Minasi, Pietro Molinaro, Pietro Raso e Filippo Mancuso. Sono loro i primi consiglieri regionali calabresi della Lega, accolti sul palco dal leader Matteo Salvini tra un tripudio di leghisti reggini. Salvini è tornato a Reggio Calabria per ringraziare gli elettori che hanno dato alla Lega quattro consiglieri in Regione ma anche per ingraziarsi quelli delle prossime comunali di maggio. La Lega vede amaranto e fa un passo avanti in uno schieramento di centrodestra che ancora non ha espresso un candidato da contrapporre all’uscente Giuseppe Falcomatà. Di questo e dell’analisi del voto in Calabria si è parlato in un incontro riservato tenuto da Salvini con gli eletti e i vertici della Lega regionale all’hotel Excelsior prima del bagno di folla all’Odeon. «Non abbiamo ancora parlato di assessori, non ci sono ancora i consiglieri confermati. Abbiamo una grande responsabilità – ha affermato il leader del carroccio incontrando i giornalisti – siamo qua per ringraziare i calabresi ma anche per metterci subito al lavoro, abbiamo incontrato gli operai di aziende in difficoltà e appena verranno convalidati gli eletti, per entrare in ufficio e cominciare a mantenere tutti gli impegni presi, dalla sanità, al lavoro, agricoltura, infrastrutture, statale 106, il piano rifiuti, non vediamo l’ora di cominciare».
Pronti anche a gettarsi nella competizione delle comunali: «Ci saremo, per la prima volta ci sarà una lista della Lega e mi piacerebbe che ci fosse anche qualcuno all’altezza come candidato a sindaco, magari anche senza tessera di partito in tasca, non mi interessano le tessere di partito, che però faccia riferimento alla nostra area culturale perché qua il Pd ne ha combinate di cotte e di crude». Del resto Reggio Calabria lo ha anche eletto senatore e ormai la Calabria è un posto del cuore per Salvini: «È la prima grande regione del Sud che elegge dei consiglieri col simbolo della Lega quindi conto di tornarci se non una volta al mese, quasi. Perché – ha aggiunto – mi piace non solo prendere i voti e vincere le battaglie, ma confermarli questi voti, anche perché mezzo milione di cittadini calabresi non ha votato e quindi noi non ci accontentiamo di aver vinto, vogliamo parlare e convincere coi fatti tutti coloro che non ci hanno votato o sono rimasti proprio a casa. Abbiamo cinque anni belli che ci aspettano». 
Domani alle 10:15 sarà ancora «a presentare una delle tante incompiute» ovvero il cantiere del costruendo palazzo di giustizia. È dal palco del cineteatro Odeon che Salvini sfoggia il meglio del suo repertorio, elogia il procuratore capo di Catanzaro ma attacca quelli che lo indagano: «Dove c’è un procuratore come Nicola Gratteri io ci sono, ci sono giudici che vogliono combattere la ‘ndrangheta, e ci sono giudici che vogliono mandare a processo Salvini», replica al ministro dell’Interno che su Repubblica ha lanciato un allarme odio: «Oggi ho letto un’intervista del ministro dell’Interno che dice “l’emergenza per il governo è l’odio”. È sempre meglio amare che odiare e mi dispiace che qualcuno viva odiando il prossimo però, purtroppo, temo che le emergenze in Italia siano la disoccupazione, la malasanità, la ‘ndrangheta, il femminicidio, i morti sul lavoro, magari ci fosse solo il problema dell’odio». Un Salvini in grande spolvero che, nonostante ribadisca la sua fede rossonera, quando deride i rivali – «è difficile la vita del leghista. Nella prossima vita faccio quella del parlamentare del partito democratico, che è più comodo» – ricorda tanto l’humor nerazzurro del mitico vicepresidente dell’Inter Peppino Prisco. Un milanista atipico, se non altro, come un calabrese leghista. (redazione@corrierecal.it)







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