IN EDICOLA | Il risiko del consenso

Le intersezioni tra politiche sanitarie e consenso sono infinite. In Calabria, da sempre, la classe dirigente muove le leve della salute per trasformarle in voti. E con le elezioni in…

Le intersezioni tra politiche sanitarie e consenso sono infinite. In Calabria, da sempre, la classe dirigente muove le leve della salute per trasformarle in voti. E con le elezioni in avvicinamento, le tecniche si affinano e i casi si moltiplicano.
A Scilla, il Piano di rientro ha smantellato tutto l’ospedale. Tranne un reparto. È quello di Ermete Tripodi, nuovo direttore sanitario dell’Asp di Reggio Calabria. Un medico in ottimi rapporti con i big del centrodestra calabrese.
Il suo collega cosentino, Domenico Buccomino, ha ottenuto la promozione a ds qualche settimana fa, nonostante il suo nome compaia, in maniera imbarazzante, in una delicata inchiesta della Dda di Catanzaro. Poi, nei giorni scorsi, si è dimesso, per «motivi personali». 
Sono due pezzi della “nuova” sanità. Quella che sgomita per ottenere lo sblocco del turnover e, per avviarlo, si ricorda – dopo 3 anni e 49 giorni di inerzia burocratica – che ci sono dei medici in esubero da sistemare nei reparti. Tra le manovre a sfondo elettorale c’è anche il restyling delle commissioni dell’Asp di Cosenza che assegnano i sussidi agli invalidi civili. Un’altra formidabile macchina del consenso, che si affianca ai meccanismi utilizzati per decidere piccole promozioni, spostamenti e concorsi (anche quello per i primari supplenti, ancora a Reggio Calabria). Con la politica (e le prospettive elettorali) a guidare ogni scelta. (0020)

La storia di copertina, “Mutuo soccorso”, con i servizi di Pietro Bellantoni e Pablo Petrasso, è sul numero 152 del Corriere della Calabria, in edicola fino al 29 maggio.







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto