Provinciali a Crotone, Iacucci: «Nessun accordo con Sculco»

Alla presentazione del candidato presidente Parise, il commissario del Pd ha smentito presunti accordi con il movimento che fa capo all’esponente politico crotonese: «Abbiamo scelto la via del confronto e del rinnovamento»

di Gaetano Megna
CROTONE Il commissario provinciale del Partito democratico, Franco Iacucci, smentisce Enzo Sculco. Lo ha fatto durante la conferenza stampa di presentazione del candidato a presidente della Provincia di Crotone, Annibale Parise. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Iacucci ha detto: «Non abbiamo aperto trattative con nessuno; non ho mai incontrato Sculco». A margine della conferenza stampa, per rafforzare quanto detto ai microfoni, ha aggiunto: «Trovo difficile parlare con Sculco e a Crotone abbiamo fatto chiarezza».
Nei giorni scorsi Sculco era intervenuto con una propria dichiarazione per «smentire categoricamente» una notizia diffusa da esponenti del Pd, vicini alla sua posizione, che sostenevano che c’era stata una interlocuzione tra Iacucci e Sculco e il “reuccio” aveva dato la sua disponibilità a sostenere la candidatura di Parise a condizione che il Pd diffondesse un comunicato per dire che c’era un accordo tra il suo movimento e i dem.
Sculco ha smentito questa notizia affermando che c’era stato un incontro con Iacucci, al quale avrebbe proposto di nominare due delegazioni trattanti per valutare i nomi di quattro possibili candidati. Sculco ha smentito e Iacucci ha fatto altrettanto per le cose da lui riferite. Non si sono aperte trattative con nessuno e «il Pd ha scelto il candidato dopo due assemblee, che hanno visto la partecipazione di 14 sindaci».
Nel corso di queste assemblee i nomi messi in campo per la candidatura a presidente dell’ente intermedio sono stati quattro: Annibale Parise, sindaco di Mesoraca, Antonio Barberio, sindaco di Scandale, Maria Grazia Vittimberga, sindaco di Isola Capo Rizzuto, e Raffaele Falbo, sindaco di Melissa. Secondo il racconto di Iacucci la scelta di 13 sindaci su 14, presenti all’assemblea, è caduta su Parise. C’è anche stata l’autocandidatura di Vittimberga, che è stata scartata anche per la sua posizione rispetto al tracciato del progetto del megalotto 6 della statale 106. In sostanza Vittimbrega sarebbe l’unico sindaco della provincia di Crotone a non avere condiviso il progetto. I 27 sindaci della provincia di Crotone si sono espressi in una riunione tenutasi nel palazzo della Provincia e l’unico primo cittadino a dire no alla proposta sarebbe stato Vittimberga. La scelta del Pd del candidato è avvenuta nella seconda assemblea, dove c’erano presenti i rappresentanti di Isola Capo Rizzuto a sostenere la candidatura di Vittimgerga. Una volta preso atto che la scelta non era caduta su di lei, il sindaco di Isola Capo Rizzuto, a distanza di pochi minuti, ha ufficializzato la propria candidatura in alternativa alla proposta del Pd. «Abbiamo scelto la via del confronto e del rinnovamento», ha chiosato Iacucci.
Secondo il commissario dem «si può anche perdere, ma questo deve avvenire nella massima chiarezza» e ha aggiunto: «Noi siamo, comunque, certi di vincere». Il Pd ha un solo candidato e non c’è un partito che si chiama Democratici e progressisti. Era il nome di una lista che ha appoggiato Pippo Callipo alle elezioni regionali, che non era presente solo a Crotone. Anche Parise ha sottolineato il comportamento avuto dal sindaco di Isola Capo Rizzuto , che «ha deciso di candidarsi contro il Pd, dopo avere appreso che il partito aveva effettuato un’altra scelta». Parise si è soffermato sul progetto che ha in mente per rilanciare l’ente intermedio: infrastrutture e scuole.
I RETROSCENA Fuori dai microfoni il candidato a presidente ha raccontato delle telefonate ricevute da Flora Sculco. Secondo il racconto di Parise la consigliera regionale lo avrebbe chiamato la mattina di lunedì scorso (il pomeriggio c’era l’assemblea per la scelta del candidato) e lo avrebbe invitato a passare dalla sua sede, in via Firenze.
Parise in un primo momento avrebbe detto di sì, poi ci avrebbe ripensato e ad una seconda telefonata del pomeriggio avrebbe risposto che non poteva andare nella sede del movimento degli Sculco, perché lui è un uomo di partito e risponde solo al partito. Subito dopo la sua candidatura ci sarebbe stata una terza telefonata: questa volta la chiamata l’avrebbe fatta Parise per annunciare alla Sculco che il Pd aveva scelto lui per la candidatura. (redazione@corrierecal.it)







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