Fusione, nuovi dirigenti e Tpl, monta il fermento a Corigliano Rossano

Promenzio: «Eletto un sindaco che la fusione non la voleva, imboscatosi prima del referendum, i cui sponsor politici sono gli antifusionisti». Ad ore un nuovo dirigente mentre Stasi “lancia” sui social il piano di trasporto pubblico locale

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Dopo un periodo di relax, quasi fossero tutti alla finestra aspettando i primi segnali dell’amministrazione comunale, negli ultimi giorni sta montando un certo fermento, a Corigliano Rossano.
Una città “fusa” per volontà popolare, il cui progetto sociale si svilupperà a medio lungo termine ma che qualcuno crede che si possa realizzare con la bacchetta magica. Ed allora vi sono le opposizioni in pressing sul sindaco Flavio Stasi, a loro dire, «impantanato nelle sabbie mobili degli accordi elettorali», le maggioranze che si ergono a difensori, ed in mezzo lo stesso primo cittadino che oggi pomeriggio ha lanciato il primo esperimento di condivisione sui social. E che riguarda il nuovo piano di trasporto pubblico locale, perché tra i benefici della fusione vi è il raddoppio dei chilometri: da 500mila al milione da mettere a bando.
TRASPORTO PUBBLICO LOCALE In un post sulle sue pagina Facebook, Twitter e Instragram, Stasi annuncia che l’amministrazione sta lavorando ad un nuovo piano di Tpl, probabilmente anche in considerazione della dislocazione degli uffici comunali, che così potranno essere raggiunti dai dipendenti e soprattutto dai cittadini. Il primo cittadino nel pubblicare una foto chiede ai coriglianorossanesi cosa ne pensino. «È prevista una linea circolare veloce Stazione-Stazione che collega le due aree urbane (linea rossa), collegate con due linee Mare-Centro Storico (linea gialla e linea verde). A questa “H” principale si aggiungono due linee laterali, una verso nord (Villaggio Frassa – Cantinella – Apollinara, linea blu) e l’altra verso sud (Amica – Toscano – Fossa, linea arancio). Infine una linea che collega i due centri storici, utile sia per collegare gli uffici comunali per dipendenti ed utenti, ma anche altri servizi come l’ospedale Compagna o la filiale I.N.P.S. (linea azzurra). Il tutto con orari stabiliti ed un unico biglietto». Ridda di commenti, tra quelli utili ai più strampalati – ovviamente – non mancano.
FUSIONE E DINTORNI Altro tema caldo di giornata è la “visione” sulla fusione fra i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, dopo la sortita delle minoranze dei giorni scorsi. «È un silenzio-indifferenza – attacca l’ex presidente del Consiglio comunale, Rosellina Madeo, riferendosi alle nulle azioni di governo in tema fusione – complice di chi rema contro lo sviluppo di questo territorio».
Dall’altro lato della staccionata, le maggioranze prima vanno all’assalto, poi provano a mediare. «Ormai non ci stupiscono più le fantasiose e spesso subdole dichiarazioni dell’opposizione consiliare che anziché essere propositiva continua sulla scia dell’insulto da bar e delle insinuazioni». Nella stessa nota aprono ad un confronto che non c’è mai stato, nonostante sia stato “offerto” più volte dai consiglieri di opposizione. «Speriamo ancora in una minoranza meno mediatica e più politica – concludono in una nota i gruppi Corigliano-Rossano Domani, Corigliano-Rossano Futura, Corigliano-Rossano Pulita e Uniti Per Stasi Sindaco – che elabori non proteste ma proposte sulle quali l’intera maggioranza e l’esecutivo restano disponibili al confronto, dal momento che siamo tutti consapevoli del fatto che la città normale è ciò che dovremmo desiderare tutti e che richiede un grande lavoro».
In tutto questo bailamme uno dei competitor di Stasi alle elezioni e leader delle minoranze, Gino Promenzio, le canta a muso duro. Durissimo. A proposito di fusione, per la quale Promenzio si è battuto con il comitato civico Fiori d’Arancio, vero ago della bilancia referendaria soprattutto in una Corigliano che inizialmente sembrava refrattaria all’idea, l’ortopedico stasera sostiene che «le ragioni, le potenzialità e i valori della “nuova” città restano inalterati, nonostante il totale disastro dell’amministrazione comunale. Lo sappiano coloro i quali pensano che si possa tornare indietro e quelli che, in buonafede, condizionati dal nulla amministrativo di questi lunghi mesi, possano legittimamente sentirsi confusi».
«Eppure che per la terza città della Calabria non sarebbe stato facile – insiste Promenzio – si è capito già da subito. Eletto un sindaco che la fusione non la voleva, imboscatosi con mestiere nei mesi prima del referendum, i cui sponsor politici sono gli antifusionisti battuti Geraci e Genova, il cui suggeritore, il vero sindaco, un dinosauro della prima Repubblica, teorizza oggi l’istituzione nello Statuto di due municipi: Rossano e Corigliano, quasi fosse Ritorno al futuro. Da un sindaco – avanza il capogruppo di Civico e Popolare – che ha affidato la delega alla “Valorizzazione della Fusione” ad un politico dalle visioni internazionali come Malavolta col quale pare non si parli più da mesi, non c’era da aspettarsi che questo».
Promenzio termina chiedendo ai coriglianorossanesi di avere «ancora fiducia nella nostra città, sempre in grado di giocarsi tutte le sue carte. Chiediamo di avere pazienza, perché tutto questo passerà».
DIRIGENTI Ma oggi è stata anche la giornata dedicata alle selezioni per un dirigente – “fiduciario”, nominato dal sindaco attraverso l’art.110 del Tuel – dell’area tecnica. Alle selezioni gestite dai due dirigenti (parigrado nominati anche loro e prorogati di recente nel loro incarico dal periodo commissariale) Francesco Amica e Tina De Rosis, più il segretario generale Paolo Lo Moro, hanno partecipato in quattordici. Ad un primo “filtro” superato da sei candidati, è poi seguito il colloquio conclusivo con il sindaco e Lo Moro. Il nome è probabile che sarà reso noto tra stasera e domani. All’appello, manca ancora un dirigente – sempre designato temporaneamente in attesa che prima o poi si sblocchino i concorsi – dell’area finanziaria. (l.latella@corrierecal.it)







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